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Avviso Di Accertamento — Anno 2024

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550 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Accertamento

Provvedimenti

Beneficio fiscale immobile storico: la prova del vincolo
Una contribuente si oppone a un avviso di accertamento sostenendo di avere diritto al beneficio fiscale per un immobile storico. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, poiché la contribuente non ha fornito la prova di un formale decreto ministeriale che attestasse il vincolo storico-artistico, limitandosi a contestare la valutazione delle prove documentali fatta dal giudice di merito.
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Dichiarazione integrativa: no dopo l’avviso fiscale
Un contribuente ometteva di dichiarare un reddito da pensione. Dopo aver ricevuto l'avviso di accertamento, tentava di sanare la propria posizione tramite una dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la dichiarazione integrativa non è ammissibile dopo che l'amministrazione finanziaria ha già contestato la violazione, poiché si tradurrebbe in un inammissibile strumento di elusione delle sanzioni.
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Accertamento socio società: notifica e cancellazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avviso di accertamento fiscale notificato a un socio, basato su un precedente accertamento nei confronti della sua società partecipata al 100%, è illegittimo se la notifica alla società è avvenuta dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese. Secondo la Corte, una notifica a un soggetto giuridico inesistente è inefficace e non può rendere l'accertamento societario definitivo. Di conseguenza, viene meno il presupposto per l'accertamento al socio, e il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione in cui l'Amministrazione Finanziaria dovrà provare direttamente i ricavi societari non dichiarati.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante un avviso di accertamento per maggiori ricavi. La decisione è stata presa dopo che la società contribuente, durante il giudizio di cassazione, ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del d.l. 119/2018, dimostrando il pagamento della prima rata. La Corte ha ritenuto che il perfezionamento della procedura di definizione agevolata comporti la cessazione della materia del contendere, estinguendo di conseguenza il giudizio.
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Annullamento avviso accertamento: quando si estende ai soci?
La Cassazione chiarisce che l'annullamento di un avviso di accertamento notificato a una società di persone si estende ai soci solo se la sentenza è definitiva. Annullata la decisione di merito che si basava su una pronuncia non ancora passata in giudicato, confermando la validità della cartella emessa al socio sulla base di un accertamento a lui notificato e mai impugnato.
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Costi infragruppo: l’onere della prova del Fisco
Una holding ha contestato un avviso di accertamento relativo all'allocazione di costi infragruppo per servizi amministrativi. L'Agenzia delle Entrate, presumendo che le società del gruppo prive di personale avessero beneficiato di tali servizi, ha ripartito i costi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che una presunzione solida, anche basata su un solo elemento, è sufficiente a sostenere la pretesa fiscale, spostando sul contribuente l'onere di fornire una prova contraria convincente.
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Autotutela tributaria: atto definitivo non si tocca
Una società ha impugnato un'ingiunzione di pagamento per ICI e IMU, basata su avvisi di accertamento mai contestati e divenuti definitivi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i vizi di un atto tributario definitivo non possono essere fatti valere successivamente, nemmeno tramite un'istanza di autotutela tributaria. La Corte ha chiarito che il potere di autotutela è discrezionale per l'amministrazione e non rappresenta un rimedio alternativo per il contribuente che ha lasciato scadere i termini per l'impugnazione.
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Motivazione per relationem: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato alcuni avvisi di accertamento ICI emessi da un Comune, poiché basati su una perizia di stima e altri atti mai allegati né resi disponibili ai contribuenti. La Corte ha ribadito che la motivazione per relationem è valida solo se i documenti richiamati, essenziali per comprendere la pretesa fiscale, sono allegati all'atto o già noti al contribuente, garantendo così il pieno diritto di difesa. La loro produzione solo in corso di causa non può sanare il vizio originario dell'atto.
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Riduzione canone locazione: prova senza registrazione
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF che non riconosceva una riduzione del canone di locazione perché l'accordo non era stato registrato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prova della riduzione canone locazione e della sua data certa non dipende esclusivamente dalla registrazione dell'atto. Altri elementi probatori possono essere valutati dal giudice per dimostrare l'anteriorità dell'accordo rispetto al periodo d'imposta, ribaltando la decisione precedente.
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Avviso accertamento firmato digitalmente: la Cassazione
Una società produttrice di alcolici ha impugnato un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA, sostenendo la nullità dell'atto perché firmato digitalmente in un'epoca in cui, a suo dire, la legge non lo consentiva per gli atti fiscali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'avviso di accertamento firmato digitalmente era pienamente valido. La Corte ha chiarito che l'esclusione prevista dal Codice dell'Amministrazione Digitale riguardava solo le attività di controllo e ispezione, non gli atti impositivi. La decisione ha inoltre confermato la legittimità delle contestazioni di merito relative a costi per operazioni ritenute inesistenti.
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