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Avviso Di Accertamento — Anno 2024

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550 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Avviso Di Accertamento

Provvedimenti

Termine dilatorio: Cassazione conferma nullità dell’atto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando un principio fondamentale: l'avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione è nullo. La Corte ha specificato che tale termine è una garanzia irrinunciabile per il contribuente e che la presentazione anticipata di osservazioni non autorizza l'amministrazione a procedere prima della scadenza, a meno che non sussistano comprovate ragioni d'urgenza.
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Estinzione del giudizio: il caso della transazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in un caso di accertamento IRES su un'operazione di 'sale and lease back'. La decisione segue un accordo transattivo raggiunto tra l'Agenzia delle Entrate e il gruppo societario contribuente, che ha risolto tutte le controversie pendenti, rendendo superflua la prosecuzione del ricorso. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Avviso accertamento ante tempus: ok se c’è fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 457/2024, ha stabilito che un avviso di accertamento ante tempus, emesso prima della scadenza del termine di 60 giorni dal verbale di constatazione, è legittimo in caso di fallimento del contribuente. L'urgenza di insinuarsi nel passivo fallimentare prevale sul termine dilatorio, senza che ciò costituisca una violazione del principio di leale cooperazione.
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Definizione agevolata liti: processo estinto
Un contribuente impugna un avviso di accertamento basato su accertamento sintetico (redditometro). Dopo un lungo contenzioso che arriva fino alla Corte di Cassazione, il contribuente aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Suprema Corte, preso atto dell'avvenuta definizione, dichiara estinto il processo senza entrare nel merito delle questioni sollevate.
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Definizione Agevolata: estinzione del giudizio
Una contribuente impugna in Cassazione un accertamento fiscale. Durante il processo, aderisce alla definizione agevolata prevista dalla normativa. La Corte Suprema, verificata la regolarità della procedura, dichiara l'estinzione del giudizio senza entrare nel merito dei motivi di ricorso, confermando l'efficacia dello strumento deflattivo del contenzioso.
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Delega di firma: quando l’atto è valido?
Una società impugna un avviso di accertamento per difetto di potere del firmatario. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che la delega di firma è un atto interno all'ufficio, attuabile con ordini di servizio che indicano la qualifica, senza necessità di nominativo, configurando un mero decentramento burocratico.
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Delega di firma: quando l’atto fiscale è valido?
Una società ha contestato un avviso di accertamento sostenendo che il funzionario firmatario non avesse una valida delega di firma. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiave: la delega di firma è legittima anche se conferita tramite un ordine di servizio interno che indica solo la qualifica del funzionario (es. Capo Ufficio Controlli), senza necessità di specificarne il nome. Questo atto, configurando un mero decentramento burocratico, non richiede le formalità di una delega di funzioni.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, ha aderito alla procedura di definizione agevolata. La Corte Suprema, preso atto del perfezionamento della procedura con il pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La chiave della decisione risiede nell'applicazione della normativa speciale sulla definizione agevolata, che prevale sulla continuazione del contenzioso.
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Nuovi motivi in appello: limiti nel processo tributario
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito che aveva accolto un'eccezione del contribuente sollevata per la prima volta in secondo grado. La Corte ha stabilito che l'introduzione di nuovi motivi in appello che ampliano la materia del contendere è inammissibile, in quanto viola le rigide regole procedurali del processo tributario. Il caso riguardava la presunta duplicazione di una pretesa fiscale nei confronti di una società e del suo socio unico.
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Competenza territoriale accertamento: decide la sede legale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32157/2024, ha chiarito un punto cruciale sulla competenza territoriale per l'accertamento fiscale. Una società, con sede legale a Milano ma sede effettiva a Bolzano, aveva impugnato un avviso dell'Agenzia delle Entrate di Milano. I giudici di merito avevano annullato l'atto, ritenendo l'ufficio incompetente. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che, ai fini della competenza territoriale dell'accertamento, fa fede il domicilio fiscale che per le società coincide con la sede legale indicata nel registro delle imprese, a meno di diversa comunicazione ufficiale.
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Onere della prova soci srl: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha esaminato un caso complesso riguardante l'onere della prova per i soci di una srl a ristretta partecipazione. A seguito di un accertamento fiscale per utili non dichiarati, l'Amministrazione Finanziaria presumeva la loro distribuzione ai soci. Dopo un lungo iter processuale, la Corte non ha deciso nel merito, ma ha disposto un rinvio a nuovo ruolo. La ragione è stata la necessità di verificare se i pagamenti effettuati dai contribuenti, nell'ambito di una definizione agevolata, si riferissero effettivamente agli avvisi di accertamento oggetto della controversia, documentazione che al momento risultava insufficiente per chiudere il caso.
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Definizione agevolata: quando il Fisco perde il ricorso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui una società e i suoi soci, dopo aver ricevuto otto avvisi di accertamento, hanno aderito alla definizione agevolata per sette di essi. L'Agenzia delle Entrate ha proseguito il ricorso per l'unico avviso non sanato. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il Fisco non può emettere nuovi accertamenti basati su elementi già in suo possesso. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse, essendo la lite estinta dalla definizione agevolata.
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Costi da reato: quando non sono deducibili dal reddito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31944/2024, ha stabilito che i costi del lavoro non sono deducibili se le assunzioni sono parte di un meccanismo fraudolento per ottenere sgravi contributivi. Anche se il lavoro è stato effettivamente svolto e l'attività aziendale è lecita, il collegamento diretto tra la spesa e il compimento di un illecito penale rende tali costi da reato fiscalmente indeducibili, in applicazione dell'art. 14, comma 4-bis, della Legge 537/1993.
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Sospensione termini impugnazione: cumulo e calcolo
Una società tecnologica ha impugnato un avviso di accertamento per costi di sponsorizzazione ritenuti fittizi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La decisione si fonda sulla corretta interpretazione delle norme sulla sospensione termini impugnazione, chiarendo che la sospensione speciale di sei mesi prevista da una legge del 2017 si aggiunge cumulativamente al termine ordinario, senza che la sospensione feriale possa ulteriormente prolungarlo.
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Termine dilatorio 60 giorni: nullo l’avviso fiscale
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale perché emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni previsto dallo Statuto del Contribuente. Il caso riguardava una società di costruzioni sottoposta a due accessi da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte ha stabilito che la garanzia del contraddittorio, assicurata da questo periodo di attesa, è inderogabile e si applica a qualsiasi tipo di accesso, anche breve, finalizzato all'acquisizione di documenti. L'emissione dell'atto impositivo prima dello spirare dei 60 giorni dalla chiusura delle operazioni di verifica ne determina la nullità insanabile, a prescindere da quando l'atto viene notificato.
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ASD: registrazione CONI non decisiva per il Fisco
Un'associazione sportiva dilettantistica si è vista negare il regime fiscale agevolato per il 2008 a causa della mancata iscrizione al registro CONI. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che per quell'anno fiscale, il riconoscimento ai fini sportivi poteva derivare anche dalla semplice affiliazione a una federazione nazionale. La Corte ha quindi sottolineato che la registrazione CONI non era l'unico criterio decisivo. Il caso è stato rinviato al giudice di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Firma avviso accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la validità della firma su un avviso di accertamento non è legata alla qualifica dirigenziale del funzionario, ma alla sua appartenenza alla carriera direttiva. L'ordinanza chiarisce anche che le eccezioni non esaminate in primo grado (assorbite) devono essere riproposte tempestivamente in appello, altrimenti si considerano rinunciate. La controversia nasceva da un avviso di accertamento annullato in secondo grado proprio per un presunto difetto di potere del firmatario.
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Delega di firma: validità avviso di accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avviso di accertamento è valido anche se la delega di firma all'ufficiale che lo ha sottoscritto non contiene l'indicazione nominativa del delegato, né le ragioni o la durata. Secondo la Corte, si tratta di una 'delega di firma' e non 'di funzioni', un atto di organizzazione interna per cui è sufficiente l'individuazione del ruolo o della qualifica del funzionario, verificabile anche a posteriori.
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Delega firma avviso: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31884/2024, ha stabilito la validità di un avviso di accertamento firmato da un funzionario delegato, anche se l'atto di delega firma non indica il nominativo specifico. Secondo la Corte, tale delega è un atto di organizzazione interna e non un trasferimento di funzioni, essendo sufficiente l'individuazione del delegato tramite la sua qualifica per una verifica successiva (ex post) del potere di firma.
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Accertamenti bancari società: quando il Fisco vince
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli accertamenti bancari su una società a responsabilità limitata, basati sulle movimentazioni dei conti correnti personali dei soci. In presenza di una ristretta base sociale, specialmente con legami familiari, si presume una sovrapposizione tra gli interessi della società e quelli personali dei soci. Spetta quindi al contribuente dimostrare l'estraneità di tali operazioni all'attività d'impresa. La Corte ha rigettato il ricorso della società, che non è riuscita a fornire tale prova, confermando gli avvisi di accertamento per II.DD. e IVA.
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