La Corte di Cassazione ha annullato una condanna relativa a lavori eseguiti in zona sismica senza la preventiva autorizzazione regionale. Il ricorrente, amministratore di una società agricola, contestava la rilevanza penale della condotta poiché l'area era classificata a bassa sismicità. La Suprema Corte ha stabilito che, a seguito della riforma introdotta con l'art. 94-bis del Testo Unico Edilizia, il giudice non può limitarsi a constatare l'assenza del titolo, ma deve verificare tecnicamente la natura e la consistenza delle opere. Se gli interventi sono di minore rilevanza o privi di rilevanza in zone a basso rischio, l'obbligo di autorizzazione preventiva può venire meno, rendendo la condotta non punibile.
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