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Atto Riscossivo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto emesso dall'agente della riscossione (come un'intimazione di pagamento) che non accerta un nuovo tributo, ma mira a recuperare un credito già definito in un precedente atto (come una cartella di pagamento).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento con adesione: omessa convocazione e debito valido
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di rettifica per imposta di registro contro una società. La contribuente ha richiesto l'accertamento con adesione, ma l'ufficio non l'ha convocata nei quindici giorni previsti, notificando poi la cartella di pagamento. La società ha impugnato la cartella sostenendo la nullità dell'atto presupposto per mancata convocazione e chiedendo la definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. I giudici hanno stabilito che la mancata convocazione del contribuente dopo l'istanza di accertamento con adesione non comporta la nullità dell'atto impositivo, poiché la legge non prevede tale sanzione. Inoltre, la cartella di pagamento, quale atto meramente riscossivo, non può essere oggetto di definizione agevolata se l'atto impositivo a monte non è stato tempestivamente impugnato.
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Cartella di pagamento senza avviso bonario: valida dopo la sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cartella di pagamento emessa dopo una sentenza favorevole all'Agenzia delle Entrate è pienamente legittima, anche se non preceduta da una comunicazione preventiva. In questo caso, una società ha ricevuto una seconda cartella per un debito fiscale già oggetto di un lungo contenzioso. I giudici hanno chiarito che non si tratta di un nuovo accertamento, ma della semplice riscossione di un debito già noto al contribuente. Di conseguenza, la tesi della nullità della cartella di pagamento senza avviso bonario è stata respinta. Inoltre, la Corte ha specificato che tale atto, avendo natura puramente riscossiva e non impositiva, non poteva rientrare nella definizione agevolata (pace fiscale). L'Agenzia delle Entrate ha quindi vinto la causa.
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Definizione agevolata cartella: quando non si applica
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della definizione agevolata della cartella di pagamento. Se la cartella è notificata agli eredi per un debito fiscale già divenuto definitivo in capo al defunto, essa ha natura meramente riscossiva e non impositiva. Di conseguenza, non può essere il primo atto con cui si comunica la pretesa fiscale e non rientra nell'ambito della sanatoria, poiché il presupposto della definizione agevolata è che l'atto sia il primo a portare a conoscenza del contribuente la pretesa.
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Diniego definizione agevolata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un processo tributario non può essere dichiarato estinto se l'Agenzia delle Entrate ha emesso un formale diniego di definizione agevolata. Anche se il contribuente ha presentato domanda e pagato un acconto per la sanatoria, il rifiuto dell'Ufficio blocca l'effetto estintivo. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente chiuso il giudizio, rinviando il caso per la prosecuzione dell'esame sul merito della pretesa fiscale.
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Definizione agevolata: quando è ammessa?
Un contribuente, ritenuto coobbligato per un debito IVA di un'associazione sportiva, ha impugnato un'intimazione di pagamento chiedendo di accedere alla definizione agevolata. La Cassazione ha stabilito che la definizione agevolata è applicabile solo agli atti impositivi. Se il contribuente ha già ricevuto una valida notifica dell'avviso di accertamento (atto presupposto), la successiva intimazione di pagamento è un mero atto riscossivo e non può essere oggetto di condono. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare la regolarità della prima notifica, passaggio cruciale per determinare la natura dell'atto impugnato.
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Prescrizione tributaria: quando si interrompe?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26253/2025, ha rigettato il ricorso di una contribuente, confermando che la richiesta di rateizzazione di una cartella di pagamento costituisce un riconoscimento del debito idoneo a interrompere la prescrizione tributaria. La Corte ha inoltre chiarito che la definizione agevolata non si applica agli atti meramente riscossivi, ma solo a quelli che accertano il tributo.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione fa chiarezza
Una società contesta una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria, sollevando questioni sulla notifica delle cartelle sottostanti e sulla natura dell'atto. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando principi consolidati: la comunicazione è un atto riscossivo e non impositivo, escluso quindi da definizioni agevolate. Ribadisce inoltre la validità della notifica diretta tramite raccomandata da parte dell'Agente della riscossione e l'irrilevanza della cancellazione della società dal registro imprese ai fini dell'interruzione del giudizio di legittimità.
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