Un Comune ha notificato avvisi di accertamento per il pagamento dell'ICI intestandoli direttamente a una persona già deceduta. Gli eredi avevano regolarmente comunicato la morte del congiunto sia mediante la dichiarazione di successione sia con un atto notorio depositato presso l'ente. Ciononostante, il Comune ha emesso gli atti a nome del defunto e li ha consegnati agli eredi. La Suprema Corte ha stabilito che l'avviso di accertamento al defunto, emesso quando l'ente locale conosce già il decesso del contribuente, è affetto da nullità insanabile. L'amministrazione non può instaurare un rapporto tributario con una persona inesistente e deve obbligatoriamente intestare e notificare gli atti direttamente e nominativamente a ciascun erede. I giudici hanno quindi annullato integralmente la pretesa fiscale, condannando il Comune al pagamento delle spese.
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