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Atto Interruttivo

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269 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale per il versamento di contributi non versati per l'anno 2010 alla Gestione Separata, sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del tempo. Secondo il contribuente, il termine quinquennale decorreva dalla scadenza originaria del 16 giugno 2011, rendendo tardiva la richiesta ricevuta il 5 luglio 2016. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del pagamento, tenendo conto delle proroghe fiscali disposte per legge. Poiché un decreto ministeriale aveva differito il termine al 6 luglio 2011, la richiesta di pagamento notificata il 5 luglio 2016 ha interrotto validamente il termine. Il professionista deve quindi versare l'intero importo richiesto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a una lavoratrice autonoma il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite avviso di addebito. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per decorso del termine quinquennale, individuando la decorrenza nel termine ordinario del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'INPS. I Supremi Giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale nel 2010 era stata prorogata per legge al 6 luglio. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 2 luglio 2015 ha interrotto tempestivamente i termini.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi non versati relativi all'anno 2012. L'ente ha inviato la richiesta interruttiva a fine luglio 2018, ritenendola tempestiva rispetto alla data di proroga con maggiorazione dello 0,40 per cento scaduta il 20 agosto 2013. Il professionista ha sostenuto invece la maturata prescrizione contributi Gestione Separata, calcolando il termine dalla prima scadenza ordinaria dell'8 luglio 2013. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Corte ha stabilito che la facoltà di pagare con maggiorazione di interessi non sposta la data di decorrenza della prescrizione.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop a richieste INPS
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2005. L'istituto ha notificato la richiesta di versamento oltre i cinque anni dalla scadenza del termine di pagamento. L'ente pubblico sosteneva che la mancata compilazione del quadro dedicato nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il decorso del tempo. I giudici di merito hanno respinto la pretesa dell'istituto e la Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della pretesa. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza originaria di pagamento e non subisce sospensioni automatiche per la sola omessa compilazione dichiarativa.
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Opposizione a cartella di pagamento: niente termini se prescritta
Un cittadino ha contestato un debito per sanzioni stradali scoperto tramite estratto di ruolo, eccependo la mancata notifica degli atti e l'avvenuta prescrizione della pretesa economica. Il Tribunale ha respinto l'istanza ritenendola tardiva rispetto al termine di trenta giorni. La Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito, accogliendo il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che l'opposizione a cartella di pagamento fondata su fatti estintivi sopravvenuti, come la prescrizione quinquennale, costituisce una vera e propria opposizione all'esecuzione. Questo tipo di rimedio non subisce la decadenza dei trenta giorni e può essere azionato senza limiti temporali per contestare il diritto alla riscossione.
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Usucapione abbreviata e acquisto: la Cassazione fissa l’udienza
Alcuni acquirenti compravano un terreno e un rustico da soggetti dichiaratisi proprietari esclusivi per possesso prolungato. I comproprietari esclusi avviavano un'azione legale per far riconoscere la comproprietà del bene. La Cassazione in precedenza valorizzava il possesso decennale per valutare l'usucapione abbreviata. I comproprietari originari hanno quindi proposto ricorso per revocazione, segnalando un errore di fatto decisivo: un precedente atto giudiziario aveva interrotto il decorso del tempo decennale ed era assente la buona fede iniziale. La Suprema Corte ha ritenuto non manifestamente inammissibile il ricorso e ha rimesso la causa alla pubblica udienza.
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Prescrizione del reato: la recidiva blocca lo sconto del tempo
Un imputato, condannato per cessione di stupefacenti di lieve entità con l'aggravante della recidiva specifica reiterata infraquinquennale, ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che fosse maturata la prescrizione del reato nel periodo intercorso tra la sentenza di primo grado e quella di appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, ai fini del calcolo del termine ordinario, l'aumento di due terzi previsto per la recidiva speciale si applica alla pena edittale massima del reato. Di conseguenza, il termine minimo di prescrizione ammonta a sei anni e otto mesi, lasso temporale non ancora decorso tra i due gradi di giudizio. L'imputato perde il ricorso e subisce la condanna definitiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
Un professionista riceve dall'ente previdenziale una richiesta di pagamento per la contribuzione dovuta all'INPS per l'anno 2009. Il contribuente eccepisce l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di merito ritengono tardiva la richiesta dell'istituto, fissando l'avvio del conteggio alla scadenza ordinaria di giugno 2010. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che il termine iniziale coincide con la scadenza effettiva del versamento, la quale era stata prorogata al 6 luglio 2010 da un decreto ministeriale. Di conseguenza, l'avviso di pagamento recapitato al professionista il 30 giugno 2015 risulta tempestivo. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data differita di pagamento, con pieno accoglimento delle ragioni dell'ente creditore.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2009. I giudici di merito avevano annullato la richiesta ritenendo scaduto il termine quinquennale di prescrizione contributi Gestione Separata, calcolato a partire dal 16 giugno 2010. L'ente ha impugnato la decisione sostenendo che un decreto governativo aveva differito la scadenza del pagamento al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta inviata il 2 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente: la proroga generale dei versamenti sposta in avanti anche il momento iniziale della prescrizione. La richiesta dell'ente è quindi pienamente valida ed efficace.
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Prescrizione contributi Gestione Separata tra scadenze e proroghe
L'Ente Previdenziale ha richiesto il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008 a un libero professionista iscritto all'albo ma non alla cassa autonoma. Il Professionista ha contestato l'addebito, sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso di cinque anni dal termine originario del 16 giugno 2009. L'Ente ha invece dimostrato di aver notificato la richiesta di pagamento il 3 luglio 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che la proroga fiscale governativa al 6 luglio 2009 sposta in avanti anche il termine di decorrenza della prescrizione. Di conseguenza, l'avviso di pagamento notificato il 3 luglio 2014 risulta pienamente tempestivo e idoneo a interrompere il termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga INPS
L'ente previdenziale richiedeva a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per gli anni 2009 e 2010 tramite avviso di addebito. Il professionista contestava la richiesta sostenendo l'intervenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine di cinque anni rispetto alla scadenza ordinaria del 16 giugno. L'ente ricorreva per Cassazione sostenendo che appositi decreti governativi avevano prorogato il termine di pagamento al 6 luglio dei rispettivi anni. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente: le proroghe fiscali spostano in avanti il giorno iniziale del conteggio temporale per tutti i soggetti del settore, rendendo tempestivi gli atti di richiesta inviati dall'istituto.
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Gestione separata INPS: proroghe fiscali e redditi minimi
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali per la Gestione separata INPS relativi ad annualità pregresse. La lavoratrice ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione dei crediti e l'esenzione dal versamento per aver prodotto un reddito inferiore a cinquemila euro. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione della professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che i decreti di proroga fiscale spostano in avanti anche il termine iniziale della prescrizione contributiva. Inoltre, il reddito modesto non dimostra da solo l'occasionalità del lavoro se sussistono elementi presuntivi di abitualità professionale come la partita IVA e l'iscrizione all'albo.
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Prescrizione crediti retributivi: vittoria dell’Ente sul dirigente
Un dipendente pubblico con funzioni dirigenziali ha chiesto all'Ente Locale il pagamento di indennità accessorie per incarichi aggiuntivi svolti negli anni passati. Il lavoratore ha inviato la prima formale richiesta economica dopo quasi nove anni dalla conclusione delle mansioni, sostenendo l'operatività del termine ordinario decennale in assenza di una previa valutazione formale dell'amministrazione. I giudici hanno invece accertato l'intervenuta prescrizione crediti retributivi quinquennale. La Suprema Corte ha confermato che ogni compenso accessorio legato al rapporto lavorativo stabile si prescrive in cinque anni dalla maturazione del singolo rateo. L'inerzia del datore di lavoro nella valutazione della performance non blocca il decorso del tempo, poiché il dipendente può agire tempestivamente a tutela dei propri diritti. Il ricorso del lavoratore è stato respinto con condanna alle spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: vince la proroga INPS
Un ingegnere libero professionista non versava i contributi previdenziali per l'anno 2008. L'Ente previdenziale notificava la richiesta di pagamento il 4 luglio 2014. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito ritenendo superato il termine di cinque anni decorrente dal 16 giugno 2009. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'Istituto e ribalta l'esito. La Suprema Corte afferma che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza effettiva del versamento, includendo i rinvii disposti dai decreti governativi. La proroga fiscale al 6 luglio 2009 rende tempestiva la diffida e impedisce la cancellazione del credito.
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Prescrizione contributi Gestione separata e proroga dei termini
L'Ente previdenziale ha richiesto a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali non corrisposti. Il Professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. La Corte territoriale ha accolto l'eccezione, calcolando il termine dalla data ordinaria di versamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione separata inizia a decorrere dalla reale data di scadenza del pagamento, includendo i differimenti e le proroghe disposti dai decreti governativi. Inoltre, la contestazione in appello mantiene aperta l'intera questione estintiva, consentendo al giudice di rideterminare d'ufficio il giorno iniziale del conteggio senza incorrere in preclusioni processuali. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso dell'Ente previdenziale, annullando la sentenza impugnata.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’ente
Un libero professionista contestava la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per i redditi prodotti nel 2009. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il debito per prescrizione contributi Gestione Separata, calcolando il termine di cinque anni a partire dal 16 giugno 2010. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto le ragioni dell'ente. I giudici hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza del versamento al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti a studi di settore. La richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è quindi tempestiva. Il giudice può correggere d'ufficio la data iniziale della prescrizione senza violare i limiti del processo.
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Prescrizione contributi SSN: quando il debito resta valido
Una contribuente ha impugnato una intimazione di pagamento derivante da due cartelle esattoriali per debiti relativi al Servizio Sanitario Nazionale, sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi SSN secondo il termine quinquennale introdotto dalla riforma del 1995. I giudici tributari di merito hanno respinto l'opposizione, rilevando la presenza di molteplici atti interruttivi regolarmente notificati nel tempo. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato integralmente tale decisione, stabilendo che la notifica di un primo sollecito entro il 31 dicembre 1995 ha conservato l'originario termine di prescrizione decennale. I successivi atti di riscossione hanno tempestivamente impedito l'estinzione del debito. La contribuente ha perso la causa e deve versare il doppio del contributo unificato.
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Prescrizione contributi Gestione separata: l’INPS si salva
Un libero professionista, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, contestava la richiesta di pagamento dell'INPS per i contributi del 2009, eccependo la prescrizione quinquennale. La Corte d'Appello gli dava ragione, calcolando la scadenza dal 16 giugno 2010. L'INPS ricorreva in Cassazione, sostenendo che il D.P.C.M. 10 giugno 2010 aveva prorogato il termine di versamento al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti agli studi di settore, inclusi quelli in regime dei minimi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal termine di pagamento effettivamente prorogato. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'INPS inviata il 30 giugno 2015 è tempestiva ed evita la prescrizione.
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Prescrizione medici specializzandi: il ritardo cancella i rimborsi
Un gruppo di medici ha chiesto allo Stato il risarcimento dei danni per la mancata retribuzione degli anni di specializzazione frequentati prima del 1991. I giudici di merito hanno dichiarato estinto il diritto per la prescrizione medici specializzandi, individuando il termine iniziale di dieci anni nella data del 27 ottobre 1999, giorno di entrata in vigore della Legge 370/1999. I professionisti hanno proposto ricorso in Cassazione sostenendo che l'incertezza della giurisprudenza sui canali giudiziari da seguire avesse bloccato il decorso del tempo. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando che i dubbi interpretativi non costituiscono un impedimento legale. I medici perdono definitivamente la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio.
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Prescrizione buoni fruttiferi postali: addio ai risparmi dopo 10 anni
Due risparmiatori hanno chiesto all'Ente Postale il rimborso di alcuni buoni fruttiferi postali emessi nel 1989 e scaduti nel 2000. La richiesta di pagamento è stata presentata solo nel 2012, senza alcun precedente atto di sollecito. L'Ente Postale si è opposto, eccependo l'avvenuta prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione ha confermato che si applica il termine di prescrizione decennale introdotto dal decreto ministeriale del 2000, che decorre dalla scadenza dei titoli. Di conseguenza, il diritto al rimborso si è estinto nel 2010. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso dei risparmiatori, confermando che la prescrizione buoni fruttiferi postali impedisce la riscossione del capitale e degli interessi dopo dieci anni dalla scadenza, in assenza di atti interruttivi.
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