Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza con cui il Tribunale di Brescia ha dichiarato estinto per prescrizione il reato di furto aggravato contestato a un imputato. L'accusa sosteneva che la recidiva reiterata, quale circostanza ad effetto speciale, avrebbe dovuto allungare i termini di prescrizione a dieci anni. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che, nel calcolo del tempo necessario per la prescrizione del reato, l'aumento per la recidiva non può superare il cumulo delle pene precedenti (pari a dieci mesi e venti giorni). Di conseguenza, il termine di prescrizione era ampiamente decorso prima della sentenza di primo grado, sia considerando la datazione anomala del decreto di citazione a giudizio, sia applicando le sospensioni per l'emergenza pandemica. La Suprema Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso dell'accusa, confermando l'estinzione del reato.
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