La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di bancarotta fraudolenta impropria derivante da una complessa operazione societaria tra due gruppi. L'operazione, configurata come una transazione, ha comportato la cessione di un asset di valore (una società di energia eolica) da parte di un'azienda, poi fallita, per estinguere un debito di un'altra società del suo gruppo. La Corte ha annullato la condanna per gli imputati stranieri a causa di un vizio procedurale (mancata traduzione di un atto), ma ha rigettato il ricorso di un amministratore italiano. La sentenza ha confermato che l'operazione costituiva un atto distrattivo, poiché aveva causato un'ingente perdita patrimoniale alla società fallita senza alcun vantaggio compensativo reale e concreto, integrando così il reato di bancarotta fraudolenta impropria.
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