La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo forzoso del 5% operato da un'azienda sanitaria sui compensi dei medici per l'attività intramuraria. La controversia riguardava l'interpretazione del Decreto Balduzzi, che ha introdotto una quota destinata alla riduzione delle liste d'attesa. Secondo i giudici, tale importo non deve essere sottratto dal guadagno netto del professionista, ma deve essere aggiunto alla tariffa pagata dall'utente finale. La decisione ribadisce che l'applicazione della trattenuta richiede un preventivo accordo in sede di contrattazione integrativa aziendale e non può essere imposta unilateralmente o con efficacia retroattiva, garantendo così il rispetto del principio di neutralità economica.
Continua »