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Attività Giornalistica

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Attività giornalistica: la Cassazione distingue comunicazione aziendale
L'INPGI ha richiesto contributi previdenziali a Poste Italiane per dipendenti che svolgevano attività di "Media relations" e "uffici stampa", sostenendo che si trattasse di Attività giornalistica. La Corte d'Appello di Roma, e successivamente la Cassazione, hanno negato questa pretesa. I giudici hanno stabilito che le attività in questione non avevano natura giornalistica. Esse erano svolte nell'interesse dell'azienda, mancando la mediazione intellettuale tra fatto e notizia tipica del giornalismo. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell'INPGI, confermando che la comunicazione aziendale non rientra nell'ambito dell'attività giornalistica.
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Attività giornalistica e mansioni tecniche: la Cassazione decide
L'ente previdenziale dei giornalisti ha richiesto a un'azienda televisiva il pagamento di contributi per un lavoratore, sostenendo che svolgesse attività giornalistica. L'azienda si è opposta, dimostrando che il dipendente era inquadrato come programmista-regista e che i suoi compiti giornalistici erano solo sporadici. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno dato ragione all'azienda, rilevando la mancanza di continuità e autonomia tipiche del giornalismo. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso dell'ente previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito che spetta ai giudici di merito valutare le prove concrete e che l'attività giornalistica richiede una reale mediazione intellettuale e autonomia, elementi qui assenti. L'ente previdenziale perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Attività giornalistica: quando scattano i contributi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ente previdenziale contro una società editrice, confermando che l'attività di una collaboratrice non era qualificabile come attività giornalistica. Nonostante l'iscrizione all'albo professionale, le mansioni effettive consistevano nel mero recupero di immagini senza autonomia decisionale o funzione di mediazione informativa. La decisione ribadisce che l'iscrizione all'albo non costituisce prova assoluta della natura del lavoro svolto ai fini dell'obbligo contributivo.
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Attività giornalistica: quando lo stylist non è giornalista
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un ente previdenziale contro una società editrice, escludendo la natura di **attività giornalistica** per una collaboratrice. I giudici hanno stabilito che mansioni limitate all'organizzazione di eventi e alla ricerca iconografica, senza apporto creativo o valutazione delle notizie, non integrano il profilo professionale del giornalista. La decisione ribadisce l'incensurabilità in sede di legittimità degli accertamenti di fatto compiuti nei gradi di merito in presenza di doppia conforme.
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Attività giornalistica: requisiti e onere della prova
La richiesta di un lavoratore per il riconoscimento della sua attività giornalistica presso un'emittente televisiva viene respinta. La Corte di Cassazione chiarisce che per tale qualifica è indispensabile provare un apporto soggettivo, creativo e critico nell'elaborazione delle notizie, non essendo sufficienti compiti meramente strumentali. L'ordinanza sottolinea anche l'importanza del rispetto dei requisiti procedurali per l'ammissibilità del ricorso.
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