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Atpo (Accertamento Tecnico Preventivo Obbligatorio)

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedimento giudiziario preliminare, obbligatorio in alcune materie come quelle previdenziali, finalizzato a verificare una condizione tecnica (es. lo stato di invalidità) prima di iniziare una causa vera e propria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liquidazione delle spese legali: no ai compensi sotto i minimi
Una cittadina ha impugnato la sentenza del Tribunale che, accogliendo la sua domanda di invalidità contro l'Ente Previdenziale, aveva quantificato in soli 1200 euro la liquidazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le controversie previdenziali sul riconoscimento di uno status hanno valore indeterminabile. Di conseguenza, si applica il terzo scaglione tariffario del D.M. 55/2014, i cui minimi di legge sono nettamente superiori a quanto liquidato. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova e corretta determinazione dei compensi.
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Vince la causa ma è assente: niente rimborso spese per il contumace
Una cittadina si oppone a una decisione del Tribunale che la obbligava a pagare le spese legali a un Ente Previdenziale, nonostante quest'ultimo fosse risultato assente (contumace) nel corso del giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della cittadina, stabilendo un principio fondamentale: la condanna alle spese del contumace è illegittima. La parte che vince una causa ma non vi partecipa attivamente non ha diritto al rimborso delle spese legali, semplicemente perché non ne ha sostenute. La sentenza del Tribunale è stata quindi annullata.
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Esenzione Spese CTU: Vince la causa ma paga? La Cassazione decide
Una cittadina ottiene il riconoscimento dei requisiti sanitari per delle prestazioni previdenziali, ma il Tribunale le addebita metà dei costi della perizia medica (CTU), nonostante avesse dichiarato un reddito basso. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio chiaro: l'esenzione spese di CTU per chi ha un reddito basso è un diritto, a meno che la richiesta sia palesemente infondata. Poiché la richiesta della cittadina era stata accolta, l'Ente Previdenziale è stato condannato a pagare integralmente le spese della CTU e del giudizio.
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Liquidazione spese legali: Cassazione e tariffe minime
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un cittadino contro una decisione del Tribunale che aveva liquidato le spese legali in misura inferiore ai minimi tariffari in una causa previdenziale. La Suprema Corte ha ribadito che la corretta liquidazione spese legali deve basarsi sul valore della causa, calcolato su due annualità della prestazione richiesta, e deve rispettare i parametri minimi previsti dal D.M. 55/2014. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova determinazione degli onorari.
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Esonero spese legali: l’anno di reddito corretto
Una cittadina si vede negare l'esonero dalle spese legali in una causa previdenziale. La Corte di Cassazione respinge il suo ricorso, chiarendo che l'autocertificazione sul reddito deve obbligatoriamente riferirsi all'anno precedente l'inizio della causa. Un errore nell'indicazione dell'anno, anche se in buona fede, rende la dichiarazione inefficace e fa perdere il beneficio, come stabilito dall'art. 152 disp. att. c.p.c.
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Esonero spese processuali: la dichiarazione è valida
Una cittadina con un reddito basso è stata erroneamente condannata al pagamento delle spese legali in una controversia previdenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la dichiarazione iniziale per l'esonero spese processuali è sufficiente e valida per l'intera durata del procedimento, garantendo così il diritto all'esenzione.
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Esonero spese processuali: la Cassazione chiarisce
Un cittadino era stato ingiustamente condannato a pagare le spese legali a un ente previdenziale, nonostante avesse dichiarato un reddito basso. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto all'esonero spese processuali, specificando che una semplice dichiarazione firmata nell'atto iniziale del processo è sufficiente, senza bisogno di moduli specifici o di ripeterla nei gradi di giudizio successivi.
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Omessa pronuncia spese: non è un errore materiale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17835/2025, ha chiarito che la totale omessa pronuncia sulle spese di lite contro una parte del processo non costituisce un errore materiale sanabile con la procedura di correzione. Si tratta, invece, di un vizio della sentenza che deve essere fatto valere esclusivamente tramite un'impugnazione formale. Di conseguenza, il provvedimento del Tribunale che aveva corretto la propria omissione è stato annullato.
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Pensione di reversibilità: l’inabilità deve preesistere
La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale per la pensione di reversibilità a favore dei figli maggiorenni inabili. Con l'ordinanza in esame, ha chiarito che il requisito dell'inabilità lavorativa deve necessariamente sussistere al momento del decesso del genitore pensionato. La Corte ha quindi respinto la richiesta di una madre per la figlia, la cui inabilità era stata accertata solo in un momento successivo alla morte del padre, annullando la precedente decisione del Tribunale.
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Esonero spese legali: la Cassazione chiarisce
Un cittadino ha impugnato una sentenza che lo condannava al pagamento delle spese processuali in una causa contro un ente previdenziale, nonostante avesse dichiarato di possedere i requisiti per l'esonero spese legali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che una autodichiarazione valida e sottoscritta dalla parte è sufficiente per ottenere il beneficio, anche se prodotta nel corso del giudizio di legittimità. La Corte ha quindi annullato la condanna alle spese, ponendo i costi della consulenza tecnica a carico dell'ente.
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Assegno d’invalidità: prova e peggioramento sanitario
Un lavoratore si vede inizialmente negare l'assegno ordinario di invalidità. Durante il processo di appello, presenta nuove prove mediche che dimostrano un significativo peggioramento della sua salute. Il Tribunale, basandosi su una nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU), accoglie il ricorso, riconoscendo che la capacità lavorativa del ricorrente è scesa a meno di un terzo. La sentenza stabilisce che il diritto all'assegno decorre dalla data dell'evento clinico che ha causato il peggioramento, e non dalla domanda amministrativa iniziale.
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