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Esenzione Spese CTU: Vince la causa ma paga? La Cassazione decide

Una cittadina ottiene il riconoscimento dei requisiti sanitari per delle prestazioni previdenziali, ma il Tribunale le addebita metà dei costi della perizia medica (CTU), nonostante avesse dichiarato un reddito basso. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio chiaro: l’esenzione spese di CTU per chi ha un reddito basso è un diritto, a meno che la richiesta sia palesemente infondata. Poiché la richiesta della cittadina era stata accolta, l’Ente Previdenziale è stato condannato a pagare integralmente le spese della CTU e del giudizio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. L Num. 12837 Anno 2026
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Pubblicato il 19 maggio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Vittoria in tribunale ma con il conto da pagare? Non sempre

Ottenere giustizia in una causa previdenziale è un percorso complesso. A volte, anche quando si vince, si rischia di dover sostenere dei costi imprevisti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha però ribadito un’importante tutela per i cittadini con basso reddito, affrontando il tema dell’esenzione spese di CTU. Questa decisione chiarisce che chi ha diritto a determinate prestazioni non deve pagare i costi della perizia medica necessaria a dimostrarlo, se rientra in specifiche fasce di reddito.

I fatti del caso: una vittoria a metà

La vicenda riguarda una cittadina che aveva avviato un procedimento contro l’Ente Previdenziale per ottenere il riconoscimento di alcune prestazioni assistenziali. Il Tribunale le aveva dato ragione, confermando la sussistenza dei requisiti sanitari necessari. Tuttavia, nella stessa sentenza, il giudice aveva deciso di compensare le spese, ponendo a carico della cittadina la metà dei costi della Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU), ovvero della visita medico-legale disposta dal tribunale stesso. La cittadina, però, aveva fin da subito dichiarato di trovarsi in condizioni di reddito disagiate, tali da garantirle per legge l’esenzione totale da questo tipo di spese. Sentendosi ingiustamente penalizzata, ha deciso di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione.

Il principio della esenzione spese di CTU per basso reddito

Il cuore della questione ruota attorno all’articolo 152 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile. Questa norma è stata creata per non scoraggiare i cittadini economicamente più deboli dall’agire in giudizio per tutelare i propri diritti in materia di previdenza e assistenza. In pratica, la legge stabilisce che la parte con un reddito inferiore a una certa soglia, se perde la causa, non deve pagare le spese processuali. Questo principio, come chiarito dalla giurisprudenza, si applica a maggior ragione alle spese della CTU. L’esenzione viene meno solo in un caso specifico: quando la pretesa del cittadino è ‘manifestamente infondata e temeraria’, cioè quando la causa è palesemente pretestuosa e senza alcuna base logica o giuridica.

Le motivazioni: perché l’esenzione spese di CTU è un diritto

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente le ragioni della ricorrente. I giudici hanno sottolineato che la cittadina aveva correttamente depositato la dichiarazione relativa alla sua situazione reddituale, come richiesto dalla legge. Il fatto stesso che la sua domanda fosse stata accolta nel merito dal Tribunale dimostrava in modo inequivocabile che la sua pretesa non era né infondata né temeraria. Al contrario, era pienamente legittima. Di conseguenza, il Tribunale aveva sbagliato a porre a suo carico anche solo una parte delle spese della CTU. La Corte ha ribadito che l’esenzione è un vero e proprio diritto che scatta automaticamente in presenza dei requisiti di reddito, a meno che non si configuri un abuso del processo. Addebitare i costi della perizia a chi ha vinto la causa e ha un reddito basso contraddice la logica stessa della norma, che è quella di garantire un accesso effettivo alla giustizia.

Le conclusioni: chi vince con basso reddito non paga la perizia

L’esito del ricorso è stato netto. La Corte di Cassazione ha ‘cassato’ (cioè annullato) la parte della sentenza del Tribunale che addebitava le spese alla cittadina. Decidendo direttamente la questione, ha stabilito che tutte le spese della CTU dovevano essere poste interamente a carico dell’Ente Previdenziale. Inoltre, l’Ente è stato condannato a pagare anche le spese legali del giudizio in Cassazione. Questa decisione rafforza un principio fondamentale di equità: il cittadino che, in condizioni di difficoltà economica, si vede riconosciuto un diritto in ambito previdenziale non deve essere penalizzato con l’addebito di costi tecnici necessari a dimostrare la sua stessa ragione.

Se faccio causa all’ente previdenziale e ho un reddito basso, devo pagare il medico nominato dal tribunale?
No, se il tuo reddito rientra nei limiti di legge, hai diritto all’esenzione dal pagamento delle spese della CTU medica, a meno che la tua richiesta non sia considerata dal giudice palesemente infondata e pretestuosa.

Cosa succede se perdo la causa? Devo comunque pagare le spese?
No, la legge prevede che, se hai i requisiti di reddito, non devi pagare le spese processuali neanche in caso di sconfitta (soccombenza), sempre che la tua azione legale non sia stata un abuso del diritto.

Come dimostro di avere un reddito basso per ottenere l’esenzione?
È necessario depositare nel fascicolo processuale un’apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la propria condizione reddituale, impegnandosi a comunicare eventuali variazioni.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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