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Assente

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Status processuale, introdotto dalla riforma del 2014, che sostituisce la contumacia. Si applica all'imputato che non si presenta, ma del quale vi è la certezza che sia a conoscenza del procedimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rescissione del Giudicato: Contumacia vs. Assenza, la Cassazione Chiarisce
Il Ricorrente, condannato per tentata estorsione e sequestro di persona, ha cercato di ottenere la **rescissione del giudicato** e la restituzione nel termine per impugnare la sua condanna. Egli sosteneva di non aver avuto effettiva conoscenza del processo o di non aver compreso gli atti per via della mancata traduzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutte le sue richieste. La sentenza ha ribadito che la rescissione del giudicato si applica solo agli imputati dichiarati "assenti" secondo la nuova normativa, non ai "contumaci" della vecchia legge. Ha inoltre accertato che il Ricorrente era pienamente consapevole del processo, avendo ricevuto notifiche regolari e avendo un difensore di fiducia. Le sue istanze sono state ritenute tardive o presentate a un giudice non competente. Il Ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3000 euro.
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Concordato in appello: notifica sentenza assente.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava l'omessa notifica della sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, nel caso di imputato assente, la notifica del provvedimento decisorio non è dovuta, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato. L'applicazione del concordato in appello limita ulteriormente i margini di impugnazione, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Restituzione in termini e detenzione all’estero
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di restituzione in termini presentata da un imputato che sosteneva di non aver potuto appellare una condanna a causa della sua detenzione all'estero. I giudici hanno stabilito che la detenzione in un altro Stato non costituisce automaticamente una causa di forza maggiore, specialmente se l'imputato era a conoscenza del procedimento e non ha mantenuto i contatti con il proprio difensore di fiducia. La decisione sottolinea l'onere di diligenza dell'imputato nel seguire le vicende processuali che lo riguardano.
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Prescrizione: annullata condanna per furto
Un imputato, condannato nei primi due gradi di giudizio per furto in abitazione, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la regolarità delle notifiche e la conoscenza del processo. La Suprema Corte, pur ritenendo i motivi di ricorso non pienamente fondati ma comunque ammissibili, ha rilevato che la prescrizione del reato era maturata prima della definitività della sentenza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto l'annullamento senza rinvio della condanna, dichiarando l'estinzione del reato per decorso del tempo.
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Dichiarazione di assenza: quando il ricorso fallisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la propria dichiarazione di assenza emessa dal Giudice di Pace. Il ricorrente lamentava l'illegittimità del provvedimento, sostenendo che non vi fossero prove di condotte elusive. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che le contestazioni erano del tutto generiche e non idonee a scalfire la decisione di merito. Di conseguenza, oltre all'inammissibilità, è scattata la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Impugnazione intempestiva: i termini della Cartabia
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso per **impugnazione intempestiva**, chiarendo l'ambito di applicazione della Riforma Cartabia. La difesa sosteneva che all'imputato assente spettassero quindici giorni aggiuntivi per appellare, come previsto dal D.Lgs. 150/2022. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tale estensione temporale si applica solo alle sentenze emesse dopo il 30 dicembre 2022. Poiché il provvedimento impugnato era precedente a tale data, il termine di favore non è stato riconosciuto, portando al rigetto del ricorso e alla condanna pecuniaria del ricorrente.
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Diritto di partecipazione dell’imputato detenuto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per ricettazione a causa della violazione del **Diritto di partecipazione dell'imputato**. Il ricorrente, detenuto per altra causa, aveva comunicato tempestivamente al direttore del carcere la volontà di presenziare all'udienza di appello. Nonostante tale comunicazione avesse efficacia immediata, il giudice aveva proceduto dichiarando l'assenza dell'imputato senza disporne la traduzione. La Suprema Corte ha stabilito che tale omissione configura una nullità assoluta, rendendo necessario un nuovo giudizio.
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Diritto di difesa: imputato detenuto e assenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina, il quale lamentava la violazione del diritto di difesa. Il ricorrente sosteneva di essere stato dichiarato assente ingiustamente nonostante fosse detenuto per altra causa. La Suprema Corte ha chiarito che, se lo stato di detenzione non viene comunicato tempestivamente al giudice, la dichiarazione di assenza è legittima. Inoltre, è stato applicato il principio della prova di resistenza riguardo a dichiarazioni contestate, confermando la condanna basata su altre testimonianze oculari.
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Restituzione nel termine: i limiti del ricorso
Un cittadino straniero, condannato per violazione delle norme sull'immigrazione, ha presentato istanza di **restituzione nel termine** lamentando la mancata notifica del decreto di citazione in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché la normativa invocata (Art. 175 c.p.p.) non era applicabile al caso di specie per ragioni temporali e l'istanza non poteva essere riqualificata come rescissione del giudicato, non essendo la restituzione un mezzo di impugnazione in senso tecnico.
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Rescissione del giudicato: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per la **rescissione del giudicato** presentato da un imputato che sosteneva di non aver avuto conoscenza del processo. La Corte ha chiarito che la notifica dell'atto di citazione effettuata a mani della moglie convivente e la precedente nomina di un difensore di fiducia costituiscono prove sufficienti della conoscenza del procedimento. Il rimedio straordinario non è applicabile se la mancata partecipazione deriva da una scelta volontaria o da colpevole disinteresse dell'interessato.
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Procura speciale: validità appello imputato assente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile l'appello di un imputato assente per presunto difetto di mandato. Il fulcro della questione riguarda la validità della procura speciale rilasciata dopo la sentenza di primo grado. La Suprema Corte ha stabilito che, se l'atto contiene riferimenti precisi al procedimento e la chiara volontà di impugnare, la procura speciale è valida anche senza formule rigide, garantendo così il diritto alla difesa e l'accesso al secondo grado di giudizio.
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Notifica rinvio udienza: quando non è necessaria?
La Cassazione chiarisce che l'imputato, regolarmente citato a giudizio e dichiarato assente, non ha diritto a una nuova notifica in caso di rinvio dell'udienza. Essendo rappresentato dal proprio difensore, la comunicazione a quest'ultimo è ritenuta sufficiente. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancata notifica del rinvio udienza, sottolineando che un'eventuale nullità sarebbe stata comunque sanata non essendo stata eccepita tempestivamente.
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Imputato contumace: errore e notifica sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che un imputato contumace, dichiarato tale prima della riforma del 2014, deve continuare a essere considerato tale anche nei gradi successivi, nonostante le nuove norme sull'assenza. Un'erronea dichiarazione di 'assenza' in appello, con conseguente omessa notifica dell'estratto della sentenza, viola il diritto di difesa e rende il titolo non esecutivo. L'errore non è sanato dalla mancata eccezione del difensore.
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Concorso esterno bancarotta: la Cassazione decide
Un soggetto è stato condannato per concorso esterno in bancarotta fraudolenta per aver agito come amministratore formale di una società utilizzata per distrarre beni da un'altra impresa prossima al fallimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando la condanna. I giudici hanno ritenuto infondate le eccezioni processuali e hanno confermato la sua consapevole partecipazione all'operazione illecita, nonostante il ruolo formalmente limitato nel tempo. La sentenza chiarisce i presupposti per la responsabilità nel concorso esterno bancarotta.
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Notifica al difensore: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava la mancata notifica di atti processuali. La Corte ha stabilito che, essendo l'imputato prima dichiarato latitante e poi assente per scelta volontaria, la notifica al difensore di fiducia era pienamente valida, rendendo il ricorso manifestamente infondato e garantendo la correttezza della procedura seguita.
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Termine impugnazione assente: 15 giorni in più
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile un appello per tardività. Il motivo è che la corte territoriale non ha considerato l'estensione di 15 giorni del termine impugnazione assente, prevista dall'art. 585, comma 1 bis, cod. proc. pen., per l'imputato dichiarato assente nel processo di primo grado. La Cassazione ha quindi rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Procura speciale cassazione: ricorso inammissibile
Un'imputata, condannata in appello per furto aggravato, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per un duplice motivo: la mancanza della procura speciale cassazione, obbligatoria per l'imputato dichiarato assente, e la manifesta infondatezza del motivo di ricorso relativo alla quantificazione della pena. La decisione sottolinea l'importanza del rispetto dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Rescissione del giudicato: il rimedio corretto
Un'imputata, condannata in assenza e senza effettiva conoscenza del processo, ha proposto un incidente di esecuzione per essere riammessa nei termini per l'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'unico strumento corretto in questi casi è la rescissione del giudicato, un rimedio non fungibile né riqualificabile dal giudice.
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