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Assegno

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'assegno bancario è uno strumento di pagamento (da ricomprendersi fra i titoli di credito) che consente al titolare di un conto corrente bancario di disporre il pagamento di una somma ad un altro soggetto o a se stesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegno postdatato: quando scatta l’illecito?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'illecito amministrativo derivante dall'emissione di un assegno postdatato senza autorizzazione si consuma nel momento della presentazione all'incasso. Nel caso di specie, un amministratore societario aveva consegnato titoli quando l'autorizzazione era ancora valida, ma la stessa era stata revocata prima della data indicata sugli assegni a causa del fallimento della società. La Suprema Corte ha chiarito che chi emette titoli con data futura assume consapevolmente il rischio della sopravvenuta mancanza di autorizzazione o provvista, rendendo irrilevante il momento della consegna materiale al creditore.
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Assegno postdatato: rischi dell’incasso anticipato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una debitrice che chiedeva l'annullamento di una scrittura privata per violenza morale. La donna sosteneva di essere stata costretta a riconoscere un debito maggiorato da interessi dell'8% sotto la minaccia dell'incasso di un **assegno postdatato** consegnato in garanzia. La Suprema Corte ha confermato che l'assegno è un titolo pagabile a vista e che il patto di postdatazione è nullo. Di conseguenza, la minaccia di incassare i titoli prima della data indicata non costituisce un illecito né un abuso del diritto, a meno che non sia volta a ottenere un vantaggio ingiusto. Nel caso specifico, l'applicazione di interessi convenzionali non usurari è stata ritenuta legittima.
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Unione civile: la convivenza conta per l’assegno
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, in caso di scioglimento di un'**unione civile**, il giudice deve considerare anche il periodo di convivenza di fatto precedente alla formalizzazione del legame. La controversia riguardava una donna che aveva rinunciato a opportunità lavorative per trasferirsi dalla compagna prima del 2016. La Corte ha chiarito che la durata del rapporto non si limita al solo vincolo formale, ma include la stabilità affettiva pregressa, garantendo così la funzione compensativa dell'assegno e rispettando i principi di non discriminazione sanciti dalla CEDU.
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Concorso di colpa: assegni e posta ordinaria
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un operatore postale per la negligente negoziazione di due assegni di traenza, incassati da soggetti non legittimati. La Corte d'Appello ha ravvisato un concorso di colpa paritario tra le parti, poiché la compagnia aveva spedito i titoli tramite posta ordinaria anziché raccomandata. In sede di Cassazione, la ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali in virtù di un mutamento giurisprudenziale delle Sezioni Unite avvenuto dopo la proposizione del ricorso.
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Concorso di colpa: assegni e posta ordinaria
Una compagnia assicurativa ha impugnato la sentenza che riconosceva un concorso di colpa del 50% a suo carico per aver spedito un assegno di traenza tramite posta ordinaria, poi incassato illegittimamente. A seguito dell'evoluzione della giurisprudenza di legittimità, la ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Assegno in garanzia: validità e onere della prova
La Corte di Cassazione ha chiarito la natura giuridica dell'assegno in garanzia in una complessa vicenda tra un professionista e una società edile. Sebbene l'emissione di un assegno con funzione di garanzia sia nulla per violazione di norme imperative, il titolo non perde ogni efficacia. Esso opera infatti come promessa di pagamento ai sensi dell'art. 1988 c.c., determinando un'inversione dell'onere della prova. Di conseguenza, non spetta al beneficiario dimostrare l'esistenza del credito, ma è l'emittente a dover provare l'inesistenza del rapporto sottostante per ottenerne la restituzione.
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Assegno senza luogo di emissione: quando è nullo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18151/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un creditore che agiva sulla base di un assegno senza luogo di emissione. I giudici hanno confermato la nullità del titolo come strumento esecutivo, ribadendo che tale requisito essenziale non può essere desunto indirettamente da altri elementi, come la sede della banca trattaria. L'assegno, seppur nullo, conserva il valore di promessa di pagamento, ma spetta al creditore l'onere di provare il rapporto sottostante che giustifica la pretesa.
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