Assegno postdatato: l’incasso anticipato è legittimo?
L’utilizzo dell’assegno postdatato come strumento di garanzia è una pratica diffusa ma estremamente rischiosa. Molti credono che la data futura apposta sul titolo vincoli il creditore, ma la legge italiana stabilisce un principio diverso: l’assegno è un titolo di credito pagabile a vista. Questo significa che chi riceve il titolo può presentarlo all’incasso in qualsiasi momento, indipendentemente dalla data indicata.
La validità dell’assegno postdatato
Secondo la giurisprudenza consolidata, il patto di postdatazione è nullo per mancanza di causa. L’assegno non può assolvere a una funzione di garanzia o di credito dilazionato, poiché la sua natura giuridica è quella di un mezzo di pagamento immediato. Pertanto, il debitore non può fare affidamento sulla data futura per impedire l’incasso.
Il conflitto tra le parti
In una recente vicenda giudiziaria, una parte ha contestato la validità di un accordo di riconoscimento del debito. La tesi difensiva sosteneva che tale accordo fosse frutto di violenza morale, poiché firmato solo per evitare il protesto derivante dall’incasso anticipato di alcuni titoli. La ricorrente lamentava che il creditore avesse abusato del proprio diritto per ottenere interessi superiori a quelli legali.
La decisione della Cassazione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la minaccia di esercitare un diritto (come l’incasso di un assegno) non rende nullo un contratto, a meno che non sia finalizzata a un vantaggio ingiusto. Nel caso analizzato, il creditore aveva semplicemente preteso la restituzione di somme dovute con l’aggiunta di interessi convenzionali dell’8%. Tale tasso, non essendo usurario, non configura un profitto abnorme o iniquo.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla distinzione tra l’art. 1435 e l’art. 1438 del Codice Civile. Mentre la violenza morale generica riguarda la minaccia di un male ingiusto, la minaccia di far valere un diritto è sanzionata solo se diretta a conseguire vantaggi ingiusti. Poiché l’assegno è pagabile a vista, il creditore che lo incassa prima della data non compie un atto illecito. Inoltre, il riconoscimento di interessi pattuiti tra le parti rientra nella libera autonomia contrattuale, purché non si superino le soglie di usura.
Le conclusioni
Le conclusioni tratte dai giudici di legittimità chiariscono che il debitore che emette un assegno postdatato si assume il rischio dell’incasso immediato. Non è possibile invocare la violenza morale per annullare accordi successivi se questi mirano a regolarizzare una posizione debitoria esistente senza creare squilibri contrattuali eccessivi. La protezione del diritto di credito prevale sulla prassi, civilmente nulla, della postdatazione dei titoli.
Si può incassare un assegno prima della data indicata?
Sì, l’assegno bancario è per legge un titolo pagabile a vista. Qualsiasi patto contrario o data futura non impedisce al creditore di presentarlo all’incasso immediatamente.
Cosa succede se firmo un contratto sotto minaccia di protesto?
Il contratto è annullabile solo se la minaccia di esercitare il diritto al protesto è volta a ottenere un vantaggio ingiusto, ovvero un risultato sproporzionato rispetto al credito originario.
L’interesse dell’8% è considerato un vantaggio ingiusto?
No, se il tasso è stato pattuito dalle parti e non supera le soglie previste dalla legge anti-usura, è considerato un legittimo esercizio dell’autonomia contrattuale.