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Assegnazione Beni Ai Soci

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegnazione beni ai soci: scontro sulle tasse e rinvio
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'imposta di registro proporzionale per l'assegnazione beni ai soci di un immobile commerciale da parte di una società. I soci sostenevano invece l'applicazione dell'imposta fissa, ritenendo l'operazione rilevante ai fini IVA anche se esente. Dopo che i giudici di merito hanno dato ragione ai contribuenti, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la pendenza di un altro ricorso connesso riguardante lo stesso avviso di liquidazione, non ha deciso nel merito. Con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per una trattazione congiunta, al fine di evitare decisioni contrastanti sullo stesso caso.
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Assegnazione beni ai soci: tassa al 9% o 4%? Vince la simmetria
La Corte di Cassazione ha chiarito il regime fiscale per l'assegnazione beni ai soci. Una società, dopo la sua cancellazione, aveva assegnato due immobili commerciali ai suoi ex soci. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato l'imposta di registro al 9%, ma i soci ritenevano corretta l'aliquota agevolata del 4%. La Corte ha stabilito un principio di simmetria: la tassazione per l'assegnazione di un bene dalla società ai soci deve essere identica a quella prevista per il conferimento dello stesso bene dai soci alla società. La decisione non dipende dalla direzione del trasferimento, ma dalla natura del bene. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, rinviando la causa al giudice per verificare se gli immobili possedevano le caratteristiche per beneficiare dell'aliquota ridotta.
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Assegnazione beni ai soci: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di assegnazione beni ai soci durante la liquidazione di una società, l'eventuale pagamento dei debiti fiscali dell'ente da parte del socio non può essere considerato un costo per aumentare il valore della partecipazione e ridurre l'utile tassabile. La Corte ha inoltre ribadito che il calcolo della plusvalenza deve basarsi sul 'valore normale' del bene al momento dell'assegnazione, senza tenere conto degli effetti dell'inflazione, e che l'adesione a una definizione agevolata delle sanzioni preclude qualsiasi successiva richiesta di risarcimento.
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Assegnazione beni ai soci: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha ceduto una partecipazione societaria ai propri soci per un valore irrisorio rispetto a quello reale, precedentemente rivalutato. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, ritenendola un caso di assegnazione beni ai soci finalizzata a sottrarre materia imponibile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la cessione di beni a soci a un prezzo non di mercato configura una plusvalenza tassabile ai sensi dell'art. 86 del TUIR, una norma con chiara finalità antielusiva. La successiva eliminazione contabile della rivalutazione è stata considerata irrilevante ai fini della valutazione dell'abuso.
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Assegnazione beni ai soci: onere della prova in Fisco
La Cassazione analizza un caso di presunta fittizia vendita immobiliare, qualificata dal Fisco come assegnazione beni ai soci. La Corte accoglie parzialmente il ricorso dell'Agenzia, sottolineando che il giudice di merito deve esaminare tutti i fatti decisivi, come la data certa dei contratti e la capacità reddituale dell'acquirente, per valutare la reale natura dell'operazione.
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