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Aspettativa Senza Assegni

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Periodo in cui il dipendente può assentarsi dal lavoro senza percepire lo stipendio, mantenendo però il posto di lavoro. Il rapporto è sospeso ma non terminato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità premio di servizio: Ruoli Regionali vs. Norme Statali
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso relativo al calcolo dell'Indennità premio di servizio per un ex dipendente regionale, nominato direttore dei servizi sociali in aspettativa senza assegni. L'ex dipendente chiedeva il ricalcolo dell'indennità basandosi sulla retribuzione più alta del nuovo incarico, sostenendo l'equiparazione con altri direttori sanitari. La Cassazione ha stabilito che le leggi regionali non possono estendere le norme statali in materia previdenziale a figure non espressamente previste dalla legislazione nazionale. La previdenza è competenza esclusiva dello Stato. Pertanto, l'indennità premio di servizio non può essere calcolata sul trattamento stipendiale dell'incarico dirigenziale esterno, ma si basa sul rapporto di servizio originario. La Corte ha accolto il ricorso dell'INPS, annullando la sentenza precedente.
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Incarichi non autorizzati del dipendente: c’è danno erariale
Un dirigente statale, nominato commissario straordinario e posto fuori ruolo, ha svolto diversi incarichi non autorizzati del dipendente incassando rilevanti compensi professionali. La Procura contabile ha citato il dirigente per danno erariale. Il lavoratore si è difeso sostenendo di trovarsi in una situazione assimilabile all'aspettativa senza assegni, con conseguente inapplicabilità del regime di esclusività e difetto di giurisdizione della Corte dei Conti. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso e confermato la giurisdizione contabile. Il collocamento fuori ruolo mantiene intatto il rapporto di pubblico impiego e il dovere di esclusività. I compensi percepiti illecitamente senza la preventiva autorizzazione costituiscono un danno erariale risarcibile.
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Contribuzione dottorato: obblighi per dipendenti
Una docente in aspettativa per un dottorato di ricerca con borsa di studio ha richiesto al Ministero il versamento dei contributi previdenziali per tale periodo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo una distinzione fondamentale: l'obbligo di contribuzione dottorato per il datore di lavoro pubblico sussiste solo se il dottorato è senza borsa e il dipendente conserva il trattamento economico. In caso di dottorato con borsa, il dipendente riceve l'assegno dall'università e deve provvedere autonomamente all'iscrizione e al versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS.
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Aspettativa medico UE: limiti alla libera circolazione
Un dirigente medico si è visto negare la richiesta di aspettativa per un incarico in un altro Stato dell'Unione Europea a causa di esigenze organizzative dell'azienda sanitaria. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ravvisato un potenziale contrasto tra la normativa nazionale, che permette tale diniego, e il principio fondamentale della libera circolazione dei lavoratori sancito dal diritto UE. Data la complessità e l'importanza della questione, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Trattamento fine servizio: i limiti per i dirigenti
Un dirigente di un'agenzia regionale chiedeva il ricalcolo del suo trattamento di fine servizio basandosi sulla retribuzione più alta percepita durante l'incarico. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le norme speciali previste per i dirigenti delle Unità Sanitarie Locali non sono estensibili ad altre figure dirigenziali, ribadendo la competenza esclusiva dello Stato in materia previdenziale.
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