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Art. 2087 C.C.

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Norma del Codice Civile che impone al datore di lavoro l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavaggio dei dispositivi di protezione individuale: l’obbligo
Un operatore della manutenzione ha chiesto il risarcimento dei danni per il mancato lavaggio dei propri indumenti da lavoro (gilet, giubbotto ad alta visibilità, pantaloni invernali e guanti) da parte del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che tali indumenti costituiscono dispositivi di protezione individuale (D.P.I.). Di conseguenza, sussiste l'obbligo di lavaggio dei dispositivi di protezione individuale a carico del datore di lavoro per garantirne l'efficienza e la tutela della salute del dipendente. L'azienda è stata condannata a risarcire il lavoratore e a pagare le spese di giudizio.
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Periodo di comporto: malattia professionale esclusa
Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. La Cassazione ha stabilito che le assenze dovute a malattia professionale, causate dalla violazione dell'obbligo di sicurezza del datore di lavoro, non possono essere incluse nel calcolo del periodo di comporto, rendendo il licenziamento illegittimo.
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Trasferimento illegittimo lavoratore: tutela salute
Il Tribunale di Milano ha dichiarato il trasferimento illegittimo di una collaboratrice scolastica con limitazioni mediche, spostata da una scuola primaria a una dell'infanzia con mansioni più gravose. La decisione si fonda sulla violazione dell'obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute del dipendente, non avendo verificato preventivamente l'idoneità della nuova sede alle condizioni fisiche della lavoratrice. Il provvedimento è stato annullato con ordine di riassegnazione a mansioni compatibili.
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Sospensione lavoratore no vax: quando è legittima?
La Corte d'Appello di Ancona ha confermato la legittimità della sospensione di un lavoratore no vax, operatore socio-sanitario in una casa di cura. Nonostante il lavoratore fosse guarito da COVID-19 e avesse ancora tempo per la vaccinazione secondo una circolare ministeriale, i giudici hanno ritenuto prevalente il dovere del datore di lavoro di tutelare la salute dei pazienti fragili (art. 2087 c.c.), giustificando la sospensione cautelativa anche in assenza di un formale accertamento da parte dell'autorità sanitaria.
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Responsabilità datore di lavoro: tutela anche senza mobbing
Una lavoratrice del settore pubblico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per danni derivanti da un ambiente lavorativo ostile. Le corti di merito hanno respinto la domanda, non ravvisando gli estremi del mobbing. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la responsabilità del datore di lavoro, ai sensi dell'art. 2087 c.c., sussiste anche in assenza di mobbing, qualora non siano state adottate tutte le misure necessarie a prevenire un ambiente stressogeno dannoso per la salute del dipendente. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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