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Art. 129 Cod. Proc. Pen.

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183 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Impugnazione Patteggiamento: Ricorso Respinto e Condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di patteggiamento. La ricorrente sosteneva che il giudice non avesse verificato la possibile presenza di cause di assoluzione prima di ratificare l'accordo. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'impugnazione del patteggiamento è consentita solo per motivi tassativamente elencati dalla legge, come errori sulla qualificazione del reato o l'illegalità della pena. La mancata verifica delle cause di proscioglimento non rientra tra questi motivi. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata a pagare le spese processuali e una sanzione.
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Concordato in appello: pena ridotta ma ricorso bloccato
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione della pena per rapina aggravata tramite un accordo con la Procura, noto come **concordato in appello**, ha tentato di impugnare la decisione in Cassazione. La sua tesi era che i giudici d'appello non avessero motivato la mancata assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che aderire al **concordato in appello** significa rinunciare a contestare la propria colpevolezza. Di conseguenza, non si può poi pretendere una motivazione su punti ai quali si è volontariamente rinunciato. L'accordo sulla pena blocca la possibilità di riesaminare il merito della vicenda.
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Ricorso concordato in appello: accordo fatto, appello negato
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (il cosiddetto 'concordato'), presenta ricorso in Cassazione. Egli sostiene che i giudici avrebbero dovuto proscioglierlo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: chi accetta un accordo sulla pena rinuncia implicitamente a contestare la propria colpevolezza. Pertanto, il **ricorso concordato in appello** è possibile solo per vizi specifici dell'accordo o per illegalità della pena, non per chiedere un proscioglimento che si è scelto di non perseguire.
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Ricorso patteggiamento: appello respinto e condanna confermata
Un imputato, dopo aver concordato un patteggiamento per un reato di lieve entità in materia di stupefacenti, ha tentato di impugnare la sentenza. Egli sosteneva che il giudice non avesse motivato l'assenza di cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio chiaro: il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per un numero chiuso di motivi previsti dalla legge. La contestazione sollevata dall'imputato non rientrava tra questi. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e l'imputato è stato condannato a pagare ulteriori spese.
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Ricorso Patteggiamento: Accordo Fatto, Appello Respinto in Cassazione
Due individui, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per reati come rapina e lesioni, hanno tentato di impugnare la sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione stabilisce un principio fondamentale: il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativi, come un errore sulla qualificazione giuridica del fatto o una pena illegale. Non è possibile contestare la mancata motivazione del giudice su un'eventuale causa di assoluzione, come la particolare tenuità del fatto. L'accordo sulla pena, una volta ratificato, limita fortemente le possibilità di appello.
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Concordato in appello: accordo firmato, ricorso inammissibile
Tre imputati ricorrono in Cassazione contro una sentenza decisa tramite un 'concordato in appello'. Essi contestano l'uso di intercettazioni e la mancata assoluzione immediata. La Suprema Corte dichiara i ricorsi inammissibili. La sentenza stabilisce un principio chiaro: chi accetta un concordato in appello rinuncia a contestare la valutazione delle prove o la congruità della pena. L'accordo processuale può essere impugnato solo per vizi nella formazione della volontà o se la decisione del giudice è diversa da quanto pattuito. Di conseguenza, gli imputati perdono il ricorso e vengono condannati a pagare le spese.
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Patteggiamento per droga: accordo vincolante, ricorso respinto
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per un reato di lieve entità legato agli stupefacenti, presenta ricorso in Cassazione. Sostiene che il giudice avrebbe dovuto assolverlo per uso personale della sostanza. La Suprema Corte, però, ha respinto la sua richiesta. Ha stabilito un principio chiaro: il ricorso contro patteggiamento è inammissibile se critica la valutazione del giudice sui fatti. La legge permette di impugnare la sentenza solo per specifici errori di diritto, non per rimettere in discussione l'accordo. L'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato a pagare una sanzione.
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Impugnazione patteggiamento: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di applicazione pena su richiesta (patteggiamento). La decisione ribadisce i rigidi limiti all'impugnazione patteggiamento, stabiliti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo la possibilità di contestare la valutazione dei fatti o l'omessa applicazione dell'art. 129 c.p.p. se non per vizi evidenti.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La decisione chiarisce che l'accordo ex art. 599-bis c.p.p. preclude la possibilità di contestare in Cassazione motivi rinunciati, come la mancata valutazione di cause di proscioglimento, essendo ammissibili solo censure sull'illegalità della pena o vizi della volontà.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte chiarisce che il ricorso non può basarsi su motivi rinunciati o sulla mancata valutazione di cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., confermando i ristretti limiti di impugnabilità di tali accordi.
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Ricorso patteggiamento: limiti e motivi di inammissibilità
Un imputato ha impugnato una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, lamentando che il giudice non avesse valutato adeguatamente le possibili cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dalla legge, tra i quali non rientra un generico difetto di motivazione sulla colpevolezza, poiché la scelta del rito speciale implica una rinuncia a contestare l'accusa.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso Cassazione
Un imputato, dopo aver concordato la pena in appello tramite l'istituto del patteggiamento in appello per reati di usura ed estorsione, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia ai motivi di appello sulla responsabilità, impedendo un successivo esame nel merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p.
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Ricorso inammissibile patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile patteggiamento contro una sentenza di applicazione pena. Il motivo, non rientrante tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448, c. 2-bis, c.p.p., porta alla condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 43575/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento. La decisione si fonda sulle recenti modifiche all'art. 448, comma 2-bis c.p.p., che limitano tassativamente i motivi di impugnazione. La presunta mancata valutazione di cause di non punibilità (ex art. 129 c.p.p.) non rientra tra i motivi ammessi, confermando la stretta sui ricorsi contro le sentenze di applicazione della pena.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza per rapine aggravate. L'appello era basato sulla presunta mancata valutazione delle cause di proscioglimento (art. 129 c.p.p.). La Corte ha ribadito che, secondo l'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tale motivo di ricorso è espressamente escluso per le sentenze di patteggiamento, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Patteggiamento: limiti all’impugnazione della sentenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'imputato sosteneva la violazione dell'art. 129 c.p.p., ma la Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione del patteggiamento sono tassativi e non includono la mancata valutazione delle cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento e ricorso: i limiti invalicabili
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato sosteneva che il giudice avrebbe dovuto assolverlo secondo l'art. 129 c.p.p., ma la Corte ha ribadito che, dopo la Riforma Orlando, tale motivo non rientra più tra quelli ammessi per l'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile dopo patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato aveva lamentato la mancata valutazione di una possibile assoluzione, ma la Corte ha ribadito che i motivi di ricorso dopo il patteggiamento sono limitati a specifici vizi formali e di legalità, escludendo riesami nel merito.
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Ricorso inammissibile: il patteggiamento e l’art 129
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una sentenza di patteggiamento per reati di droga. La Corte chiarisce che, in caso di patteggiamento, il giudice non è tenuto a motivare analiticamente l'assenza di cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., essendo sufficiente il richiamo alla norma per considerare adempiuto l'obbligo di controllo.
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Ricorso inammissibile: limiti all’appello del patteggiamento
Un soggetto, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per rapina, furto e detenzione di armi, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto le motivazioni erano generiche e non criticamente collegate alla sentenza impugnata. Questa decisione conferma i rigidi limiti all'impugnazione delle sentenze di patteggiamento e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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