LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Appalto A Misura

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto in cui il prezzo complessivo si calcola moltiplicando la quantità di lavori effettivamente eseguiti per il prezzo unitario stabilito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto di appalto a misura: chi paga le opere parziali
Due committenti hanno contestato il saldo richiesto da un'impresa edile per lavori eseguiti parzialmente su un immobile. I committenti ritenevano il compenso limitato a un preventivo forfettario. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accertato l'esistenza di un contratto di appalto a misura, liquidando all'impresa le somme per i lavori effettivamente realizzati tramite perizia tecnica. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e dichiarato inammissibile il ricorso dei proprietari. La Suprema Corte ha chiarito che nel contratto di appalto a misura il corrispettivo si calcola sulla base della quantità effettiva delle opere eseguite. L'appaltatore ha ottenuto il riconoscimento del proprio credito residuo.
Continua »
Responsabilità dell’appaltatore per vizi tra saldo e risarcimento
Un'impresa edile ha citato in giudizio i proprietari di un immobile per ottenere il pagamento del saldo dei lavori di ristrutturazione. I proprietari hanno eccepito di non essere i committenti, indicando una società terza quale effettiva contraente. Intervenuta in causa, la committente ha dimostrato di aver versato somme in eccedenza e ha denunciato difetti costruttivi. I giudici di merito hanno condannato l'impresa a restituire il denaro pagato in più e a risarcire i danni per i difetti riscontrati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sancendo la piena responsabilità dell'appaltatore per vizi. L'impresa risponde dei difetti anche insieme al direttore dei lavori se non contesta per iscritto gli errori progettuali.
Continua »
Appalto a corpo: risparmio sui materiali o prezzo fisso?
Un Consorzio di imprese (L'Appaltatore) ha chiesto a un'Azienda Ferroviaria (La Committente) oltre 29 milioni di euro per riserve nei lavori di raddoppio ferroviario. La Committente ha risposto chiedendo i danni per vizi dell'opera. La Corte d'Appello ha ridotto il compenso dell'Appaltatore per aver usato meno materiale del previsto e lo ha condannato a risarcire la Committente. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Appaltatore, stabilendo che in un appalto a corpo il prezzo è fisso e non può essere ridotto solo perché si è risparmiato sul materiale, senza verificare se vi sia stata una modifica sostanziale del progetto. Inoltre, la contestazione sui vizi dell'opera esclude l'accettazione automatica del calcolo dei danni. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Contratto di appalto: niente saldo se mancano le prove scritte
Un'impresa edile ha citato in giudizio due committenti per ottenere il pagamento di oltre 40.000 euro come saldo per lavori di manutenzione su un immobile. Le proprietarie hanno contestato la richiesta, evidenziando che molte opere erano state eseguite senza autorizzazione scritta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'impresa, confermando che, in caso di contestazioni sul contratto di appalto, spetta all'appaltatore dimostrare l'esatta esecuzione dei lavori e il diritto al compenso. I giudici hanno chiarito che i documenti di avanzamento dei lavori non bastano come prova definitiva se il cliente contesta la qualità o l'autorizzazione delle opere, specialmente se il contratto vieta varianti non concordate per iscritto. L'impresa perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Inadempimento appaltatore: riparare il tetto blocca il rimborso
Una proprietaria ha citato in giudizio un'impresa edile per inadempimento appaltatore a causa di gravi infiltrazioni dal tetto appena ristrutturato. Mentre il Tribunale aveva inizialmente accolto la risoluzione del contratto, la Corte d'Appello ha ribaltato il verdetto. I giudici hanno rilevato che la committente, avendo riparato il tetto senza demolirlo, aveva implicitamente dimostrato che l'opera non era totalmente inadatta alla sua destinazione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando inoltre che le domande subordinate di riduzione del prezzo erano state rinunciate poiché non riproposte espressamente in appello. Infine, la ricorrente è stata condannata a pagare le spese legali anche del direttore dei lavori, chiamato in causa dall'appaltatore, in virtù del principio di causalità della lite.
Continua »
Appalto e saldo lavori: tra fatture definitive e debiti residui
Un committente ha impugnato la decisione che lo condannava al pagamento di lavori extra in un contratto di appalto e saldo lavori. Il ricorrente sosteneva che le fatture recanti la dicitura a saldo dovessero considerarsi onnicomprensive di ogni pretesa, comprese le varianti. La Corte d'Appello aveva invece limitato tale saldo alle sole opere originarie, confermando il debito per i lavori aggiuntivi e dichiarando la decadenza dalla garanzia per vizi. La Corte di Cassazione ha rigettato i motivi relativi al merito della vicenda, confermando la libertà del giudice nell'interpretare i documenti contabili. Tuttavia, ha accolto il ricorso per omessa pronuncia riguardo alla domanda di restituzione delle spese legali versate in eccesso dopo la riduzione operata in appello. La causa è stata rinviata per decidere su tale specifica restituzione.
Continua »
Opposizione a decreto ingiuntivo: appalto e misure
La sentenza analizza un caso di opposizione a decreto ingiuntivo riguardante un contratto di appalto a misura per la realizzazione di micropali armati. Il committente contestava la quantità di metri lineari effettivamente posati rispetto a quelli fatturati dall'impresa. Il Tribunale, avvalendosi di una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) e di prove testimoniali, ha accertato che la metratura reale era leggermente inferiore a quella ingiunta. Di conseguenza, il giudice ha revocato il decreto ingiuntivo originale, condannando però l'opponente al pagamento della somma rideterminata in base alle opere effettivamente eseguite.
Continua »