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Apologia Di Reato

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La pubblica esaltazione o difesa di un fatto previsto dalla legge come reato, o del suo autore, con l'intento di spingere altri a commettere reati simili.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione con finalità di terrorismo: la propaganda è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un uomo per il reato di associazione con finalità di terrorismo e apologia. L'imputato diffondeva materiale di propaganda e addestramento sulla rete internet, gestendo canali riservati su piattaforme messaggistiche e cloud. Egli rielaborava testi ideologici usati da reclutatori per indottrinare nuovi militanti. La difesa sosteneva che la mera adesione ideologica e la condivisione di scritti non integrassero la partecipazione all'organizzazione. I giudici hanno invece stabilito che la propaganda sistematica, svolta tramite canali protetti e in contatto indiretto con la rete eversiva, costituisce condotta partecipativa concreta a tutti gli effetti.
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Terrorismo online: Cassazione conferma condanna, annulla tentato assalto
La Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per associazione con finalità di terrorismo internazionale (Daesh/Isis), istigazione a commettere delitti contro lo Stato e apologia di reato. L'imputato pianificava attentati, cercava istruzioni per ordigni esplosivi, reclutava e diffondeva propaganda online. La Corte ha ritenuto provata la sua adesione concreta all'organizzazione, respingendo l'idea che fossero mere intenzioni. È stata confermata anche l'aggravante della transnazionalità per i suoi collegamenti internazionali. Tuttavia, la condanna per tentate lesioni è stata annullata con rinvio, richiedendo una nuova valutazione sull'intenzionalità lesiva.
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Terrorismo e web: tradurre comunicati eversivi è reato associativo
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione emessa a favore di un imputato accusato del reato di associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere. Il soggetto gestiva piattaforme web, traduceva rivendicazioni dall'estero e pubblicava documenti apologetici legati a una rete eversiva anarcoinsurrezionalista. La Corte d'Appello aveva ritenuto irrilevante la condotta per la mancanza di originalità dei testi e per l'assenza di violenza diretta. I giudici di legittimità hanno invece chiarito che la divulgazione sistematica sul web e la traduzione di comunicati eversivi integrano una partecipazione stabile alla compagine criminosa, rafforzandone gli scopi e creando consenso verso la lotta armata. Il processo dovrà essere interamente rifatto davanti a un'altra sezione della Corte d'Appello.
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Partecipazione associativa: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare per partecipazione associativa a un'organizzazione terroristica. La Corte ha ribadito la cruciale distinzione tra il mero supporto ideologico e la propaganda (penalmente rilevanti a titolo diverso) e l'effettiva integrazione nella struttura operativa del gruppo, che richiede la prova di un 'contatto qualificato' e non un semplice rapporto ideologico.
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Partecipazione associativa: il confine con la propaganda
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero, confermando la decisione di un Tribunale del Riesame che annullava una misura cautelare per il reato di partecipazione associativa. La sentenza ribadisce che per configurare tale reato non è sufficiente l'attività di propaganda o la diffusione di idee, ma è necessario un inserimento concreto e operativo dell'individuo nella struttura dell'organizzazione, un "contatto qualificato" che vada oltre la mera adesione ideologica.
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Partecipazione associazione terroristica: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro la decisione di un Tribunale del Riesame che aveva escluso la gravità indiziaria per il reato di partecipazione ad associazione terroristica a carico di un indagato. La Corte conferma la distinzione tra l'attività di propaganda/apologia, penalmente rilevante sotto altra fattispecie, e la vera e propria partecipazione, che richiede la prova di un "contatto qualificato" e un inserimento operativo nella struttura dell'organizzazione.
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