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Anzianità

18 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Periodo di tempo maturato dal lavoratore presso lo stesso datore di lavoro, rilevante per scatti salariali e altri benefici contrattuali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Neutralizzazione contributiva: limiti al ricalcolo
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un pensionato che chiedeva la neutralizzazione contributiva delle ultime 260 settimane di lavoro. Il ricorrente sosteneva che tali contributi, essendo inferiori ai precedenti, avessero abbassato l'importo della sua pensione. Tuttavia, i giudici hanno confermato che tale meccanismo non può essere applicato se i periodi contributivi in questione sono necessari per raggiungere il requisito minimo di accesso al trattamento pensionistico già in godimento.
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Apprendistato: il calcolo dell’anzianità di servizio
La controversia riguarda il diritto di un lavoratore al riconoscimento integrale del periodo di **apprendistato** ai fini dell'anzianità di servizio per gli aumenti salariali. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo limitative di tale computo. Il giudizio in Cassazione si è concluso con l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società e accettata dal lavoratore, confermando la rilevanza della tutela dell'anzianità maturata durante la formazione.
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Apprendistato e anzianità: la validità del computo
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del CCNL e degli accordi sindacali che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'apprendistato deve essere considerato utile ai fini dell'anzianità in caso di prosecuzione del rapporto. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con l'estinzione del processo a seguito della rinuncia formale al ricorso da parte della società ricorrente, accettata dai lavoratori coinvolti.
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Apprendistato e anzianità: il computo degli scatti
Una società di trasporti ha impugnato la sentenza che riconosceva ai dipendenti il computo dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulle le clausole del contratto collettivo che limitavano tale diritto, basandosi sulla natura imperativa della legge. Tuttavia, prima della decisione finale di legittimità, la società ha presentato rinuncia al ricorso, portando la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Apprendistato e anzianità: guida al computo legale
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti salariali periodici. Una società di trasporti ferroviari ha impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo nazionale (CCNL) che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'Art. 19 della Legge 25/1955 è una norma imperativa, rendendo illegittima ogni deroga peggiorativa da parte della contrattazione collettiva. Tuttavia, il giudizio in Cassazione si è concluso con l'estinzione per rinuncia al ricorso da parte della società, accettata dai lavoratori coinvolti.
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Apprendistato e anzianità: il calcolo degli scatti
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'anzianità maturata nell'apprendistato deve essere considerata utile per gli scatti salariali, in linea con la normativa imperativa e la disciplina europea. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con la rinuncia al ricorso da parte della società, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio.
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Prescrizione crediti retributivi: quando decorre
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delle clausole dei contratti collettivi che escludono il periodo di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. La decisione si concentra sulla prescrizione crediti retributivi, stabilendo che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine quinquennale decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro. Questo orientamento nasce dalla constatazione che l'attuale regime di tutela non garantisce al dipendente la stabilità necessaria per agire contro il datore durante il rapporto senza timore di ritorsioni.
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Anzianità convenzionale: guida al riconoscimento
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni dipendenti al riconoscimento dell'anzianità convenzionale maturata presso una precedente ditta appaltatrice di servizi ambientali. La Suprema Corte ha ribadito che l'anzianità di servizio costituisce un mero fatto giuridico imprescrittibile, mentre solo i crediti retributivi derivanti dagli scatti di anzianità sono soggetti alla prescrizione quinquennale. Il ricorso presentato dalla società subentrante è stato dichiarato inammissibile poiché non contestava in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello e non forniva la documentazione integrale necessaria per la valutazione dei contratti collettivi applicati.
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Anzianità di servizio e trasferimento dipendenti PA
Un lavoratore ha impugnato il proprio inquadramento economico a seguito del trasferimento da un ente locale al Ministero dell'Istruzione, richiedendo il riconoscimento integrale dell'anzianità di servizio maturata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il passaggio di personale garantisce la conservazione del trattamento economico complessivo ma non comporta l'automatica parificazione ai dipendenti già in servizio presso il nuovo ente. L'anzianità di servizio non costituisce un diritto assoluto per rivendicare ricostruzioni di carriera, ma funge da parametro per evitare un peggioramento retributivo effettivo.
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Terzo elemento salariale e anzianità di servizio
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di alcuni lavoratori volta a ottenere il riconoscimento del terzo elemento salariale. I dipendenti, inizialmente assunti con contratto di formazione e lavoro poi convertito in tempo indeterminato, lamentavano l'esclusione da tale beneficio economico previsto da un accordo collettivo del 1997. La Corte ha stabilito che il terzo elemento salariale non è legato all'anzianità di servizio ma costituisce una quota fissa della retribuzione, rendendo legittima la limitazione del diritto ai soli lavoratori già in forza a tempo indeterminato al momento della stipula dell'accordo.
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Stabilizzazione precari: guida ai diritti in graduatoria
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla stabilizzazione per un gruppo di lavoratori precari di un'Amministrazione Centrale, basandosi sullo scorrimento della graduatoria e sul possesso dei requisiti di legge. La decisione chiarisce che il posizionamento utile, derivante anche da rinunce di altri candidati, fa sorgere il diritto all'assunzione. È stata inoltre riconosciuta l'anzianità di servizio maturata durante i contratti a termine, applicando il principio di non discriminazione. Al contrario, è stato respinto il ricorso di un soggetto mai risultato in posizione utile, poiché la semplice partecipazione alla procedura non garantisce l'assunzione automatica.
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Indennità di uscita dal turno: regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a percepire l'Indennità di uscita dal turno calcolata includendo le indennità speciali percepite durante il servizio. La decisione chiarisce che il termine compenso ha una portata ampia e onnicomprensiva, superando la natura strettamente retributiva delle singole voci. Inoltre, è stata riconosciuta l'anzianità di servizio maturata presso società estere del medesimo gruppo, basandosi sulla prassi aziendale e sulle disposizioni contrattuali collettive.
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CIGS e gruppi societari: la rappresentanza legale
La Corte di Cassazione ha esaminato la legittimità dell'erogazione della CIGS per i dipendenti di società appartenenti a un gruppo societario. Il caso riguarda un lavoratore del settore aereo la cui indennità era stata sospesa dall'ente previdenziale poiché l'accordo sindacale era stato sottoscritto esclusivamente dalla società capogruppo. La Suprema Corte ha stabilito che, non avendo il gruppo societario un'autonoma soggettività giuridica, la capogruppo non può vincolare le sussidiarie senza una specifica procura. La decisione impugnata è stata cassata con rinvio per accertare l'effettiva sussistenza dei poteri rappresentativi necessari per l'estensione del trattamento di integrazione salariale.
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Prescrizione crediti retributivi: Sezioni Unite 2023
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la prescrizione crediti retributivi nel pubblico impiego contrattualizzato decorre durante il rapporto di lavoro, sia esso a tempo determinato o indeterminato. La Corte ha respinto l'ipotesi di applicare al settore pubblico il regime del settore privato, dove la prescrizione è sospesa fino alla cessazione del rapporto per mancanza di stabilità. Nel pubblico impiego, la tutela garantita dall'Art. 97 della Costituzione e dalle procedure di reintegrazione esclude il metus (timore) del dipendente, rendendo superflua la sospensione del termine prescrizionale.
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Ricongiunzione contributiva: guida agli oneri
La Corte di Cassazione ha stabilito che la ricongiunzione contributiva per un lavoratore che passa dal settore pubblico al privato è regolata da norme speciali. Nel caso analizzato, un ex dipendente ministeriale chiedeva l'applicazione della Legge 29/1979 per ottenere interessi più favorevoli sui contributi trasferiti al Fondo Volo. La Suprema Corte ha invece chiarito che, se il rapporto pubblico cessa senza diritto a pensione, la posizione assicurativa si costituisce automaticamente presso l'INPS senza maturazione di interessi, escludendo l'applicazione della disciplina generale più onerosa per l'ente.
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Anzianità di servizio: i diritti in cassa integrazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un pilota al riconoscimento dell'**Anzianità di servizio** maturata durante il periodo di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS). Nonostante il lavoratore avesse svolto attività temporanea presso terzi durante la sospensione, il rapporto originario non si è interrotto. La Suprema Corte ha stabilito che il trasferimento d'azienda comporta la conservazione dei diritti acquisiti, inclusa l'anzianità calcolata fino alla cessazione effettiva del rapporto, rigettando le pretese della società subentrante che intendeva escludere i periodi di sospensione dal calcolo economico.
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Blocco progressioni economiche: stop ai pagamenti
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un ente pubblico di ricerca contro la decisione di merito che riconosceva a un dipendente differenze retributive senza applicare correttamente il blocco progressioni economiche previsto per il periodo 2011-2014. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'ente, avendo di fatto riconosciuto un avanzamento di fascia nel 2015, non potesse invocare il blocco normativo. Gli Ermellini hanno invece cassato la sentenza, ribadendo che le norme sul contenimento della spesa pubblica sono imperative. Il comportamento di fatto dell'amministrazione non può superare il divieto legislativo di erogare aumenti economici per gli anni soggetti a congelamento, pur restando validi gli effetti giuridici dell'anzianità maturata.
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Scuole paritarie: no anzianità per docenti statali
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego al riconoscimento dell'anzianità di servizio per l'attività di insegnamento svolta presso le scuole paritarie ai fini della ricostruzione della carriera dei docenti statali. Il ricorrente, immesso in ruolo nel 2015, chiedeva che il punteggio maturato nel settore privato paritario fosse equiparato a quello statale. La Corte ha stabilito che non esiste un'omogeneità tra lo status giuridico dei docenti delle scuole paritarie e quelli statali, poiché le modalità di reclutamento e i contratti collettivi applicati sono differenti. Tale distinzione è stata ritenuta legittima anche alla luce della normativa europea e della recente giurisprudenza della Corte di Giustizia UE.
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