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Dir. UE 78/2000

7 provvedimenti

Anzianità Apprendistato: Contratto Collettivo Nullo, Lavoratori Vincono
Un gruppo di lavoratori ha fatto causa a un'azienda di trasporti perché il contratto collettivo escludeva il periodo di apprendistato dal calcolo degli scatti di anzianità. I tribunali di merito hanno dato ragione ai lavoratori, dichiarando nulla la clausola contrattuale. L'azienda ha fatto ricorso in Cassazione, ma poi lo ha ritirato. La vicenda conferma l'importanza del riconoscimento dell'anzianità di servizio apprendistato ai fini della retribuzione, rendendo di fatto definitiva la vittoria dei lavoratori. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, consolidando il risultato ottenuto nei gradi precedenti.
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Apprendistato: il calcolo dell’anzianità di servizio
La controversia riguarda il diritto di un lavoratore al riconoscimento integrale del periodo di **apprendistato** ai fini dell'anzianità di servizio per gli aumenti salariali. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo limitative di tale computo. Il giudizio in Cassazione si è concluso con l'estinzione del processo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla società e accettata dal lavoratore, confermando la rilevanza della tutela dell'anzianità maturata durante la formazione.
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Apprendistato e anzianità: la validità del computo
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del CCNL e degli accordi sindacali che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'apprendistato deve essere considerato utile ai fini dell'anzianità in caso di prosecuzione del rapporto. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con l'estinzione del processo a seguito della rinuncia formale al ricorso da parte della società ricorrente, accettata dai lavoratori coinvolti.
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Apprendistato e anzianità: il computo degli scatti
Una società di trasporti ha impugnato la sentenza che riconosceva ai dipendenti il computo dell'intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulle le clausole del contratto collettivo che limitavano tale diritto, basandosi sulla natura imperativa della legge. Tuttavia, prima della decisione finale di legittimità, la società ha presentato rinuncia al ricorso, portando la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Apprendistato e anzianità: guida al computo legale
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti salariali periodici. Una società di trasporti ferroviari ha impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo nazionale (CCNL) che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'Art. 19 della Legge 25/1955 è una norma imperativa, rendendo illegittima ogni deroga peggiorativa da parte della contrattazione collettiva. Tuttavia, il giudizio in Cassazione si è concluso con l'estinzione per rinuncia al ricorso da parte della società, accettata dai lavoratori coinvolti.
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Apprendistato e anzianità: il calcolo degli scatti
La controversia riguarda il riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata durante il periodo di apprendistato ai fini degli aumenti periodici di stipendio. Una società di trasporti aveva impugnato la sentenza che dichiarava nulle le clausole del contratto collettivo che escludevano tale computo. La Corte d'Appello aveva stabilito che l'anzianità maturata nell'apprendistato deve essere considerata utile per gli scatti salariali, in linea con la normativa imperativa e la disciplina europea. Tuttavia, il giudizio di legittimità si è concluso con la rinuncia al ricorso da parte della società, portando alla dichiarazione di estinzione del giudizio.
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Prescrizione illecito disciplinare: Cassazione annulla
Un avvocato, sanzionato con la censura per non aver adempiuto all'obbligo di formazione continua nel triennio 2014-2016, ha presentato ricorso in Cassazione. Le Sezioni Unite hanno accolto il ricorso, dichiarando l'estinzione dell'azione per intervenuta prescrizione dell'illecito disciplinare. La Corte ha stabilito che il termine massimo di sette anni e sei mesi, decorrente dalla fine del triennio, era scaduto prima della decisione, annullando la sanzione senza rinvio.
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