La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti del legale rappresentante di un'impresa edile per aver realizzato una pista carrabile in area boscata senza la necessaria autorizzazione paesaggistica. L'intervento, finalizzato a raggiungere un corso d'acqua per lavori di manutenzione, ha comportato un rilevante movimento terra e lo sradicamento di ceppaie, trasformando un sentiero pedonale in una strada di ampie dimensioni. La Suprema Corte ha rigettato la tesi difensiva secondo cui si trattasse di manutenzione ordinaria, sottolineando che la modifica permanente dello stato dei luoghi e l'alterazione del regime idrogeologico impongono sempre il preventivo rilascio del titolo abilitativo.
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