Un cittadino è stato condannato per aver portato fuori casa, senza giustificato motivo, un coltello a serramanico con lama di nove centimetri nascosto nel giubbotto. La Corte d'Appello ha ridotto la pena a 667 euro di ammenda, ma ha negato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione di tale beneficio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per escludere la particolare tenuità del fatto, basta la mancanza di uno solo dei presupposti di legge. Nel caso specifico, la pericolosità del porto dell'arma e una condanna successiva giustificano pienamente il diniego del beneficio. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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