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6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Termine giuridico utilizzato per indicare persone che, trovandosi in un determinato territorio, parlano una lingua diversa da quella ufficiale o comunemente usata in quel luogo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso penale: la rinuncia dopo l’ordinanza non tradotta
Due cittadini stranieri, che non comprendevano la lingua italiana, avevano presentato ricorso contro un'ordinanza di custodia in carcere non tradotta. Essi denunciavano la nullità del provvedimento per violazione del diritto all'interprete. Tuttavia, il difensore degli indagati ha successivamente rinunciato all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, a causa della rinuncia.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due cittadini stranieri avverso una sentenza emessa a seguito di 'concordato in appello'. I ricorrenti lamentavano la mancata traduzione della sentenza, ma la Corte ha stabilito che tale motivo non rientra nelle limitate eccezioni che consentono di impugnare questo tipo di accordo processuale, confermando la quasi definitività della sentenza patteggiata in secondo grado.
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Rapina impropria: quando la fuga diventa reato
La Corte di Cassazione chiarisce i confini della rapina impropria, esaminando il caso di tre individui che, dopo un furto, hanno usato violenza contro le forze dell'ordine per garantirsi la fuga. La sentenza stabilisce che il requisito dell'immediatezza tra la sottrazione e la violenza non va inteso in senso strettamente cronologico, ma come un nesso causale ininterrotto. L'uso della violenza, anche a distanza di tempo e luogo dal furto, finalizzato a conservare la refurtiva o assicurarsi l'impunità, configura il più grave reato di rapina impropria. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili.
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Traduzione sentenza imputato straniero: è sempre nulla?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di quattro imputati stranieri condannati per tentata rapina a seguito di patteggiamento. La difesa contestava la mancata traduzione della sentenza, ma la Corte ha stabilito che la rinuncia alla traduzione, avvenuta con l'assistenza di un interprete e di un avvocato, era valida. La sentenza chiarisce che l'omessa traduzione di una sentenza di patteggiamento non costituisce di per sé motivo di nullità.
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Sospensione custodia cautelare: serve la traduzione?
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di alcuni indagati stranieri, stabilendo che l'ordinanza di sospensione custodia cautelare, avendo natura meramente processuale e non incidendo sul merito delle accuse, non richiede la traduzione obbligatoria. La Corte ha inoltre confermato che il rinvio dell'udienza per 'mera cortesia' difensiva giustifica la sospensione dei termini.
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Diritto all’interprete: quando non è automatico
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due cittadini stranieri accusati di furto, i quali lamentavano la violazione del loro diritto all'interprete. La sentenza chiarisce che tale diritto non sorge automaticamente dallo status di straniero, ma richiede una effettiva e accertata ignoranza della lingua italiana. Poiché gli indagati avevano partecipato attivamente alle fasi iniziali del procedimento senza manifestare difficoltà linguistiche, la Corte ha escluso la violazione, confermando che l'onere di richiedere l'assistenza spetta all'interessato.
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