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Advisor

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Professionista, tipicamente un commercialista o un avvocato, che assiste un'azienda nella gestione di operazioni complesse, come la ristrutturazione del debito o la preparazione di un piano di concordato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ammissione al Passivo Fallimentare: Crediti Milionari Svaniti per Mancanza di Prova
Un professionista ha chiesto l'Ammissione al passivo fallimentare per ingenti crediti derivanti da servizi di consulenza e advisor finanziario a favore di una società poi fallita. Il Tribunale ha respinto le domande per mancanza di prova del mandato, dell'attività svolta e per l'assenza di data certa su documenti chiave. Ha anche dichiarato inammissibili migliaia di e-mail prodotte in modo irregolare. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto. Ha ribadito l'inopponibilità dei documenti senza data certa al fallimento e l'irregolarità della produzione di prove digitali non specificamente elencate. L'Ammissione al passivo fallimentare è stata negata.
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Compenso del professionista nel concordato: stop se il piano mente
Un consulente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare in prededuzione del proprio credito per l'attività di assistenza prestata a una società nella redazione di un piano di concordato in continuità. Il Tribunale e successivamente la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta. Il professionista conosceva le condotte dannose dei precedenti amministratori, ma ha omesso di indicare nel piano i crediti risarcitori derivanti dalle relative azioni di responsabilità. Tale omissione ha reso inattendibile il piano economico presentato ai creditori. Il curatore fallimentare ha legittimamente eccepito l'inadempimento contrattuale del consulente, bloccando il compenso del professionista nel concordato per via della negligenza commessa e della conseguente inutilità dell'opera svolta rispetto alla regolazione della crisi.
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Concordato semplificato: prededuzione advisor esclusa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione che contestava l'inammissibilità della propria domanda di concordato semplificato. Il tribunale di merito aveva negato l'omologazione poiché il piano prevedeva la prededuzione per i crediti dei professionisti incaricati di assistere l'impresa. La Suprema Corte ha chiarito che l'articolo 6 del Codice della Crisi contiene un elenco tassativo di crediti prededucibili, nel quale non rientra il concordato semplificato. Tale esclusione è frutto di una scelta consapevole del legislatore volta a contenere i costi delle procedure e a tutelare l'attivo destinato ai creditori.
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Responsabilità dell’advisor: piano fallito, parcella negata
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al compenso a un professionista che aveva assistito un'azienda nella preparazione di un piano di concordato preventivo, poi fallito. La decisione si fonda sulla grave negligenza del consulente, che non aveva verificato in modo approfondito i dati forniti dalla società. La sentenza stabilisce un principio chiave sulla **Responsabilità dell'advisor**: il suo ruolo non è quello di un passivo trascrittore di informazioni, ma richiede un controllo attivo e diligente sulla veridicità e completezza dei dati aziendali. Un inadempimento a questo dovere rende la prestazione inutile e fa venir meno il diritto alla parcella, poiché il professionista non ha agito con la diligenza richiesta dalla natura del suo incarico.
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Responsabilità professionale: niente compenso advisor
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di ammissione al passivo di un professionista per l'attività di advisor. Il cuore della decisione risiede nella responsabilità professionale del consulente, il quale ha predisposto un piano di concordato preventivo basato su dati contabili palesemente inattendibili. Poiché il professionista era consapevole dell'inutilità della prestazione, la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione dell'eccezione di inadempimento, negando il diritto al compenso per un'attività rivelatasi del tutto improduttiva per la società cliente.
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