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Ad Substantiam

190 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Ad substantiam è una locuzione latina, usata nel campo giuridico, che significa letteralmente "ai fini della sostanza" e identifica quella forma obbligatoriamente richiesta per dare piena sostanza a un atto giuridico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto di patrocinio legale: ente cede sui compensi
Un Ente Pubblico ha rifiutato di pagare i compensi professionali a un Avvocato per l'assistenza prestata in diverse procedure esecutive. L'Ente ha contestato la validità del rapporto, sostenendo la mancanza di un formale contratto scritto e l'assenza di poteri in capo al dirigente che aveva conferito l'incarico. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, confermando che la procura alle liti unita agli atti difensivi perfeziona un valido contratto di patrocinio legale scritto. L'Ente Pubblico ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, ma prima della decisione ha depositato formale rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, condannando l'Ente Pubblico al rimborso delle spese legali in favore del professionista.
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Rinnovazione Tacita Contratto di Locazione: Pubblica Amministrazione Non Fa Eccezione
Un proprietario ha richiesto il pagamento di canoni di locazione non versati da un Ministero, suo inquilino. I giudici di merito avevano negato il diritto al pagamento, sostenendo che per la pubblica amministrazione la volontà di obbligarsi deve essere sempre in forma scritta, escludendo la rinnovazione tacita del contratto di locazione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che le norme speciali sulle locazioni ad uso diverso da quello abitativo (Legge 392/78) si applicano anche quando il conduttore è un ente pubblico. Pertanto, la rinnovazione tacita opera anche per la pubblica amministrazione, a meno che non sia stata data una disdetta valida per specifiche cause previste dalla legge. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Licenziamento per Inidoneità: La Forma Scritta Prevale sulla Notifica
Un Lavoratore, dipendente di un'Amministrazione Pubblica, viene dichiarato inidoneo al servizio dopo un infarto. L'Amministrazione risolve il rapporto di lavoro con una Determinazione Dirigenziale scritta. Il Lavoratore contesta la validità del licenziamento per inidoneità, sostenendo la mancanza di una comunicazione formale dell'atto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la forma del licenziamento è necessaria per la sua validità, ma non esistono modalità specifiche di comunicazione. La conoscenza informale dell'atto scritto da parte del Lavoratore è sufficiente. Il ricorso del Lavoratore è stato respinto, confermando l'efficacia del licenziamento.
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Mediazione con enti pubblici: l’incarico non richiede forma scritta
Un mediatore immobiliare ha chiesto la provvigione a un Ente Pubblico per la compravendita di un immobile, ma l'Ente aveva già pagato un altro mediatore. La questione principale era se l'incarico di mediazione con enti pubblici richiedesse la forma scritta per la sua validità. La Cassazione ha stabilito che la mediazione con enti pubblici, quando questi agiscono come privati, non necessita di un incarico scritto, in quanto la mediazione è un'attività di fatto. La Corte ha confermato la ripartizione della provvigione tra tutti i mediatori che hanno contribuito efficacemente alla conclusione dell'affare.
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Ammissione allo stato passivo: stop a contratti bancari senza data
Un istituto di credito ha richiesto l'ammissione allo stato passivo di una società fallita per un credito superiore a 324.000 euro, derivante da conti correnti e anticipi su fatture. Il Tribunale ha respinto la domanda: la banca non ha provato la data certa anteriore al fallimento dei contratti e ha depositato contratti privi della propria sottoscrizione. La produzione di meri estratti conto e certificazioni bancarie non sana il difetto contrattuale. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, dichiarando inammissibile il ricorso della banca poiché i motivi presentati non hanno contestato tutte le autonome motivazioni poste a base della sentenza di merito.
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Contratti Bancari: La Forma Scritta Non È Sempre Causa di Nullità
Un'Azienda Cliente ha citato in giudizio una Banca per la nullità contratti bancari per forma scritta relativi a conti correnti e anticipi fatture. L'Azienda contestava clausole su capitalizzazione trimestrale degli interessi (anatocismo) e costi ultralegali. I giudici di merito avevano dichiarato la nullità totale dei contratti per mancanza di forma scritta e condannato la Banca al risarcimento. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che per i contratti bancari, la forma scritta ha una funzione di protezione del cliente, non strutturale. La mancata sottoscrizione della Banca non rende nullo il contratto se la volontà di avvalersene è dimostrata da comportamenti concludenti. La causa tornerà in appello per una nuova valutazione.
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Interposizione fittizia di persona: vale l’accordo
Una proprietaria formale cita in giudizio il proprio procuratore speciale e una società, chiedendo l'annullamento della vendita di un immobile per conflitto di interessi. L'uomo sostiene di essere il proprietario effettivo in base a una scrittura privata di riconoscimento. La Corte d'Appello dichiara invalido l'atto, ritenendo necessaria la firma del venditore originario all'accordo simulatorio. Gli acquirenti ricorrono in Cassazione contestando il mancato rispetto dei precedenti vincoli legali. La Suprema Corte accoglie il ricorso: l'interposizione fittizia di persona può essere provata da una controdichiarazione successiva firmata solo dall'interposta. I giudici di merito hanno violato il principio di diritto vincolante. La causa torna quindi a un'altra Corte d'Appello.
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Licenziamento Orale: La Cassazione Conferma la Nullità Senza Prova Scritta
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un licenziamento orale intimato da un'Azienda a una Lavoratrice. L'Azienda non ha dimostrato di aver consegnato il licenziamento in forma scritta, come richiesto dalla legge ad substantiam (per la validità dell'atto). La prova testimoniale non era ammissibile per superare la mancanza della forma scritta. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda, ribadendo che il licenziamento orale è nullo e non può essere provato per testi. La Lavoratrice ha vinto la causa.
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Interpretazione Contratto Immobiliare: Contraddizione tra Motivazione e Dispositivo
Un caso di divisione ereditaria ha generato una disputa sulla proprietà di alcune unità immobiliari. Gli Eredi di un defunto contestavano l'interpretazione di un atto di assegnazione immobiliare, sostenendo la loro proprietà esclusiva o comune su specifici subalterni. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano riconosciuto solo una proprietà comune su alcune unità. La Cassazione, esaminando l'Interpretazione contratto immobiliare, ha accolto il ricorso degli Eredi per un vizio di nullità della sentenza d'appello. Ha riscontrato una contraddizione insanabile tra le motivazioni della sentenza, che riconoscevano la non contestazione di alcune proprietà, e il suo dispositivo, che invece le rigettava. La Corte ha quindi rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova decisione su quelle specifiche unità.
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Contratto a Tempo Determinato Nullo: Azienda Condannata per Mancanza Firma
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto a tempo determinato stipulato da un lavoratore con una compagnia aerea. Il contratto è stato ritenuto nullo per due motivi principali: la mancanza della firma del lavoratore e l'incapacità dell'azienda di dimostrare le ragioni giustificatrici del termine. Le compagnie aeree avevano sostenuto che l'assunzione fosse per sostituire personale in ferie, ma non hanno fornito prove sufficienti. La Suprema Corte ha così rigettato il ricorso delle aziende, condannandole al risarcimento del danno e al pagamento delle spese legali a favore del lavoratore.
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Tariffa depurazione acque: L’obbligo di pagare anche senza allaccio diretto
Un proprietario di immobile, dotato di fossa Imhoff privata e non collegato alla rete fognaria pubblica fino al 2014, ha contestato il pagamento della tariffa depurazione acque, sostenendo che il servizio non fosse stato erogato e che il contratto richiedesse forma scritta. Il Tribunale ha respinto la sua domanda, ritenendo valido il contratto di somministrazione di servizi idrici anche senza forma scritta, in quanto la società gestore aveva predisposto il servizio. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il contratto per il servizio idrico integrato, inclusa la depurazione, non necessita di forma scritta, essendo la società gestore un ente privato. L'esistenza del contratto si desume dai fatti concludenti, ovvero l'effettiva fruizione del servizio. Il proprietario non ha dimostrato l'effettivo smaltimento autonomo delle acque reflue.
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Ammissione al passivo fallimentare tra conti e mutui
Una banca ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per saldi debitori di conto corrente e interessi residui su un finanziamento concesso a una società in amministrazione straordinaria. Il Tribunale ha respinto l'istanza. I giudici di merito hanno ritenuto i contratti di conto corrente privi di data certa anteriore e non provati gli interessi del finanziamento. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto per i saldi di conto corrente: senza contratto con data certa, gli estratti conto non bastano. Al contrario, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sugli interessi del mutuo. Il contratto principale di finanziamento possedeva già data certa ed era stato ammesso. Il giudice di merito doveva calcolare gli interessi applicando i criteri pattuiti, anche tramite consulenza tecnica d'ufficio.
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Contratto con la Pubblica Amministrazione nullo senza firma unica
Un professionista ha chiesto il pagamento del compenso per la redazione di un progetto eseguito per un'azienda pubblica di trasporti. La richiesta si basava su una lettera di incarico inviata dall'ente e firmata per accettazione dal tecnico a distanza di mesi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista. I giudici hanno stabilito che un contratto con la Pubblica Amministrazione richiede tassativamente la forma scritta per la sua validità. Tale contratto deve essere racchiuso in un unico documento sottoscritto contestualmente da entrambe le parti. Non sono ammessi accordi tramite lettere separate o comportamenti concludenti, né sanatorie per l'attività svolta. Senza un atto scritto valido, la domanda di pagamento non può trovare accoglimento. Il professionista perde la causa ed è condannato a rimborsare le spese legali.
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Risoluzione preliminare di vendita: la forma scritta è essenziale
Un promittente acquirente non ottiene il mutuo per l'acquisto di un immobile. I promittenti venditori non chiedono l'adempimento del contratto. La Corte d'Appello ha ritenuto che il contratto preliminare si fosse risolto per mutuo dissenso, condannando i venditori a restituire l'acconto. La Cassazione, invece, ha accolto il ricorso dei venditori. Ha stabilito che la risoluzione preliminare di vendita per mutuo dissenso richiede sempre la forma scritta, specialmente per immobili. La Corte ha cassato la sentenza d'Appello, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Recesso Contratto Locazione: La Cassazione Impone la Forma Scritta
L'Azienda Locatrice ha citato in giudizio l'Inquilino per canoni non pagati e per un recesso contratto di locazione senza preavviso scritto. L'Inquilino sosteneva di aver dato preavviso verbalmente. Il Tribunale aveva accolto la domanda dell'Azienda, ma la Corte d'Appello aveva dato ragione all'Inquilino, ritenendo valida la disdetta orale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il recesso dal contratto di locazione ad uso abitativo richiede sempre la forma scritta, essendo un requisito "ad substantiam" per la validità dell'atto. La sentenza d'Appello è stata cassata e il caso rinviato.
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Revisione tabelle millesimali: vince la forma scritta sulla prassi
Una società condomina impugna la delibera assembleare che ripartisce le spese condominiali in violazione della tabella originaria allegata al regolamento. Il condominio difende la decisione sostenendo che una prassi pluridecennale ha introdotto nuovi criteri per comportamenti concludenti dopo alcuni ampliamenti dell'immobile. I giudici di merito respingono l'impugnazione, ritenendo valida la consuetudine applicata negli anni. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso della condomina. La Suprema Corte stabilisce che l'approvazione e la revisione tabelle millesimali richiedono necessariamente la forma scritta a pena di nullità. Una semplice prassi assembleare difforme non può modificare le quote millesimali vigenti, rendendo invalide le ripartizioni non formalizzate per iscritto.
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Reverse charge nel subappalto valido anche senza forma scritta
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un imprenditore edile l'applicazione del reverse charge nel subappalto per diverse prestazioni, recuperando a tassazione l'IVA non addebitata in fattura. Il Fisco e i giudici d'appello hanno ritenuto illegittimo il regime fiscale agevolato per la mancanza di un contratto di subappalto redatto per iscritto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imprenditore, stabilendo che il contratto di subappalto è a forma libera e può essere stipulato anche in forma verbale o tramite comportamenti concludenti. La decisione ha chiarito che il Fisco non può pretendere la forma scritta per riconoscere l'inversione contabile IVA.
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Foglio di appunti vs. Forma scritta beni immobili: La Cassazione decide
Un fratello citava in giudizio la sorella per riavere la metà di un ortale, sostenendo un illegittimo spossessamento. La sorella affermava di aver acquistato la porzione dal fratello, esibendo un "foglio quaderno" con annotazioni di pagamenti. Il Tribunale aveva inizialmente respinto la domanda del fratello, ma la Corte d'Appello aveva riconosciuto la sua proprietà, condannando la sorella al rilascio. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che per il trasferimento di beni immobili è indispensabile la **forma scritta beni immobili** "ad substantiam", e un semplice foglio di appunti con pagamenti non è sufficiente a dimostrare la volontà di trasferire la proprietà. La sorella ha perso il ricorso.
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Compenso professionale dell’avvocato: l’Ente pubblico deve pagare
Un Ente Pubblico regionale ha conferito a un legale del libero foro l'incarico di difendere l'amministrazione in vari giudizi amministrativi. Al termine delle cause, il legale ha richiesto il pagamento delle parcelle. L'Ente si è opposto al pagamento, sostenendo la nullità dell'incarico per assenza di un formale contratto scritto e per mancata motivazione nella deroga all'Avvocatura statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Ente. I giudici hanno chiarito che il rilascio della procura alle liti e la firma degli atti difensivi soddisfano pienamente il vincolo della forma scritta per la Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, l'Ente deve corrispondere integralmente il compenso professionale dell'avvocato per l'attività svolta.
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Prova del Contratto Scritto: Fatto Storico vs. Obbligo Formale in Cassazione
L'Azienda Fornitrice ha chiesto il pagamento per servizi legati allo sfruttamento di biogas, ottenendo un decreto ingiuntivo. L'Azienda Concessionaria si è opposta, contestando l'esistenza della concessione e l'esecuzione dei servizi. Dopo un primo grado favorevole all'Azienda Concessionaria, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo provata la concessione e i servizi anche senza un contratto scritto formale tra le parti, considerandola un "fatto storico". La Corte di Cassazione ha confermato questa visione, stabilendo che la **prova del contratto scritto** *ad substantiam* è necessaria solo per il contratto stesso tra le parti in causa, non per un fatto esterno che ne costituisce un presupposto. L'Azienda Concessionaria ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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