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Ad Substantiam

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190 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contratto scritto PA: nullo l’accordo verbale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda non ha diritto al pagamento per prestazioni sanitarie fornite a un'Azienda Sanitaria Locale se manca un contratto scritto, richiesto per la validità dell'accordo. Anche se i servizi sono stati resi e parzialmente pagati, l'assenza del contratto scritto con la Pubblica Amministrazione rende nulla l'obbligazione di pagamento. La Corte ha rigettato il ricorso del centro, confermando che la forma scritta è un requisito imprescindibile per la nascita del vincolo contrattuale.
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Responsabilità precontrattuale e contratto nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'impresa affiliata che, dopo la dichiarazione di nullità del contratto di franchising orale, tentava di far valere la responsabilità precontrattuale del franchisor. La Corte ha stabilito che la domanda, incentrata in origine sulla risoluzione per inadempimento, non poteva essere reinterpretata in sede di legittimità come una richiesta di risarcimento per comportamento scorretto durante le trattative, trattandosi di una questione nuova.
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Incarico dirigenziale ente locale: quando è lavoro?
Un comune ha revocato un incarico dirigenziale conferito a un professionista esterno, sostenendo si trattasse di una collaborazione autonoma da cui poteva recedere liberamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un incarico per la direzione di un ufficio istituzionale, come l'ufficio tecnico, costituisce un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato. Di conseguenza, la revoca senza una giusta causa, come esigenze organizzative o risultati negativi, è illegittima. La sentenza chiarisce la distinzione cruciale tra l'incarico dirigenziale ente locale, che implica l'inserimento nell'organizzazione, e le collaborazioni esterne, destinate a specifici progetti.
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Verbale d’immissione in possesso: prova essenziale
Un proprietario ha richiesto un'indennità per l'occupazione d'urgenza di un suo terreno da parte di un Comune per finalità emergenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice emissione di un decreto di occupazione non è sufficiente a provare l'effettiva perdita del possesso. È indispensabile produrre in giudizio il verbale d'immissione in possesso, un atto formale richiesto ad substantiam (cioè per la validità stessa della procedura), che non può essere sostituito da prove testimoniali o presuntive.
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Caparra confirmatoria: la fattura vale come prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo per una caparra confirmatoria non richiede la forma scritta e non deve essere necessariamente coevo al contratto preliminare. Una fattura emessa dal venditore, che specifica la causale di "caparra confirmatoria" e viene accettata e pagata dall'acquirente, costituisce piena prova dell'accordo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato la somma come semplice acconto.
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Arricchimento senza causa: appalto pubblico nullo
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un ente pubblico per l'edilizia residenziale per ottenere il pagamento di lavori eseguiti in assenza di un contratto scritto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'inammissibilità della domanda di arricchimento senza causa perché proposta tardivamente nel corso del processo. La Corte ha inoltre chiarito che le norme sulla responsabilità diretta dei funzionari degli enti locali non si estendono a questa tipologia di ente pubblico.
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Arricchimento senza causa: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'azione di arricchimento senza causa. In un caso riguardante un patto fiduciario su immobili, dichiarato nullo per difetto di forma, l'azione è stata ritenuta inammissibile. La Corte ha spiegato che la nullità riguardava solo l'effetto traslativo, non quello obbligatorio. Pertanto, esisteva un altro rimedio (l'azione risarcitoria per inadempimento del patto) che precludeva il ricorso all'azione sussidiaria di arricchimento senza causa.
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Subentro alloggio popolare: non è un diritto automatico
La Corte di Cassazione ha stabilito che non esiste un diritto automatico al subentro nell'alloggio popolare per il familiare convivente dopo il decesso dell'assegnatario. La richiesta di un parente di subentrare nel contratto di locazione è stata respinta poiché non è stato dimostrato il requisito della stabile occupazione dell'immobile. La Corte ha chiarito che l'assegnazione è un atto discrezionale dell'ente pubblico, che deve verificare la sussistenza di tutti i requisiti legali, e non una semplice formalità o un diritto ereditario.
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Onere della contestazione: guida per datori di lavoro
Una lavoratrice, impiegata come cuoca per 16 anni senza un contratto formale, ha ottenuto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del datore di lavoro, sottolineando l'importanza dell'onere della contestazione specifica. Il datore, infatti, non aveva contestato in modo dettagliato i calcoli retributivi presentati dalla lavoratrice, né aveva fornito prove scritte di presunti contratti a termine. La decisione conferma che una negazione generica delle pretese del lavoratore non è sufficiente in un processo del lavoro.
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Consegna documentazione bancaria: il limite dei 10 anni
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la consegna della documentazione relativa a un conto corrente, inclusi contratti ed estratti conto sin dall'apertura nel 1991. La banca si è opposta invocando il limite decennale previsto dall'art. 119 del Testo Unico Bancario. Il Tribunale di Napoli ha accolto la domanda del cliente, ordinando la consegna degli estratti conto per l'intero periodo richiesto e stabilendo che il limite dei dieci anni si applica solo ai documenti relativi a 'singole operazioni' e non agli estratti conto, che documentano l'andamento complessivo del rapporto. La banca è stata anche condannata al pagamento di una penale per ogni giorno di ritardo.
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