Tre imputati sono stati condannati per il furto di energia elettrica realizzato tramite un allaccio abusivo alla rete pubblica. Il contatore originario era stato disattivato per morosità, ma i tecnici hanno scoperto un collegamento diretto che alimentava le loro abitazioni. La difesa ha contestato la regolarità del processo, lamentando la mancata dichiarazione formale di apertura del dibattimento e l'omessa audizione di alcuni testimoni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l'assenza di una formale apertura del processo non crea nullità se la difesa partecipa attivamente. Inoltre, la mancata opposizione alla chiusura dell'istruttoria equivale ad accettazione della revoca dei testimoni. Infine, l'effettivo utilizzo degli immobili, provato anche dalla presenza degli imputati agli arresti domiciliari, conferma la loro responsabilità per il furto di energia.
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