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Acque Reflue

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le acque reflue o di scarico sono tutte quelle acque la cui qualità è stata pregiudicata dall'azione antropica dopo il loro utilizzo in attività domestiche, industriali e agricole, diventando quindi inidonee a un loro uso diretto in quanto contaminate da diverse tipologie di sostanze organiche e inorganiche pericolose per la salute e per l'ambiente. Per tale motivo non possono essere reimmesse nell'ambiente tal quali poiché i recapiti finali come il terreno, il mare, i fiumi e i laghi non sono in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria capacità autodepurativa senza vedere compromessi normali equilibri dell'ecosistema. Il tenore di sostanze organiche biodegradabili viene comunemente misurato come BOD (domanda biochimica di ossigeno) o COD (domanda chimica di ossigeno).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Scarichi di acque reflue non autorizzati: condannato il Comune
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione di 12.000 euro inflitta a un Comune e al suo ex Sindaco per l'esistenza di tre scarichi di acque reflue non autorizzati. L'ex Sindaco sosteneva che l'illecito fosse istantaneo e prescritto, essendosi consumato dopo la fine del suo mandato. I giudici hanno invece chiarito che l'utilizzo di scarichi senza autorizzazione costituisce un illecito permanente, che continua a consumarsi finché lo scarico resta attivo. Inoltre, la responsabilità del Comune per la gestione della rete fognaria non viene meno anche se il servizio è affidato a un soggetto terzo o in presenza di gestioni emergenziali. Il ricorso è stato rigettato.
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Scarico acque reflue: paga il nuovo gestore, non chi lo creò
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa al titolare di un agriturismo per uno scarico di acque reflue non autorizzato. L'imprenditore sosteneva che la responsabilità fosse del precedente gestore, che aveva installato l'impianto. La Corte ha invece stabilito che lo scarico di acque reflue non autorizzato costituisce un illecito permanente. La responsabilità non ricade su chi ha creato l'impianto, ma su chi lo gestisce e lo utilizza al momento dell'accertamento. Poiché la condotta illecita è l'uso continuato dello scarico senza permesso, il gestore attuale è l'unico responsabile della violazione e della relativa sanzione.
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Scarico acque reflue: limiti e sanzioni ambientali
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione amministrativa relativa allo scarico acque reflue non conforme ai parametri di legge. I giudici hanno stabilito che il termine di 90 giorni per la notifica della violazione decorre dalla fine degli accertamenti tecnici e non dal sopralluogo. Inoltre, è stato chiarito che per configurare l'illecito ambientale è sufficiente il superamento di un solo parametro tabellare tra quelli monitorati, rendendo irrilevante il rispetto degli altri valori.
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Scarico acque reflue: guida alla responsabilità penale
Il legale rappresentante di un'azienda casearia è stato condannato per il superamento dei limiti tabellari relativi allo scarico acque reflue. La difesa ha impugnato la sentenza contestando la genericità del capo di imputazione e invocando l'esistenza di una delega di funzioni a una società esterna e a un dipendente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la responsabilità penale del titolare permane in assenza di una delega specifica e complessa, e che i guasti tecnici non costituiscono caso fortuito.
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Scarichi illeciti e rifiuti: onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del titolare di un frantoio, condannato per scarichi illeciti di acque reflue e abbandono di rifiuti. La Corte ha ribadito che spetta all'imputato l'onere della prova per dimostrare sia la natura non inquinante degli scarichi sia la qualifica di non-rifiuto dei materiali abbandonati.
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