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Accordo Transattivo

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307 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria: bene ipotecato e pregiudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17479/2025, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva conferito i propri beni immobili in una società per sottrarli ai creditori. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria è ammissibile anche se i beni sono gravati da ipoteca, poiché il pregiudizio per il creditore (eventus damni) consiste anche solo nel rendere più incerta o difficile la soddisfazione del credito. La valutazione del pregiudizio va fatta con una prognosi futura, considerando che le ipoteche possono essere modificate o estinte. È stata inoltre confermata la consapevolezza del debitore di arrecare danno ai creditori, respingendo l'argomentazione che l'atto fosse finalizzato a pagare un debito scaduto.
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Estinzione del processo: cosa accade dopo l’accordo?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una controversia di lavoro a seguito di un accordo transattivo tra un'azienda e un suo ex dipendente. La controversia, originata da un trasferimento d'azienda, era giunta in Cassazione dopo una condanna della società in appello. A seguito della conciliazione, le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi. La Corte, prendendo atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo, senza disporre nulla sulle spese e chiarendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
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Estinzione processo tributario: accordo e spese
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze di un accordo transattivo tra un contribuente e l'Agenzia delle Entrate. A seguito della definizione agevolata della controversia e del relativo pagamento, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario in corso, stabilendo che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, in applicazione della normativa speciale sulla tregua fiscale.
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Estinzione del processo per rinuncia agli atti
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di un accordo transattivo tra un ente pubblico e un professionista. La richiesta delle parti di dichiarare la cessata materia del contendere è stata qualificata come rinuncia agli atti accettata, portando alla compensazione delle spese legali e all'esclusione del raddoppio del contributo unificato. La decisione sottolinea come l'accordo tra le parti possa chiudere definitivamente una controversia anche in sede di legittimità.
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Contribuzione volontaria: non si può rinunciare
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della rinuncia alla contribuzione volontaria da parte di un lavoratore nell'ambito di un accordo transattivo. L'ordinanza chiarisce che, quando tale contribuzione è prevista da una legge speciale a tutela di specifiche categorie di lavoratori (in questo caso, ex minatori), essa assume natura di obbligazione di diritto pubblico, inderogabile e indisponibile. Di conseguenza, qualsiasi patto contrario è nullo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva invece ritenuto valida la rinuncia, sottolineando la natura assistenziale e legale dell'obbligo contributivo, che non può essere oggetto di negoziazione privata tra le parti.
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Estinzione del processo tributario: il caso
Una società di gestione rifiuti impugnava avvisi di accertamento fiscale relativi a una discarica. Dopo un contenzioso nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la società a rinunciare al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, ponendo fine alla lite.
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Estinzione del procedimento per rinuncia e accordo
Una società ecologica, inizialmente in fallimento, aveva citato in giudizio un'azienda sanitaria per danni derivanti da un ritardato pagamento. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione fallimentare ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, ha rinunciato al ricorso con l'accettazione della controparte. Poiché nel frattempo la società è tornata solvibile e ha raggiunto un accordo transattivo con l'azienda sanitaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento per cessato interesse delle parti a una decisione.
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Accordo transattivo: il rinvio in Cassazione
Una compagnia assicurativa ricorre in Cassazione dopo il rigetto della sua domanda di ammissione al passivo fallimentare di una società. Durante il giudizio, le parti raggiungono un accordo transattivo. La Corte, preso atto della volontà delle parti di definire bonariamente la controversia, dispone il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire la formalizzazione dell'accordo e la rinuncia al ricorso.
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Cessazione materia del contendere: il caso risolto
In una lunga controversia sull'imposta di successione, un contribuente e l'Amministrazione Finanziaria hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al giudizio. La decisione sottolinea che quando le parti risolvono la lite tramite un accordo, viene meno l'interesse a una pronuncia del giudice, determinando così l'estinzione del processo.
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Accordo transattivo: rinvio udienza in Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. La decisione scaturisce dal raggiungimento di un accordo transattivo tra una compagnia assicurativa e la procedura fallimentare di una società. Le parti attendono di formalizzare la rinuncia al ricorso, rendendo opportuno il differimento dell'udienza per consentire la definizione bonaria della controversia.
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Estinzione del processo: accordo e rinuncia al ricorso
Un gruppo di lavoratori aveva presentato ricorso in Cassazione contro una società a seguito di una sentenza sfavorevole della Corte d'Appello in una causa per indennità contrattuali. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, i lavoratori hanno rinunciato al ricorso con l'accettazione della società. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del processo. Ha inoltre stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese, come previsto in caso di estinzione per rinuncia, e ha escluso l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso, non di estinzione.
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Accordo transattivo: rinvio udienza in Cassazione
Una compagnia assicurativa aveva presentato ricorso in Cassazione contro il fallimento di una società, a seguito del rigetto della sua domanda di ammissione al passivo. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha disposto il rinvio della causa per consentire alle parti di formalizzare l'accordo e la conseguente rinuncia al ricorso.
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Accordo transattivo: copre anche le sanzioni fiscali?
Una società fornitrice e una acquirente hanno siglato un accordo transattivo per saldare pagamenti e regolarizzare l'IVA. La fornitrice ha poi pagato sanzioni tramite ravvedimento operoso, chiedendone il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che un accordo transattivo onnicomprensivo, se non diversamente specificato, copre tutti gli aspetti economici della controversia, incluse le sanzioni prevedibili, negando così il diritto al rimborso.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
Un professionista aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in una causa per compensi professionali. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando integralmente le spese legali e chiarendo che, in questi casi, non è dovuto il versamento del contributo unificato aggiuntivo.
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Estinzione del processo: l’accordo che chiude la causa
Una società editoriale ricorreva in Cassazione contro la sentenza che riconosceva a una giornalista il diritto all'inquadramento superiore. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando alla rinuncia congiunta al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in questi casi non è dovuto il versamento del contributo unificato raddoppiato, previsto solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione giudizio tributario: accordo tra le parti
Una controversia sull'imposta comunale sulla pubblicità, giunta fino alla Corte di Cassazione, si è conclusa prima di una decisione di merito. Le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio tributario. La pronuncia chiarisce che in questi casi non è dovuto il doppio del contributo unificato e le spese legali possono essere compensate.
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Compensazione crediti: quando la contestazione è valida
Una società costruttrice ha agito in giudizio per recuperare un pagamento non dovuto. La controparte ha eccepito una compensazione crediti basata su un'altra fattura. La Cassazione ha confermato la decisione d'appello che respingeva l'eccezione, poiché il controcredito era già stato estinto da un accordo transattivo con una società terza collegata. La sentenza chiarisce i requisiti per una valida contestazione processuale e i limiti del sindacato della Suprema Corte sulla valutazione dei fatti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e accordo tra parti
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti di un accordo transattivo e della successiva rinuncia al ricorso durante un giudizio. In una controversia tra una cittadina e un Comune per un indennizzo da vincolo espropriativo, le parti hanno raggiunto un'intesa. La Corte ha dichiarato estinto il ricorso principale a seguito della rinuncia e inammissibile il ricorso incidentale per sopravvenuta carenza di interesse, ponendo fine alla lite e compensando le spese.
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Estinzione del giudizio: la transazione blocca tutto
Una struttura sanitaria privata e un'azienda sanitaria pubblica, dopo un contenzioso durato anni per il pagamento di prestazioni sanitarie, hanno raggiunto un accordo transattivo durante il giudizio in Cassazione. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia al ricorso, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali come previsto dall'accordo e chiarendo che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato in questi casi.
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Sanzione disciplinare illegittima: la sentenza
Un addetto mensa riceve una sanzione pecuniaria e un rimprovero per non aver controllato del gelato scaduto. Il Tribunale ha dichiarato la sanzione disciplinare illegittima, poiché il controllo qualità non rientrava nelle mansioni del lavoratore. L'azienda è stata condannata a restituire la somma trattenuta.
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