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Accordo Transattivo

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307 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Accordo transattivo: la sua efficacia estintiva
Una società immobiliare ha citato in giudizio un partner commerciale per la restituzione di acconti versati per operazioni non andate a buon fine. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta, stabilendo che un precedente accordo transattivo tra le parti aveva già risolto la questione. La sentenza chiarisce che una rinuncia generica alle pretese contenuta in un accordo transattivo è sufficiente a coprire tutte le questioni sollevate in quel procedimento, impedendo che vengano riproposte in una nuova causa.
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Concessione abusiva di credito: la responsabilità
Una società finanziaria è stata condannata per concessione abusiva di credito dopo aver stipulato un accordo transattivo con un'impresa già in grave dissesto. La Corte di Appello di Firenze ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo la finanziaria responsabile per aver aggravato lo stato di insolvenza dell'impresa, non essendoci ragionevoli prospettive di risanamento. Il danno è stato quantificato nelle somme percepite dalla finanziaria in forza dell'accordo illecito.
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Interesse ad agire: accordo esecutivo lo fa venir meno
Un proprietario agisce in giudizio per la demolizione di un muro illegittimo, nonostante un precedente ordine di demolizione e un successivo accordo transattivo sulla sua esecuzione. Il Tribunale rigetta la domanda per carenza di interesse ad agire, poiché l'attore non otterrebbe alcuna utilità pratica aggiuntiva da una nuova pronuncia, avendo già gli strumenti per ottenere il risultato desiderato.
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Prova incarico professionale: come dimostrarlo in giudizio
Un'architetta ha citato in giudizio una cliente per ottenere il pagamento di compensi professionali per varie attività di consulenza. La cliente si è difesa sostenendo che la collaborazione era a titolo amichevole. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta dell'architetta, non perché mancasse la prova dell'incarico professionale, ma perché ha ritenuto che le parti avessero raggiunto un accordo transattivo che saldava ogni pretesa. La sentenza sottolinea che la prova dell'esistenza di un rapporto professionale e di un successivo accordo che lo estingue può essere desunta anche da comunicazioni informali, come le email.
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Eccezione inadempimento: quando non blocca il pagamento
Una società appaltatrice ottiene un decreto ingiuntivo per un'ultima rata non pagata. Il committente si oppone, lamentando vizi e ritardi, e chiede i danni. Il Tribunale respinge l'opposizione, confermando il decreto ingiuntivo. La decisione si fonda su un accordo transattivo successivo, che ha sanato ogni precedente controversia. L'eccezione di inadempimento sollevata dal committente sugli obblighi di tale accordo è stata giudicata infondata perché basata su impegni troppo vaghi e generici.
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Sequestro giudiziario: come tutelarsi da cambiali
Un'impresa ha ottenuto dal Tribunale il sequestro giudiziario di venticinque cambiali emesse in favore di un creditore. I titoli erano stati consegnati nell'ambito di una proposta di accordo transattivo, poi non perfezionatosi. Poiché il creditore aveva già tentato di incassare la prima cambiale, il giudice ha concesso la misura cautelare per evitare il rischio di protesti, ravvisando sia la probabile fondatezza del diritto alla restituzione (fumus boni iuris), sia il pericolo di un danno imminente (periculum in mora).
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Pagamento debito scaduto: no alla revocatoria fallimentare
Un curatore fallimentare ha agito in giudizio contro un istituto di credito per ottenere la restituzione di pagamenti per oltre 3,7 milioni di euro, sostenendo che fossero rimborsi anticipati di un mutuo non ancora dovuto. La banca si è difesa affermando che i versamenti rientravano in un più ampio accordo transattivo per sanare una complessa esposizione debitoria. Il Tribunale ha respinto la domanda, accertando che al momento dei versamenti, la società (poi fallita) aveva debiti già esigibili per un importo superiore a quello pagato. Di conseguenza, l'operazione è stata qualificata come pagamento di un debito scaduto, che per legge non è soggetto ad azione revocatoria.
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