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Accordo Di Prossimità

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Contratto collettivo aziendale o territoriale che, in presenza di specifici requisiti, può derogare alla legge e ai contratti nazionali per gestire crisi o favorire lo sviluppo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recupero sgravi contributivi: il DURC non evita la sanzione
Una società cooperativa ha impugnato la pretesa dell'INPS relativa al versamento di differenze contributive e al conseguente recupero sgravi contributivi. La cooperativa allontanava i lavoratori a turno iniziato riducendo l'orario senza preavviso e non applicava le maggiorazioni per lo straordinario. Inoltre, la società conteneva i costi anziché adeguare i salari ai rinnovi contrattuali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il mero possesso del DURC non garantisce l'immunità dai controlli. La regolarizzazione avvenuta a verbale iniziato non evita la revoca delle agevolazioni. Di conseguenza, il datore di lavoro deve versare i contributi calcolati sul minimale retributivo e restituire i benefici fruiti indebitamente.
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Ultrattività del contratto collettivo: no al taglio stipendi
Un dipendente di una struttura sanitaria ha chiesto il pagamento delle differenze retributive maturate a seguito dell'applicazione unilaterale di un nuovo contratto collettivo meno favorevole. L'azienda sosteneva che il vecchio contratto fosse scaduto e disdettato dall'associazione datoriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, confermando la piena operatività della clausola che prevede l'ultrattività del contratto collettivo. Tale clausola stabilisce un termine di durata certo che impedisce al singolo datore di lavoro di recedere unilateralmente o di applicare accordi peggiorativi ai rapporti in corso. La Suprema Corte ha inoltre riaffermato che i crediti retributivi del lavoratore non si prescrivono durante il rapporto di lavoro, ma solo dopo la sua cessazione. L'azienda è stata condannata al pagamento delle somme dovute e delle spese legali.
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Mansioni superiori: perché il titolo di Comandante non basta
Alcuni piloti di una società di servizi aerei hanno richiesto il riconoscimento delle mansioni superiori per ottenere l'inquadramento come Comandante (Quadro). I lavoratori sostenevano che il possesso dei titoli abilitativi del Codice della Navigazione e lo svolgimento delle funzioni di comando in volo fossero sufficienti per il salto di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'inquadramento come Quadro richiede requisiti gestionali e organizzativi ulteriori rispetto alla mera competenza tecnica di volo. La decisione chiarisce che l'autonomia e la discrezionalità necessarie per la qualifica di Quadro eccedono le responsabilità standard di un comandante di aeromobile, rendendo non automatico il passaggio di livello basato solo sulle abilitazioni tecniche e sui brevetti di volo posseduti dai dipendenti.
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Responsabilità solidale negli appalti: il minimale INPS
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società committente al pagamento di contributi previdenziali omessi dall'appaltatore. La società sosteneva che la responsabilità solidale negli appalti dovesse limitarsi alle ore di lavoro effettivamente prestate e che un accordo di prossimità potesse ridurre la base contributiva. Gli Ermellini hanno invece stabilito che la responsabilità solidale copre l'intero periodo di vigenza del contratto. Inoltre, il minimale contributivo stabilito dai contratti collettivi nazionali è indisponibile. Gli accordi privati o aziendali che riducono l'orario di lavoro non possono abbassare la soglia dei contributi dovuti all'INPS, a meno che la sospensione del lavoro non sia prevista tassativamente dalla legge.
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Accordo di prossimità: quando non si applica al lavoratore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10353/2024, ha stabilito che un contratto collettivo aziendale non si applica al lavoratore che, iscritto a un sindacato non firmatario, abbia manifestato il proprio dissenso. La Corte ha chiarito che, per avere efficacia generale (erga omnes) come accordo di prossimità, il contratto deve rispettare i rigidi requisiti di legge, non potendo limitarsi a regolare tutti gli aspetti del rapporto di lavoro. In assenza di tali requisiti, prevale il principio della volontarietà dell'adesione.
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Accordo sindacale: il dissenso lo rende inefficace
Un lavoratore ha contestato un nuovo accordo sindacale aziendale che, a seguito di una fusione, peggiorava le sue condizioni economiche. Essendo iscritto a un sindacato non firmatario, il lavoratore aveva espresso il proprio dissenso. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che un accordo sindacale peggiorativo non si applica al lavoratore dissenziente. La Corte ha inoltre escluso che l'intesa potesse qualificarsi come "accordo di prossimità", che le avrebbe conferito un'efficacia generalizzata.
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Accordo di prossimità: efficacia per tutti i lavoratori
Un ex dipendente ha contestato la riduzione della sua quattordicesima mensilità, basata su accordi aziendali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che un accordo di prossimità, se sottoscritto da sindacati maggioritari, ha efficacia vincolante per tutti i lavoratori, inclusi quelli iscritti a sigle sindacali non firmatarie. La sentenza chiarisce anche come un accordo successivo alla cessazione del rapporto possa validamente accertare condizioni preesistenti.
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