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Acconto D'Imposta

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Pagamento anticipato delle imposte sul reddito (come IRES e IRAP) effettuato durante l'anno fiscale, calcolato in base al reddito dell'anno precedente o a una previsione per l'anno in corso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Trasparenza fiscale e acconto IRES: la società paga
L'Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a una società a responsabilità limitata a ristretta base per il mancato versamento dell'acconto IRES relativo al 2007. La società sosteneva che, avendo aderito al regime di trasparenza fiscale, l'onere del versamento anticipato ricadesse unicamente sui soci a titolo di IRPEF. I giudici di secondo grado hanno dato ragione all'impresa, ritenendo non applicabile l'obbligo societario. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto, accogliendo il ricorso dell'ufficio tributario. Nel primo anno di esercizio dell'opzione, la società partecipata deve versare l'acconto IRES con criteri ordinari, mentre i soci scomputano tali importi al momento del saldo finale.
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Accisa sul gas naturale: acconto dovuto anche ad attività chiusa
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società fornitrice il mancato versamento degli acconti per l'accisa sul gas naturale tra dicembre e marzo, periodo successivo alla cessazione dell'attività comunicata in ritardo. I giudici di secondo grado avevano dato ragione all'impresa, ritenendo illegittimo tassare volumi non consumati e contratti trasferiti a terzi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La disciplina fiscale impone il pagamento puntuale dei ratei mensili determinati sulla base dei consumi dell'anno precedente. Il fornitore non può sospendere i pagamenti di propria iniziativa senza un provvedimento autorizzativo dell'amministrazione. L'eventuale eccedenza versata si recupera esclusivamente mediante conguaglio nella dichiarazione annuale successiva o tramite richiesta di rimborso alla chiusura del rapporto tributario.
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Acconto ritenute bancarie: la Cassazione blocca il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha notificato a un istituto bancario una cartella esattoriale con sanzioni e interessi. Secondo l'Amministrazione finanziaria, il calcolo per l'acconto ritenute bancarie sugli interessi dei conti correnti doveva raggiungere il cento per cento delle imposte dell'anno precedente. La banca ha invece versato l'acconto nella misura ordinaria dei nove decimi (pari al novanta per cento), suddividendolo in due rate paritetiche al cinquanta per cento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente impositore. I giudici hanno chiarito che la legge ha modificato esclusivamente la suddivisione percentuale delle due scadenze annuali, lasciando inalterato l'ammontare complessivo dell'acconto fissato al novanta per cento delle somme versate nell'esercizio precedente. La banca ha dunque applicato correttamente la disciplina fiscale.
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Termine di decadenza per il rimborso: acconto o saldo finale?
La Società ha richiesto il rimborso dell'IRPEG versata per gli anni 2003 e 2004, sostenendo che il termine di decadenza per il rimborso dovesse decorrere dal saldo e non dal versamento degli acconti. L'Amministrazione Finanziaria ha eccepito la tardività dell'istanza, presentata oltre i quarantotto mesi dai versamenti. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione al fisco, ritenendo che la legge finanziaria del 2008 avesse natura meramente interpretativa. La Corte di Cassazione, rilevando l'importanza nomofilattica della questione riguardante il termine di decadenza per il rimborso degli acconti d'imposta, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Regolarizzazione scommesse: il bookmaker ha diritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11948/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di regolarizzazione fiscale scommesse. Un operatore estero (bookmaker), che aveva aderito alla sanatoria per la sua rete di punti raccolta in Italia, si era visto negare il rimborso di somme versate per alcuni punti poi chiusi. La Corte ha ribaltato la decisione precedente, affermando che il bookmaker non è un mero 'veicolo' per i punti raccolta, ma un soggetto passivo d'imposta con pieno diritto a richiedere il rimborso. Inoltre, ha chiarito che il versamento iniziale di 10.000 euro per punto non è un costo di accesso, ma un acconto d'imposta, rafforzando la posizione del contribuente.
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Credito acconti sospesi: legittimo per sisma Abruzzo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9385/2024, ha stabilito la legittimità del credito per acconti IRPEF sospesi e non versati da un contribuente residente nel cosiddetto "cratere sismico" a seguito del terremoto del 2009. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato tale credito, ritenendolo non spettante in quanto l'importo non era stato materialmente versato. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che il beneficio non costituisce un vantaggio indebito, ma è il legittimo effetto di una normativa emergenziale di favore, la quale prevedeva un regime diverso e più vantaggioso per i soggetti più colpiti dal sisma rispetto a quelli residenti al di fuori del cratere.
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Definizione agevolata: estinzione processo tributario
Una società contesta una cartella esattoriale per omesso versamento di acconti IRES e IRAP. Mentre il caso è pendente in Cassazione, la società aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge. Avendo rispettato i requisiti e non avendo ricevuto un diniego dall'Agenzia delle Entrate, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, senza decidere nel merito della questione fiscale.
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