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Trasparenza fiscale e acconto IRES: la società paga

L’Agenzia delle Entrate ha notificato una cartella di pagamento a una società a responsabilità limitata a ristretta base per il mancato versamento dell’acconto IRES relativo al 2007. La società sosteneva che, avendo aderito al regime di trasparenza fiscale, l’onere del versamento anticipato ricadesse unicamente sui soci a titolo di IRPEF. I giudici di secondo grado hanno dato ragione all’impresa, ritenendo non applicabile l’obbligo societario. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto, accogliendo il ricorso dell’ufficio tributario. Nel primo anno di esercizio dell’opzione, la società partecipata deve versare l’acconto IRES con criteri ordinari, mentre i soci scomputano tali importi al momento del saldo finale.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 34262 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Il funzionamento del regime di trasparenza fiscale nelle società a responsabilità limitata

Le piccole società a responsabilità limitata possono optare per il regime di trasparenza fiscale per imputare il reddito direttamente ai soci. Questa scelta allinea la tassazione dell’ente a quella delle società di persone. Con questo meccanismo, il fisco tassa i singoli partecipanti con l’IRPEF ed esclude la tassazione societaria autonoma sui profitti conseguiti. Tuttavia, il passaggio al nuovo assetto richiede regole transitorie precise per la gestione dei versamenti anticipati.

Una società a ristretta base ha attivato l’opzione per il regime agevolato. Durante il primo anno di efficacia della scelta, la società ha omesso il versamento degli acconti IRES. L’amministrazione finanziaria ha contestato tale condotta e ha emesso una cartella di pagamento per il recupero delle somme non versate. L’ente collettivo ha impugnato l’atto affermando che i soci avevano assolto i pagamenti dell’acconto tramite le proprie dichiarazioni individuali.

Le regole applicabili alle società a ristretta base

La normativa generale prevede due modelli distinti di tassazione per trasparenza. Il primo modello regola i rapporti tra società di capitali con partecipazioni qualificate. Il secondo modello riguarda le società a responsabilità limitata con un numero ridotto di soci persone fisiche. La disciplina delle piccole strutture societarie richiama le condizioni generali stabilite per gli enti maggiori.

L’esercizio dell’opzione impone il rispetto delle norme vigenti in materia di acconti per evitare vuoti di gettito. Il legislatore stabilisce che la società partecipata conserva gli obblighi di versamento anticipato nel primo esercizio di adesione. L’omissione formale non trova giustificazione nell’avvenuta liquidazione dell’imposta da parte dei singoli componenti della compagine societaria.

Le motivazioni: obblighi societari e regime di trasparenza fiscale

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate per violazione di legge. Il comma 7 dell’articolo 115 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi stabilisce chiaramente che nel primo anno di efficacia dell’opzione gli obblighi di acconto permangono in capo alla società partecipata. La disciplina attuativa estende tale principio anche alle società a ristretta base partecipativa previste dall’articolo 116.

La società deve calcolare l’acconto IRES con il metodo storico, basandosi sul reddito dell’anno precedente, o con il metodo previsionale senza considerare gli effetti dell’opzione. Solo a partire dal secondo anno di validità dell’opzione l’obbligo trasla interamente sui singoli soci. Gli eventuali versamenti eseguiti dai soci a titolo di IRPEF non cancellano il debito iniziale della società, la quale deve versare la propria quota affinché i soci possano poi scomputarla dal saldo finale.

Le conclusioni: la vittoria dell’Agenzia delle Entrate sul regime di trasparenza fiscale

La Corte di Cassazione ha cassato la decisione impugnata e ha rinviato la causa alla Commissione di giustizia tributaria per un nuovo esame. L’ente impositore ha ottenuto il pieno riconoscimento della correttezza della propria pretesa tributaria.

La pronuncia fissa un principio fondamentale per la pianificazione fiscale aziendale. Le società che adottano il regime di trasparenza devono versare regolarmente l’IRES di acconto per il primo esercizio. Gli errori operativi su questa fase espongono la società a cartelle esattoriali e sanzioni amministrative rilevanti.

Chi deve versare l’acconto delle imposte nel primo anno di trasparenza?
Nel primo anno di opzione l’obbligo di versare l’acconto IRES resta a carico della società partecipata, mentre dal secondo anno l’onere passa direttamente ai singoli soci.

Come possono recuperare i soci l’acconto IRES versato dalla società?
I singoli soci scomputano l’acconto IRES versato dalla società dalla propria imposta a saldo in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili.

Cosa accade se i soci pagano l’acconto IRPEF al posto della società?
Il versamento dell’acconto IRPEF da parte dei soci non estingue l’obbligo della società, la quale resta passibile di accertamento e cartella di pagamento per omesso versamento IRES.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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