LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Accompagnamento Coattivo Alla Frontiera

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La misura con cui la Polizia scorta fisicamente uno straniero irregolare al confine per assicurarsi che lasci il territorio nazionale. È una forma di esecuzione forzata dell'espulsione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione Straniero: Ricorso Inammissibile per Mancanza di Prove
Un cittadino straniero ha contestato un provvedimento di accompagnamento coattivo alla frontiera, emesso dopo un decreto di espulsione straniero. Il ricorrente ha sostenuto l'esistenza di legami familiari in Italia e un patto di convivenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale è stata la mancanza di specificità e autosufficienza degli argomenti presentati, che non permettevano di comprendere chiaramente le censure mosse contro il provvedimento impugnato. Non sono state fornite indicazioni precise sulle prove o sugli atti del giudizio precedente.
Continua »
Accompagnamento coattivo alla frontiera: nullo se oltre 48 ore
Il Giudice di pace di Lecce aveva convalidato l'accompagnamento coattivo alla frontiera di un cittadino straniero oltre il termine tassativo di 48 ore dalla richiesta del Questore, avendo rinviato l'udienza per attendere l'esito di una richiesta di permesso di soggiorno. Il cittadino ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ribadendo che il termine di 48 ore per la convalida è perentorio e insuperabile, poiché incide sulla libertà personale tutelata dall'articolo 13 della Costituzione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento di convalida dell'accompagnamento coattivo alla frontiera, accogliendo le ragioni del ricorrente.
Continua »
Domanda di protezione internazionale blocca l’espulsione coattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino straniero durante l'udienza di convalida del suo accompagnamento forzato alla frontiera non può essere ignorata dal giudice. Anche se il giudice non è l'organo competente per la registrazione, ha l'obbligo di verbalizzare la richiesta e trasmetterla alla Questura. Di conseguenza, il giudice non può convalidare l'espulsione senza prima verificare se esistono le specifiche e tassative eccezioni di legge che negano il diritto del richiedente a rimanere in Italia per l'esame della sua domanda. In questo caso, il provvedimento di espulsione è stato annullato perché il giudice di pace aveva illegittimamente ignorato la richiesta.
Continua »
Domanda di protezione internazionale in udienza: espulsione bloccata
Un cittadino straniero, durante l'udienza per convalidare la sua espulsione forzata, presenta al giudice una domanda di protezione internazionale. Il giudice la ignora, ritenendola informale e una tattica dilatoria, e convalida l'espulsione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il giudice ha l'obbligo di ricevere la richiesta, anche se presentata oralmente, e di trasmetterla alle autorità competenti. L'espulsione non può essere convalidata automaticamente. Il giudice deve prima verificare se sussistono le specifiche e tassative condizioni di legge che permettono di derogare al diritto del richiedente di restare in Italia per l'esame della sua domanda. Di conseguenza, il cittadino straniero ha vinto il ricorso e il provvedimento di espulsione è stato annullato.
Continua »
Permesso negato: legittimo l’accompagnamento coattivo immediato
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un cittadino straniero che si opponeva al suo accompagnamento coattivo alla frontiera. Il provvedimento era stato emesso dalla Questura subito dopo aver respinto la sua domanda di permesso di soggiorno per motivi familiari, giudicandola 'manifestamente infondata'. La Corte ha stabilito che la legge consente questa procedura accelerata. Quando una richiesta di permesso è palesemente senza fondamento, l'autorità non è tenuta a concedere un termine per la partenza volontaria, ma può procedere direttamente con l'espulsione forzata. Il ricorso del cittadino è stato quindi respinto, confermando la legittimità dell'operato della Questura e del giudice che lo aveva convalidato.
Continua »
Protezione internazionale: richiesta valida al giudice
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso cruciale riguardante la richiesta di protezione internazionale. Il caso solleva la questione se la manifestazione della volontà di chiedere asilo, espressa da un cittadino straniero davanti al Giudice di Pace durante l'udienza di convalida del decreto di accompagnamento alla frontiera, debba sospendere l'espulsione. La Corte ha ritenuto la questione complessa e priva di precedenti specifici, necessitando un'approfondita discussione per definire gli obblighi del giudice e gli effetti di tale richiesta sulla procedura di allontanamento, alla luce del diritto dell'Unione Europea.
Continua »