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Accertamento — Anno 2024

34 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Accertamento

Provvedimenti

Reddito di partecipazione: socio e S.r.l., legame fisso
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accertamento fiscale nei confronti di un socio per un maggior reddito di partecipazione è strettamente dipendente dall'esito dell'accertamento sulla società. Se l'avviso di accertamento della S.r.l. a ristretta base familiare diventa definitivo, viene meno il presupposto per l'annullamento dell'atto impositivo notificato al socio. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva annullato l'avviso al socio, rinviando per un nuovo esame.
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Contestazione credito IVA: il Fisco può agire sempre
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10892/2024, ha stabilito che la contestazione del credito IVA da parte dell'Amministrazione Finanziaria è possibile anche dopo la scadenza dei termini di accertamento. La richiesta di rimborso da parte del contribuente riapre la questione, ponendo su di esso l'onere di provare l'effettiva esistenza del credito, poiché la dichiarazione non costituisce titolo incontestabile.
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Plusvalenza immobiliare: il Fisco non può presumerla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12091/2024, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può accertare una maggiore plusvalenza immobiliare basandosi unicamente sul valore dell'immobile determinato ai fini dell'imposta di registro. A seguito di una vendita immobiliare, il Fisco aveva contestato al contribuente un reddito superiore a quello dichiarato. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che, in base a una norma interpretativa con efficacia retroattiva (d.lgs. 147/2015), sono necessari ulteriori elementi di prova (indizi gravi, precisi e concordanti) per giustificare un tale accertamento. Il contribuente aveva inoltre fornito prove concrete a sostegno del prezzo dichiarato.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza soci
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello in materia tributaria a causa della violazione del litisconsorzio necessario. L'Agenzia delle Entrate aveva notificato l'atto di appello a uno solo dei soci di una società di persone, omettendo la società stessa e l'altro socio. La Corte ha ribadito che, data l'unitarietà dell'accertamento per le società di persone, tutti i soci e la società devono obbligatoriamente partecipare a ogni fase del giudizio, pena la nullità radicale degli atti.
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Competenza territoriale reati tributari: decide l’Agenzia
Una recente sentenza della Cassazione affronta la questione della competenza territoriale reati tributari per l'omesso versamento IVA. A seguito di un rinvio pregiudiziale dal Tribunale di Milano, la Corte ha stabilito che, data la possibilità di effettuare pagamenti telematici da qualsiasi luogo, non è possibile identificare con certezza un unico luogo di consumazione del reato. Di conseguenza, il criterio della sede effettiva dell'impresa cede il passo a quello sussidiario del luogo in cui l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate ha effettuato l'accertamento del reato. La competenza è stata quindi attribuita al Tribunale di Milano.
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Valori OMI: non bastano per l’accertamento fiscale
Una società ha contestato un accertamento fiscale basato esclusivamente sui valori OMI, che aveva quasi triplicato il valore dichiarato di un immobile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che i valori OMI sono solo indizi e non prove sufficienti. Per un accertamento legittimo, l'Agenzia delle Entrate deve fornire ulteriori elementi probatori gravi, precisi e concordanti. La sentenza è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Sanzioni Consob: da quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28335/2024, ha chiarito un punto cruciale sulle sanzioni Consob: il termine per la contestazione non decorre dalla prima notizia di un'irregolarità, ma dal completamento dell'istruttoria. La Corte ha accolto il ricorso dell'autorità di vigilanza contro una decisione della Corte d'Appello che aveva annullato una sanzione per tardività. Viene ribadito che la valutazione sull'avvio e i tempi dell'indagine è discrezionale e il giudice può sindacare solo l'ingiustificata inerzia.
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Termine di accertamento: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione dell'Autorità di Vigilanza a un amministratore di banca. La sentenza chiarisce un punto cruciale: il termine di accertamento per le sanzioni non parte dalla mera conoscenza dei fatti, ma dal momento in cui l'Autorità completa l'istruttoria necessaria. Il giudice non può sostituirsi all'Autorità valutando a posteriori la durata delle indagini, ma può solo verificare se ci sia stata un'inerzia palesemente ingiustificata.
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Termine accertamento illecito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul termine accertamento illecito in materia di sanzioni finanziarie. Annullando una decisione della Corte d'Appello, ha chiarito che il termine di 180 giorni per contestare una violazione non decorre dalla semplice conoscenza iniziale dei fatti, ma dal momento in cui l'organo di vigilanza completa l'istruttoria e acquisisce tutti gli elementi necessari per una valutazione definitiva. La sentenza rafforza l'autonomia dell'autorità nel condurre indagini complesse, limitando il sindacato del giudice alla verifica di un'inerzia ingiustificata, da valutarsi con un giudizio 'ex ante' e non con il senno di poi.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27242/2024, interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini per la contestazione degli illeciti. Nel caso di specie, relativo a sanzioni per omessa informativa nei prospetti di una banca, la Corte ha annullato la decisione di merito che riteneva la Consob decaduta dal suo potere. È stato stabilito che il termine per contestare non parte dalla mera conoscenza di un'irregolarità, ma dal completamento dell'istruttoria necessaria all'accertamento della violazione, riconoscendo la discrezionalità dell'autorità nei tempi di indagine.
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Termine di accertamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha chiarito la decorrenza del termine di accertamento per l'irrogazione di sanzioni da parte dell'Autorità di Vigilanza sui Mercati Finanziari. Un dirigente bancario, sanzionato dall'Autorità, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in appello perché ritenuta tardiva. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il termine per la contestazione non decorre dalla prima acquisizione di notizie, ma dal momento in cui l'Autorità, a seguito di un'istruttoria completa, ha un quadro chiaro e definitivo dell'illecito. Questo principio garantisce che le indagini complesse non siano affrettate, bilanciando la necessità di celerità con quella di un'accurata valutazione.
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Termine notifica sanzione: quando inizia a decorrere?
Un datore di lavoro è stato sanzionato per l'impiego di un dipendente senza preventiva comunicazione. In seguito al ricorso, la Corte di Cassazione ha confermato la validità della sanzione, stabilendo che il termine notifica sanzione di 90 giorni non decorre dal giorno della violazione, ma dalla conclusione del procedimento di accertamento da parte dell'autorità. La congruità della durata dell'accertamento è una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità se ben motivata.
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Presunzione distribuzione utili: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha accertato a un socio un maggior reddito basato sulla presunzione di distribuzione utili da parte di una S.r.l. a ristretta base partecipativa. L'accertamento a carico della società per una cospicua plusvalenza era già divenuto definitivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del socio, statuendo che la definitività dell'accertamento societario preclude al socio la possibilità di contestare l'esistenza di tali utili. La Corte ha inoltre ribadito la piena legittimità della presunzione di distribuzione utili in questi contesti.
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Illecito permanente: quando scatta il termine CONSOB?
La Corte di Cassazione ha chiarito che, in caso di illecito permanente come le carenze in materia di antiriciclaggio, il termine di 180 giorni per la contestazione da parte dell'Autorità di vigilanza non decorre dalla prima acquisizione di documenti, ma dalla cessazione della condotta illecita. La sentenza ribalta una decisione della Corte d'Appello, che aveva annullato una sanzione per tardività, sottolineando che la natura continuativa della violazione sposta in avanti il momento dell'accertamento definitivo.
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Presunzioni fiscali versamenti professionisti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista contro un accertamento fiscale basato su indagini bancarie. La Corte ha confermato che le presunzioni fiscali versamenti sui conti correnti si applicano ai lavoratori autonomi, i quali hanno l'onere di dimostrare che tali somme non costituiscono compensi imponibili. La sentenza distingue nettamente la disciplina dei versamenti da quella dei prelevamenti, per i quali la presunzione non opera nei confronti dei professionisti.
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Plusvalenza immobiliare: limiti all’accertamento
In un caso di accertamento fiscale per plusvalenza immobiliare, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. L'Agenzia delle Entrate aveva ricalcolato il guadagno sulla base del valore di mercato del terreno, non sul prezzo dichiarato. La Corte ha stabilito che il Fisco deve provare l'effettivo maggior incasso da parte del venditore e non può sostituire automaticamente il prezzo pattuito con il valore normale del bene. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Accertamenti bancari: la prova del contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9159/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva ritenuto sufficiente una giustificazione generica da parte di un contribuente per alcuni movimenti bancari oggetto di accertamento fiscale. La Corte ha ribadito che, in tema di accertamenti bancari, il contribuente ha l'onere di fornire una prova analitica e rigorosa per ogni singola operazione, dimostrando che non si tratta di reddito imponibile. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame che applichi correttamente questo principio.
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Sospensione termini processuali: calcolo e decadenza
Un appello dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato tardivo a causa di un errato calcolo del termine di impugnazione, che non aveva tenuto conto correttamente di una sospensione termini processuali. La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 8957/2024, ha annullato la decisione di secondo grado, stabilendo la metodologia corretta per il computo dei termini in presenza di periodi di sospensione, dichiarando così inammissibile il gravame dell'Amministrazione Finanziaria.
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Plusvalenza cessione terreno: Cassazione chiarisce
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una plusvalenza derivante dalla cessione di un terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva calcolato l'imposta basandosi esclusivamente sul valore del bene accertato ai fini dell'imposta di registro. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4865/2024, ha accolto il ricorso della contribuente, affermando che il valore accertato per l'imposta di registro non è di per sé sufficiente a determinare la plusvalenza ai fini IRPEF. L'Amministrazione finanziaria ha l'onere di fornire ulteriori prove, gravi, precise e concordanti, per dimostrare un corrispettivo superiore a quello dichiarato.
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Accertamento soci: sospensione necessaria del giudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 2530/2024, stabilisce un principio cruciale in materia di accertamento soci. In caso di accertamento di utili extra-contabili a una società a ristretta base, il giudizio sull'accertamento a carico dei soci deve essere sospeso se quello a carico della società non è ancora definitivo. La Corte ha chiarito che l'accertamento societario è un presupposto logico-giuridico indispensabile per quello dei soci, ma l'annullamento del primo può invalidare il secondo solo quando la sentenza è passata in giudicato. Di conseguenza, il giudice del merito ha errato ad annullare l'avviso ai soci, dovendo invece sospendere il processo in attesa della definizione della controversia pregiudiziale.
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