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Accertamento — Anno 2023

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319 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Accertamento

Provvedimenti

Accertamento tributario: delega e presunzioni
Una società operante nel settore elettrico ha impugnato un accertamento tributario relativo a IRES, IVA e IRAP, contestando rilievi su presunte sovrafatturazioni e trasferimenti finanziari ingiustificati. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità della situazione legata a una procedura di concordato preventivo e a una richiesta di definizione agevolata, ha disposto il rinvio a pubblica udienza per approfondire la rilevanza di tali elementi sulla decisione finale e sulla validità della delega di firma dell'atto.
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Definizione agevolata: la Cassazione chiude la lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante accertamenti Irpef, Irap e Iva per l'anno 2006. La controversia verteva inizialmente sulla legittimità del raddoppio dei termini di decadenza per l'accertamento erariale. Tuttavia, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento delle somme dovute. Poiché l'Agenzia delle Entrate ha confermato il perfezionamento della procedura e non è intervenuto alcun diniego, la Corte ha sancito la fine del processo per cessata materia del contendere.
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Estinzione del giudizio tributario: guida ai termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione del giudizio tributario per mancata riassunzione non equivale a un giudicato di merito. Di conseguenza, non si applica la prescrizione decennale dell'actio iudicati, ma i termini di decadenza ordinari per la riscossione. Nel caso specifico, la cartella di pagamento è stata annullata perché notificata oltre il termine biennale previsto dalla legge dopo la definitività dell'atto impositivo.
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Utili extra-bilancio: la tassazione per i soci
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità degli avvisi di accertamento emessi nei confronti dei soci di una società a ristretta base partecipativa, basati sulla presunzione di distribuzione di utili extra-bilancio. I giudici hanno stabilito che il socio non ha interesse a impugnare i vizi di notifica relativi all'atto societario presupposto. Inoltre, è stato chiarito che per gli utili extra-bilancio non opera la riduzione della base imponibile prevista per i dividendi ordinari, in quanto si tratta di somme sottratte alla contabilità ufficiale e mai dichiarate.
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Accertamento tributario: validità firma e delega
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un accertamento tributario emesso contro un broker assicurativo per redditi non dichiarati superiori a 500.000 euro. Il contribuente contestava la legittimità della firma dell'atto, apposta da un funzionario non dirigente, e la mancata integrazione del contraddittorio con società collegate. La Suprema Corte ha stabilito che la delega a funzionari di terza area è pienamente valida ai sensi dell'art. 42 del d.P.R. 600/1973 e che, trattandosi di reddito d'impresa individuale occultato tramite strutture fittizie, non sussiste alcun obbligo di litisconsorzio necessario.
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TARSU: validità cartella senza accertamento
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla TARSU per gli anni 2005-2009, lamentando la mancata notifica del preventivo avviso di accertamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per la tassa rifiuti l'ente può procedere direttamente all'iscrizione a ruolo se i dati non sono variati rispetto all'anno precedente. La decisione chiarisce che l'invio di un invito al pagamento bonario è sufficiente a interrompere la prescrizione, rendendo legittima la successiva cartella esattoriale anche in assenza di un formale atto di accertamento preventivo.
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Motivazione atto impositivo: validità ed errori
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'errata indicazione di una norma di legge in un avviso di accertamento doganale non comporta la nullità dell'atto se i fatti sono chiaramente esposti. Nel caso in esame, un'azienda aveva contestato un recupero d'imposta basato su certificati EUR 1 irregolari, lamentando errori materiali nei riferimenti normativi. La Suprema Corte ha chiarito che la motivazione atto impositivo è valida se permette al contribuente di comprendere la pretesa e difendersi nel merito, come effettivamente avvenuto nella fattispecie.
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Indagini bancarie sui soci: la società risponde
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento basato su indagini bancarie condotte sui conti dei soci. La Cassazione ha confermato la legittimità dell'accertamento, stabilendo che in presenza di una ristretta compagine sociale scatta la presunzione di riferibilità dei movimenti dei soci alla società. Spetta al contribuente fornire la prova contraria analitica per evitare il recupero a tassazione.
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Litisconsorzio necessario e societa estinta
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio di una societa di persone avverso un avviso di accertamento per reddito di partecipazione. Il contribuente lamentava la violazione del litisconsorzio necessario tra societa e soci e vizi di delega nella firma dell'atto. La Corte ha chiarito che, in caso di societa estinta, il litisconsorzio necessario non opera piu poiche i debiti si trasferiscono direttamente ai soci. Inoltre, le contestazioni sulla firma devono essere tempestive e specifiche per obbligare l'Amministrazione alla prova della delega.
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Studi di settore: quando l’accertamento è legittimo
Una società e i suoi soci hanno impugnato avvisi di accertamento basati sugli studi di settore. La Cassazione ha stabilito che l'accertamento è legittimo se non si fonda solo su medie statistiche ma include un'analisi della realtà aziendale e un contraddittorio. La Corte ha confermato la gravità dello scostamento dei ricavi, ma ha accolto il ricorso di un socio per difetto di motivazione sulla validità della firma del funzionario.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento relativo a Ires, Irap e Iva per l'anno d'imposta 2008. Durante la pendenza del giudizio in Cassazione, la contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi del D.L. 119/2018, provvedendo al regolare versamento degli importi dovuti. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità della procedura, procedendo allo sgravio dei ruoli e dichiarando di non avere ulteriori pretese. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico della parte che le ha anticipate.
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Differenze inventariali: la prova per vincere il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società metalmeccanica l'omessa contabilizzazione di ricavi derivanti da differenze inventariali riscontrate in magazzino. La Commissione Tributaria Regionale aveva inizialmente annullato l'accertamento, ritenendo che uno scostamento dell'1% fosse fisiologico data la complessità del processo produttivo. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la presunzione di cessione non può essere superata con semplici allegazioni generiche sulla marginalità dei valori, ma richiede una prova rigorosa dell'effettivo impiego dei beni.
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Accertamenti bancari: la presunzione vale per tutti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento basato su indagini finanziarie. Il nucleo della controversia riguardava l'applicabilità del termine dilatorio di 60 giorni e l'estensione della presunzione di reddito ai versamenti bancari. La Corte ha stabilito che gli accertamenti bancari effettuati 'a tavolino' non richiedono il rispetto del termine di 60 giorni previsto per gli accessi in loco. Inoltre, è stato ribadito che la presunzione legale di maggior reddito derivante dai versamenti opera per la generalità dei contribuenti, indipendentemente dalla categoria reddituale di appartenenza, spostando l'onere della prova analitica sul soggetto accertato.
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Bonus qualitativi e IVA: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante il trattamento IVA dei bonus qualitativi erogati da una casa madre a una concessionaria. La controversia verteva sulla natura di tali premi: se considerabili corrispettivi per servizi (imponibili IVA) o sconti sul prezzo (esclusi IVA). La Corte ha stabilito che, qualora i bonus siano 'misti', ovvero subordinati sia a volumi di acquisto che a standard qualitativi funzionali alle vendite, essi rientrano nel regime degli sconti e abbuoni. Poiché la natura dei bonus era strettamente legata all'incremento delle vendite e non a prestazioni autonome, non sussiste l'obbligo di fatturazione IVA.
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Differenze inventariali: la prova per il magazzino
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una sentenza che aveva annullato un accertamento fiscale basato su differenze inventariali. La società contribuente sosteneva che una discrepanza dell'1% nel magazzino fosse fisiologica e dovuta alla complessità del processo produttivo. La Suprema Corte ha stabilito che, per superare la presunzione legale di cessione dei beni mancanti, non basta una generica allegazione di errore umano o modestia dei valori. Il contribuente deve fornire una prova contraria rigorosa, dimostrando l'effettivo impiego dei beni nella produzione attraverso un preciso procedimento logico-inferenziale, non potendosi limitare a richiamare la natura fisiologica delle perdite senza riscontri oggettivi.
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Responsabilità Amministratori: limiti debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ex amministratore di una società fallita contro una cartella di pagamento per omessi versamenti IRAP, IRES e IVA. Il cuore della decisione riguarda la Responsabilità Amministratori, che non può essere considerata automatica o solidale con quella della società. La Corte ha chiarito che, per i periodi d'imposta antecedenti al 2014, tale responsabilità era limitata alle sole imposte sui redditi e richiedeva obbligatoriamente la notifica di un atto di accertamento motivato preventivo alla cartella esattoriale.
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Sponsorizzazione: deducibilità e controlli fiscali
Una società agricola ha impugnato un accertamento fiscale riguardante costi di sponsorizzazione ritenuti sproporzionati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha disposto l'acquisizione dei fascicoli per verificare la tempestività dell'appello dell'Agenzia delle Entrate, passaggio fondamentale per la validità della procedura.
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Plusvalenza: vendita fabbricato fatiscente non tassata
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate riguardante la tassazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno con sovrastante fabbricato fatiscente. L'amministrazione sosteneva che l'operazione dovesse essere riqualificata come cessione di terreno edificabile, data la destinazione alla demolizione dell'immobile. Tuttavia, i giudici hanno confermato che la presenza di un edificio, seppur degradato, impedisce la tassazione come area edificabile, poiché il regime fiscale deve basarsi sullo stato oggettivo del bene al momento dell'atto e non sulle intenzioni future delle parti.
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Vincolo pertinenziale e tassazione plusvalenze
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso per la mancata dichiarazione di una plusvalenza immobiliare. La contribuente sosteneva che il locale venduto fosse una pertinenza dell'abitazione principale, ma non ha fornito prova del vincolo pertinenziale. I giudici hanno rilevato che l'immobile era situato a oltre 600 metri dall'abitazione e veniva utilizzato da una società terza, escludendo così il nesso funzionale e l'utilità oggettiva necessari per l'esenzione fiscale.
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Plusvalenza cessione azienda: limiti accertamento
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'accertamento con adesione sottoscritto dall'acquirente di un'azienda non può essere utilizzato come prova automatica per tassare la plusvalenza del venditore. Il fisco aveva cercato di recuperare l'IRES basandosi sul maggior valore concordato dall'acquirente ai fini dell'imposta di registro. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che tale accordo è inopponibile al venditore che non vi ha partecipato. Inoltre, per le imposte sui redditi, la plusvalenza deve basarsi sul corrispettivo effettivo e non sul valore di mercato accertato per altri tributi.
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