LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Accertamento Dell'Obbligo Del Terzo

24 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Procedimento giudiziario con cui, in un pignoramento presso terzi, si verifica se il terzo (es. un'amministrazione pubblica) è effettivamente debitore del debitore principale pignorato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento dell’obbligo del terzo: le prove non si riaprono
Un creditore avvia un pignoramento nei confronti di un'impresa ed esegue il blocco dei crediti che quest'ultima vanta verso un proprio cliente. In assenza della dichiarazione formale sull'importo dovuto, viene instaurato il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. I giudici di primo e secondo grado accertano l'esistenza di un debito del cliente per oltre trentunomila euro. Il cliente ricorre in Cassazione sostenendo di aver già saldato alcune fatture prima del pignoramento e contestando la ricostruzione probatoria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che nel giudizio di legittimità non si può richiedere un riesame delle prove se la motivazione dei giudici di merito è logica e completa. Il cliente perde la causa e viene condannato al pagamento del debito, delle spese legali e del doppio del contributo unificato.
Continua »
Accertamento dell’obbligo del terzo: no alla sospensione feriale
Un creditore avviava un pignoramento verso una società debitrice e citava una terza azienda per bloccare i relativi crediti. La terza società negava qualsiasi debito. Il creditore promuoveva quindi il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Sia il Tribunale sia la Corte d'Appello confermavano l'esistenza del debito verso il debitore principale. La terza società impugnava la decisione in Cassazione notificando il ricorso oltre i sei mesi ordinari, calcolando la pausa estiva di agosto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per tardività. Il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo richiede una rapida definizione per sbloccare l'esecuzione forzata collegata. La pausa feriale estiva non si applica a queste controversie e i termini per impugnare decorrono senza alcuna interruzione ad agosto.
Continua »
Accertamento Obbligo del Terzo: Errore Procedurale Costa Caro alla Creditrice
Una Creditrice ha avviato un pignoramento presso terzi per recuperare un credito dalla sua Debitore, sostenendo che quest'ultima avesse un rapporto di lavoro e crediti per stipendi non pagati con un Terzo, titolare di un panificio. Il Terzo ha negato l'esistenza del rapporto. Nonostante le nuove norme prevedessero un rito semplificato per l'accertamento obbligo del terzo, la Creditrice ha erroneamente intrapreso un giudizio ordinario. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo insufficienti le prove del rapporto di lavoro. La Cassazione ha confermato la sentenza d'Appello, rigettando il ricorso della Creditrice e sottolineando che non poteva lamentare un errore procedurale da lei stessa causato, poiché il giudizio ordinario aveva comunque garantito ampie difese.
Continua »
Passaggio in giudicato: il credito minore diventa definitivo in Cassazione
Un Creditore ha avviato un pignoramento presso terzi per recuperare un credito. Dopo due sentenze del Tribunale che accertavano l'entità del credito in misure diverse, la Corte d'Appello ha confermato l'importo minore della prima sentenza. Il Creditore ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la prima sentenza del Tribunale, non impugnata specificamente e senza riserva di appello, era passata in giudicato. Questo ha reso definitivo l'accertamento del credito in essa contenuto, impedendo ulteriori contestazioni. La Cassazione ha così confermato l'importo minore.
Continua »
Pagamento Errato in Esecuzione: L’Accertamento dell’Obbligo del Terzo e la Cassazione
Un Creditore ha avviato procedure di espropriazione forzata contro un Debitore, pignorando crediti che quest'ultimo vantava verso un Terzo Pignorato (un Ente Pubblico). L'Ente Pubblico ha effettuato un pagamento erroneo al Creditore in una delle procedure. Il Tribunale, accogliendo l'opposizione del Creditore, ha revocato le ordinanze del giudice dell'esecuzione, non considerando il pagamento erroneo nell'ambito dell'accertamento dell'obbligo del terzo e applicando erroneamente l'Art. 2917 c.c. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il pagamento erroneo non estingue il debito del debitore principale e deve essere considerato nell'accertamento dell'obbligo del terzo. La Cassazione ha rinviato la causa al Tribunale per un nuovo esame, ribadendo che il giudice dell'opposizione non può sostituirsi al giudice dell'esecuzione.
Continua »
Spese accertamento obbligo del terzo: valore richiesto vs. accertato
Un creditore ha avviato un'espropriazione forzata presso terzi per recuperare un debito. La società fiduciaria, terzo pignorato, ha dichiarato un credito parziale del debitore, scatenando una controversia sull'accertamento dell'obbligo del terzo. Il Tribunale ha calcolato le spese legali basandosi sull'importo inizialmente richiesto dal creditore (€854.000), anziché sull'importo effettivamente accertato (€208.069,81) relativo a una polizza unit linked. La Cassazione ha stabilito che, per la liquidazione delle spese nell'accertamento dell'obbligo del terzo, il valore della controversia deve corrispondere all'ammontare del credito effettivamente riconosciuto, non a quello domandato. Ha quindi cassato la sentenza e rinviato al Tribunale per un nuovo calcolo delle spese.
Continua »
Accertamento dell’obbligo del terzo: no alla sospensione estiva
Una creditrice avvia un pignoramento per recuperare l'assegno di separazione dall'ex coniuge. La donna pignora il credito che il marito vanta nei confronti del padre. Il genitore nega di avere debiti verso il figlio. La creditrice promuove il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Il tribunale dichiara l'esistenza del debito del padre verso il figlio e la Corte d'appello riconferma la decisione. Il padre impugna la sentenza in Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso per tardività. I giudici chiariscono che al giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo non si applica la sospensione feriale estiva, poiché rientra tra le controversie esecutive. Il ricorso tardivo comporta la condanna del terzo pignorato alle spese legali e al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Pignoramento presso terzi: limiti del credito ed esito del ricorso
Un creditore ha promosso un pignoramento presso terzi per recuperare somme dovute dal proprio debitore. Il terzo pignorato ha reso una dichiarazione positiva, riconoscendo il debito esistente. Il creditore ha contestato la misura delle somme dichiarate, pretendendo di includere anche crediti sorti successivamente alla dichiarazione iniziale. I giudici di merito hanno respinto la richiesta del creditore per difetto dei presupposti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del creditore per gravi carenze formali, mancata esposizione chiara dei motivi e violazione delle regole procedurali. Il creditore ha subito la condanna definitiva al pagamento delle spese legali a favore dei controricorrenti.
Continua »
Pignoramento presso terzi: dichiarazione positiva o negativa?
Un creditore ha avviato la procedura di pignoramento presso terzi per recuperare somme dovute dal debitore. Il terzo pignorato ha rilasciato una dichiarazione attestando la presenza di precedenti vincoli di importo superiore al debito azionato, senza chiarire la sorte di eventuali somme residue. Il creditore ha promosso il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo, ritenendo negativa la dichiarazione. I giudici di merito hanno rigettato l'istanza per difetto di interesse, qualificando la risposta come positiva. Il creditore ha proposto ricorso per cassazione evidenziando la natura negativa della comunicazione. La Suprema Corte ha rimesso la trattazione alla pubblica udienza per la rilevanza nomofilattica della questione.
Continua »
Dichiarazione del terzo pignorato: valida anche con altri vincoli
Un creditore ha avviato un pignoramento presso terzi. Il terzo pignorato ha dichiarato di possedere somme del debitore, segnalando però la presenza di precedenti pignoramenti di importo superiore. Ritenendo tale dichiarazione negativa, il creditore ha promosso un giudizio per l'accertamento dell'obbligo del terzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del creditore, stabilendo che la presenza di precedenti vincoli non rende negativa la dichiarazione del terzo pignorato, la quale rimane positiva in quanto attesta l'esistenza del credito. Di conseguenza, il creditore non aveva interesse ad avviare una causa autonoma, spettando invece al giudice dell'esecuzione gestire il concorso tra i vari creditori o disporre l'assegnazione dei crediti.
Continua »
Pignoramento presso terzi: vietato aggredire crediti altrui
Un subappaltatore, creditore di una società consortile, ha avviato un pignoramento presso terzi coinvolgendo un'azienda sanitaria e un'impresa appaltatrice. L'azienda sanitaria ha dichiarato di non dovere nulla alla società consortile, ma di avere un debito verso l'impresa appaltatrice. Il subappaltatore ha quindi promosso un giudizio per accertare l'obbligo del terzo, sostenendo che l'impresa appaltatrice fosse solidalmente responsabile dei debiti della consortile. La Corte di Cassazione ha chiarito che il pignoramento presso terzi può colpire solo i crediti del debitore principale. Non è possibile utilizzare questa procedura per aggredire crediti di soggetti diversi, anche se ritenuti co-obbligati, senza un autonomo titolo esecutivo contro di loro. La Suprema Corte ha così annullato senza rinvio le decisioni precedenti, accogliendo il ricorso dell'impresa appaltatrice.
Continua »
Pignoramento presso terzi: vietata la condanna del terzo
Un creditore avvia un pignoramento presso terzi per aggredire un credito vantato dal proprio debitore verso una società assicuratrice. Quest'ultima dichiara l'indisponibilità delle somme, dando avvio a un giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Nelle more, il creditore ottiene un pagamento parziale in un secondo procedimento. La Corte d'appello condanna la società al pagamento dell'intero importo originario, senza detrarre quanto già riscosso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società assicuratrice: il giudice dell'accertamento non può emettere una condanna diretta al pagamento, compito che spetta esclusivamente al giudice dell'esecuzione, e deve tenere conto dei pagamenti parziali già avvenuti. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Accertamento dell’obbligo del terzo: il fallimento blocca la causa
Una creditrice avviava un pignoramento presso terzi contro il proprio debitore, colpendo i crediti che quest'ultimo vantava verso una società. A causa del silenzio della società, iniziava un giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Durante la causa, la società terza pignorata veniva dichiarata fallita. La Corte di Cassazione ha stabilito che il fallimento del terzo pignorato rende improcedibile l'azione ordinaria. Infatti, ogni pretesa di credito verso un soggetto fallito deve essere accertata esclusivamente davanti al giudice delegato del fallimento. Di conseguenza, la Suprema Corte ha cassato la sentenza precedente e ha dichiarato l'improseguibilità del processo, compensando le spese tra le parti.
Continua »
Pignoramento presso terzi: i lavoratori vincono contro l’ente
Un gruppo di lavoratori, dopo aver ottenuto una sentenza di condanna per licenziamento illegittimo contro un'associazione, ha avviato un pignoramento presso terzi nei confronti di un ente pubblico, debitore dell'associazione stessa. L'ente pubblico ha reso una dichiarazione negativa, negando il proprio debito. I lavoratori hanno quindi promosso un giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. Il Tribunale ha accertato l'esistenza di un credito disponibile di oltre 333.000 euro e ha condannato l'ente pubblico al pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente pubblico, confermando che spetta alle parti, e non al giudice d'ufficio, produrre i documenti della fase sommaria inserendoli nei propri fascicoli. L'ente pubblico è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio.
Continua »
Accertamento dell’obbligo del terzo: la data certa batte i vizi
Un creditore ha ottenuto il sequestro conservativo dei crediti di un'appaltatrice verso un'azienda agricola committente, avviando il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo. L'azienda agricola ha eccepito la non esigibilità del debito per vizi dell'opera, richiamando una scrittura privata di riduzione del prezzo e la mancanza di collaudo. La Corte d'appello ha accolto la domanda del creditore, ritenendo la scrittura privata priva di data certa e quindi inopponibile. L'azienda agricola ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando il mancato esame del collaudo e sostenendo che tale punto fosse ormai definitivo. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che il creditore aveva regolarmente impugnato tutte le questioni in appello. Vince il creditore, con condanna dell'azienda agricola alle spese.
Continua »
Pignoramento presso terzi: conto vuoto ma crediti futuri salvi
Il Condominio, creditore di un condomino, ha avviato un pignoramento presso terzi sul conto corrente di quest'ultimo presso Poste Italiane. Al momento della notifica dell'atto il saldo era di soli 1,55 euro, ma successivamente, prima della dichiarazione del terzo, sono affluiti oltre 21.000 euro. I giudici di merito avevano limitato il pignoramento alla somma iniziale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Condominio, stabilendo che il pignoramento presso terzi si estende anche alle somme depositate sul conto corrente dopo la notifica dell'atto, purché pervenute prima della dichiarazione del terzo o della sentenza di accertamento. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Pignoramento presso terzi: i limiti invalicabili della somma
Una banca, creditrice verso un professionista, ha avviato un pignoramento presso terzi notificando l'atto all'associazione professionale di cui il debitore faceva parte. L'associazione ha negato il debito, sostenendo che i crediti erano stati ceduti. La banca ha quindi promosso un giudizio per accertare l'obbligo del terzo. I giudici di merito hanno stabilito che l'associazione doveva al debitore almeno la somma pignorata (circa 44.000 euro), rifiutando di accertare l'esistenza di un debito maggiore (oltre 412.000 euro) richiesto dalla banca. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, confermando che il giudizio di accertamento è limitato alla somma indicata nell'atto di pignoramento, aumentata della metà. Per estendere il vincolo a somme superiori, il creditore avrebbe dovuto notificare una formale estensione del pignoramento.
Continua »
Accertamento obbligo del terzo: errore di mira, pignoramento nullo
Una società creditrice avvia un pignoramento contro uno Stato debitore, rivolgendosi a una banca. Inizialmente, la richiesta si concentra solo su presunte partecipazioni azionarie. Quando la banca nega, il creditore avvia la procedura di accertamento dell'obbligo del terzo. Solo in seguito, cerca di estendere la pretesa ai conti correnti scoperti durante la causa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'oggetto del pignoramento deve essere definito con precisione fin dall'inizio. Non è possibile ampliare il campo della richiesta in un secondo momento. La mancanza di specificità iniziale ha reso l'azione inefficace, portando alla sconfitta della società creditrice.
Continua »
Confessione Verbale e Pignoramento: Obbligo del Terzo Accertato
Un creditore avvia un pignoramento verso un suo debitore, cercando di recuperare le somme da un terzo che doveva al debitore dei canoni di affitto d'azienda. Il terzo nega il debito. La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'accertamento dell'obbligo del terzo è sufficiente la prova basata su una confessione del debito fatta fuori dal processo e riportata da un testimone. La Corte ha chiarito che il giudice può fondare la sua decisione esclusivamente su questa prova, liberamente apprezzata, anche in assenza di documenti scritti. Di conseguenza, il ricorso del terzo è stato respinto, confermando la sua posizione debitoria.
Continua »
Giudicato interno: limiti alla nullità d’ufficio
Una banca ha avviato un giudizio per accertare il credito di un professionista verso un ente pubblico. In primo grado, l'ente ha eccepito la nullità dei contratti per mancanza di forma scritta, ma il tribunale ha comunque accertato l'esistenza del debito. In appello, la Corte territoriale ha rilevato d'ufficio la nullità contrattuale, dichiarando inesistente il credito. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che si era formato il giudicato interno sulla validità dei contratti: poiché l'ente non aveva impugnato specificamente il rigetto implicito della sua eccezione di nullità in primo grado, la questione non poteva più essere sollevata o rilevata d'ufficio nei gradi successivi.
Continua »