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Abitualità Dell'Attività Professionale

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La caratteristica di un'attività svolta in modo continuativo e organizzato, non occasionale, che fa sorgere l'obbligo di iscrizione a un ente previdenziale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso non Esclude l’INPS
Un Avvocato, iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, è stato iscritto d'ufficio dall'INPS alla Gestione Separata per il 2011. La Corte d'Appello aveva annullato la richiesta di contributi, ritenendo l'attività occasionale per il reddito inferiore a 5.000 euro. L'INPS ha presentato ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti deriva dall'esercizio *abituale* dell'attività, non dal superamento della soglia di 5.000 euro, che è rilevante solo per il lavoro autonomo *occasionale*. La causa è rinviata alla Corte d'Appello per accertare la natura abituale dell'attività.
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INPS vs. Professionista: La Cassazione chiarisce l’Abitualità attività professionale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando l'annullamento di un avviso di pagamento per contributi alla Gestione Separata. Il caso riguardava un avvocato con redditi professionali inferiori a 5.000 euro. La Cassazione ha ribadito che l'INPS ha l'onere di dimostrare l'abitualità attività professionale per richiedere i contributi. Inoltre, ha confermato la prescrizione del credito INPS, poiché l'atto interruttivo era stato notificato tardivamente. La sentenza chiarisce i criteri per l'accertamento dell'abitualità e i termini di prescrizione.
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Obbligo contributivo gestione separata: reddito basso non basta all’INPS
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che l'obbligo contributivo gestione separata per i professionisti non scatta automaticamente se il reddito annuo è inferiore a 5.000 euro. Nel caso specifico, una avvocata con redditi sotto soglia non era tenuta a versare i contributi. La Corte ha ribadito che l'INPS deve dimostrare l'abitualità dell'attività professionale, non potendo desumerla solo dall'ammontare del reddito. La soglia di 5.000 euro non costituisce un'esenzione automatica, ma un indizio da valutare con altri elementi.
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Obbligo contributivo Gestione Separata: esente l’Avvocato con reddito minimo
La Corte di Cassazione ha confermato che un Avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, non deve versare l'Obbligo contributivo Gestione Separata INPS se il suo reddito professionale è inferiore alla soglia di 5.000 euro e l'attività non è abituale. Nel caso specifico, l'Avvocato aveva dichiarato un reddito di 2.065 euro. L'Ente Previdenziale non ha dimostrato l'abitualità dell'attività. La sentenza ribadisce che il reddito esiguo è un indizio di occasionalità, ma l'abitualità va accertata in concreto.
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Obbligo contributivo gestione separata: INPS sconfitto sul reddito minimo
L'INPS ha impugnato una sentenza che esentava un avvocato dal versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS, per redditi inferiori a 5.000 euro, sostenendo l'occasionalità dell'attività. L'avvocato versava già contributi alla sua cassa professionale (Inarcassa). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che l'obbligo contributivo gestione separata sussiste per l'attività professionale abituale, anche se non esclusiva e con redditi bassi, purché non già interamente coperta da altra cassa. L'INPS non ha dimostrato che l'attività dell'avvocato fosse occasionale. Il professionista ha vinto la causa.
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