\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Valore in dogana delle royalties: dazi dovuti anche sui marchi

L’Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore di importazione di merci di un noto marchio di moda, ritenendo che il valore in dogana delle royalties pagate alla società licenziataria lussemburghese dovesse essere sommato al prezzo di acquisto pagato ai produttori extra-UE. L’importatore ha impugnato gli avvisi di accertamento, sostenendo che le royalties non costituissero una condizione di vendita della merce. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i diritti di licenza vanno inclusi nel valore imponibile se il licenziante esercita un controllo di fatto sul produttore e se il pagamento è essenziale per la vendita. Di conseguenza, l’importatore deve pagare i maggiori dazi doganali e le spese processuali.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 16131 Anno 2023
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 14 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Il valore in dogana delle royalties nei contratti di licenza

L’importazione di merci nel territorio dell’Unione Europea richiede la corretta dichiarazione del loro valore economico reale. Molte aziende utilizzano contratti di licenza per produrre all’estero beni contrassegnati da marchi prestigiosi. In questo contesto, è necessario stabilire se il valore in dogana delle royalties debba essere sommato al prezzo pagato al produttore estero. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema con una recente sentenza. I giudici hanno chiarito le condizioni specifiche che impongono l’inclusione dei diritti di licenza nella base imponibile doganale. Questa decisione ha un impatto significativo per tutte le imprese che importano merci con marchi registrati.

Il caso concreto dell’importazione dei beni di lusso

La vicenda nasce dall’attività di controllo dell’Agenzia delle Dogane su numerose importazioni di prodotti di moda. L’importatore italiano acquistava i beni da produttori situati fuori dall’Unione Europea. Il prezzo dichiarato in dogana corrispondeva unicamente al costo di fabbricazione della merce. Tuttavia, l’importatore pagava anche dei diritti di licenza a una società collegata con sede in Lussemburgo, titolare del marchio. L’amministrazione doganale ha emesso diversi avvisi di rettifica per recuperare i maggiori dazi dovuti. Secondo l’ufficio, l’importatore doveva sommare le royalties al prezzo di transazione (il prezzo effettivo della merce) perché il pagamento era una condizione essenziale per la vendita stessa.

Quando scatta l’obbligo di integrare il valore in dogana delle royalties

La normativa europea stabilisce regole precise per determinare il valore imponibile delle merci importate. I diritti di licenza devono essere aggiunti al prezzo delle merci solo se si verificano tre condizioni cumulative. Innanzitutto, i corrispettivi non devono essere già inclusi nel prezzo pagato. In secondo luogo, i pagamenti devono riferirsi specificamente alle merci da valutare. Infine, l’acquirente deve versare tali somme come condizione di vendita dei beni. Per comprendere se il pagamento sia una condizione di vendita, occorre verificare l’esistenza di un legame tra il produttore e il titolare del marchio. Se il titolare del marchio esercita un potere di controllo sul produttore, il valore in dogana delle royalties deve essere integrato.

Le motivazioni della Cassazione sul controllo del licenziante

Le motivazioni della Cassazione sul controllo del licenziante si fondano sull’analisi dettagliata dei contratti in essere tra le parti. I giudici hanno accertato che la società lussemburghese e l’importatore italiano appartenevano allo stesso gruppo societario. Questa struttura societaria garantiva un controllo totale sulla catena di fornitura. Inoltre, le clausole contrattuali permettevano al licenziante di approvare i nominativi dei produttori e di intervenire sulla logistica e sui prezzi di vendita. Questa situazione configura una produzione sotto dettatura. Il produttore estero non avrebbe mai venduto la merce senza il consenso del titolare del marchio e senza il pagamento delle royalties. Di conseguenza, il pagamento dei diritti di licenza costituiva una vera e propria condizione di vendita.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso e i dazi dovuti

Le conclusioni sul rigetto del ricorso e i dazi dovuti confermano la legittimità dell’operato dell’Agenzia delle Dogane. La Suprema Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso presentati dall’importatore. I giudici hanno confermato che l’importatore deve pagare i maggiori dazi doganali calcolati sull’intero valore economico dei beni, comprensivo delle royalties. La decisione ribadisce che il valore dichiarato in dogana deve riflettere la realtà economica dell’operazione commerciale. L’importatore deve farsi carico anche delle spese del giudizio di legittimità. Questa pronuncia rappresenta un importante precedente per il settore del commercio internazionale e della moda.

Quando le royalties devono essere incluse nel valore doganale della merce?
I diritti di licenza vanno sommati al prezzo della merce se non sono già inclusi, se si riferiscono direttamente ai beni importati e se il loro pagamento costituisce una condizione essenziale per la vendita.

Cosa si intende per potere di controllo del licenziante sul produttore?
Si tratta della capacità del titolare del marchio di influenzare le scelte del produttore, ad esempio approvando i fornitori, definendo le specifiche tecniche o stabilendo i prezzi di vendita.

L’importatore può evitare il pagamento dei dazi sulle royalties se le paga a una società terza?
No, se la società terza appartiene allo stesso gruppo societario e controlla indirettamente la produzione, il pagamento è considerato una condizione di vendita e i dazi sono comunque dovuti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati