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Procedura Civile

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Estinzione del consorzio: conseguenze processuali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente in liquidazione, sottolineando che l'estinzione del consorzio accertata giudizialmente priva il soggetto della capacità di stare in giudizio con effetto retroattivo. Il caso analizza inoltre la carenza di specificità dei motivi di appello e la conseguente condanna alle spese del rappresentante legale persona fisica.
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Ricorso per cassazione inammissibile e doppia conforme
La Suprema Corte ha dichiarato un ricorso per cassazione inammissibile in una controversia riguardante il pagamento di forniture zootecniche. La decisione sottolinea come, in presenza di una doppia conforme, non sia possibile richiedere un riesame dei fatti o contestare scelte istruttorie riservate al giudice di merito.
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Onere della prova indebito e rimborsi amministratore
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'onere della prova indebito in relazione ai rimborsi spese percepiti dall'amministratore di una società. Il provvedimento chiarisce che, se le causali dei bonifici sono generiche e prive di documentazione, la società assolve al proprio onere probatorio dimostrando l'assenza di titolo, spostando sul percipiente il dovere di provare il diritto alla somma. La sentenza è stata cassata con rinvio per una contraddizione contabile riguardante le somme attribuite all'annualità 2010.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e regole
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per l'impugnazione estratto di ruolo e i limiti dello stralcio dei debiti sotto i mille euro. Nel caso esaminato, un contribuente contestava carichi previdenziali superiori alla soglia di legge. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che l'estratto di ruolo non è direttamente impugnabile salvo prova di uno specifico pregiudizio concreto, come previsto dalle riforme legislative recenti.
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Prescrizione contributi consortili: termine decennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4675/2026, ha stabilito che la prescrizione contributi consortili segue il termine ordinario decennale. Contrariamente a quanto ipotizzato in precedenza, tali oneri non sono considerati prestazioni periodiche poiché il loro ammontare non è predeterminato ma dipende dall'approvazione annuale del bilancio. La Suprema Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato la prescrizione quinquennale, ripristinando il principio della stabilità dei crediti consortili nel tempo.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza proposto da una società in liquidazione. Il caso nasce da un'ordinanza del Tribunale che, a causa di una clausola di arbitrato irrituale, aveva dichiarato la propria incompetenza senza però liquidare le spese legali. La Suprema Corte chiarisce che, per contestare la decisione sulle spese o la natura stessa della pronuncia, il rimedio corretto non è il regolamento speciale, ma l'appello ordinario.
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Scissione societaria e revocatoria: chi decide?
La Suprema Corte ha affrontato il tema della competenza giurisdizionale in merito a una scissione societaria e revocatoria ordinaria. Una società creditrice ha impugnato l'atto con cui la sua debitrice ha trasferito il patrimonio immobiliare a un'altra entità. Dopo un iniziale conflitto di competenza tra tribunali ordinari, la Cassazione ha stabilito che tali cause spettano alle Sezioni Specializzate in materia di Impresa, in quanto l'atto di scissione incide direttamente sull'organizzazione societaria.
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Definizione agevolata contributi: rinvio Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa riguardante cartelle esattoriali per omessi contributi INPS. Il contribuente ha infatti richiesto di aderire alla definizione agevolata contributi prevista dalla Legge di Bilancio 2026. La Corte deve ora attendere la conferma del perfezionamento della procedura amministrativa prima di dichiarare l'eventuale estinzione del giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'impugnazione estratto di ruolo presentata da una società che contestava la notifica di cartelle esattoriali e avvisi di addebito. La decisione si basa sulla mancanza di un interesse ad agire concreto, come previsto dalle recenti riforme legislative che limitano la possibilità di contestare il solo estratto di ruolo se non in presenza di specifici pregiudizi normativamente individuati.
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Azione revocatoria ordinaria: prova e presupposti
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una vendita di diritti su impianti fotovoltaici finalizzata a sottrarre beni alla riscossione fiscale. Attraverso l'azione revocatoria ordinaria, il creditore può annullare atti che mutano qualitativamente il patrimonio del debitore, rendendo più difficile il recupero del credito. La sentenza sottolinea l'importanza della presunzione di conoscenza del debito fiscale e del legame tra le parti coinvolte.
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Giurisdizione concessioni autostradali: le regole
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini della giurisdizione concessioni autostradali in un caso di contrasto tra un gestore e il Ministero. La decisione stabilisce che, per le liti relative alla fase esecutiva del rapporto e al rimborso degli investimenti, la competenza spetta al giudice ordinario, trattandosi di un rapporto paritetico e non dell'esercizio di poteri autoritativi.
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Azione revocatoria ordinaria: cessione del credito
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria ordinaria promossa da un istituto bancario contro la cessione di un credito risarcitorio effettuata da una debitrice a favore di una congiunta. La decisione sottolinea l'insufficienza di una semplice ricognizione di debito per giustificare la natura solutoria dell'atto e l'irrilevanza della solvibilità di altri coobbligati.
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Assegni familiari: guida alla legittimazione passiva
La Corte di Cassazione ha chiarito che, in tema di assegni familiari, non sussiste un litisconsorzio necessario tra datore di lavoro e INPS. Se il datore ha già provveduto al conguaglio totale delle somme con l'istituto previdenziale, egli resta l'unico soggetto passivamente legittimato. In tale scenario, la rinuncia all'azione verso il datore comporta il rigetto della domanda contro l'INPS.
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Improcedibilità ricorso cassazione: regole di deposito
La Suprema Corte ha stabilito l'improcedibilità ricorso cassazione promosso da un ente pubblico per difetto di prova documentale. Il ricorrente ha omesso di depositare la copia completa del messaggio PEC di notifica della sentenza impugnata, rendendo impossibile verificare il rispetto dei termini brevi per l'impugnazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della ammissibilità dell'impugnazione estratto di ruolo. Un contribuente aveva contestato debiti previdenziali scoperti tramite estratto, ma la Corte ha dichiarato l'azione inammissibile per difetto di interesse ad agire, applicando le restrizioni legislative che richiedono un pregiudizio concreto e specifico per poter agire in giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione e spese di lite
La Suprema Corte analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso per cassazione in una controversia tra una lavoratrice e una cooperativa. Sebbene la rinuncia determini l'estinzione del giudizio, la parte rinunciante è tenuta al pagamento delle spese legali in assenza di accettazione della controparte. La Corte chiarisce inoltre che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Cessione ramo d’azienda: debiti e responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un istituto bancario che pretendeva la responsabilità solidale di una società beneficiaria per un debito non iscritto nei libri contabili obbligatori. Nel caso di cessione ramo d'azienda, la responsabilità dell'acquirente è limitata ai debiti che risultano formalmente dalle scritture contabili, specialmente quando il perimetro del ramo trasferito è chiaramente definito in un atto pubblico.
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Spese processuali: criteri di liquidazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso riguardante la liquidazione delle spese processuali in un contenzioso locatizio. I ricorrenti contestavano l'omessa pronuncia sulle spese di un subprocedimento cautelare e la genericità della somma liquidata per più parti. La Suprema Corte ha chiarito che le spese della fase cautelare sono assorbite nel merito e che ogni contestazione sull'entità dei compensi deve essere specifica, pena l'inammissibilità.
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Improcedibilità ricorso cassazione: manca la relata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità ricorso cassazione in un caso relativo a controversie bancarie su saldi di conto corrente e mutui. Nonostante i ricorrenti avessero dichiarato l'avvenuta notifica della sentenza, non hanno depositato la prova di tale notifica, violando gli oneri formali previsti dal codice di procedura civile.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i requisiti
La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità ricorso cassazione presentato da un privato contro un istituto di credito. Il provvedimento sottolinea come la mancanza di un'esposizione sommaria dei fatti e l'assenza di una critica specifica alla sentenza d'appello rendano il ricorso nullo, precludendo l'esame nel merito delle contestazioni su tassi usurari e commissioni bancarie.
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