La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per presunta tardività. Il cuore della questione riguarda il calcolo della sospensione feriale applicata al termine lungo per l'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che, se il termine scade durante il periodo di pausa estiva o in un giorno festivo, la scadenza deve essere ricalcolata includendo i giorni di sospensione previsti dalla legge (all'epoca 46 giorni) e slittando al primo giorno feriale utile. Nel caso analizzato, la notifica effettuata di lunedì, dopo il weekend di Ognissanti, è stata considerata tempestiva.
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