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Procedura Civile

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Permesso di soggiorno assistenza minori: stop inerzia
Il Tribunale di Bari ha accolto un ricorso d'urgenza riguardante il permesso di soggiorno assistenza minori, ordinando alla Questura di concludere il procedimento amministrativo entro 30 giorni. La ricorrente, nonostante un'autorizzazione giudiziaria, ha subito ritardi ingiustificati e un errore materiale nei dati del titolo. Il giudice ha ravvisato la violazione del diritto a una risposta tempestiva, sottolineando che l'inerzia burocratica non può ledere il diritto alla vita familiare e alla cura dei nipoti minori.
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Riserva Servizio Civile: limiti nelle assunzioni docenti
Il Tribunale ha rigettato il ricorso d'urgenza di una docente che rivendicava l'immediata immissione in ruolo basandosi sulla Riserva Servizio Civile del 15%. Il Giudice ha stabilito che, nonostante il diritto alla quota riservata, l'assunzione deve seguire l'ordine cronologico delle fasi di reclutamento previste dalla normativa, escludendo il pericolo di danno irreparabile.
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Provvigione mediatore immobiliare: quando si deve pagare
Il Tribunale ha rigettato l'opposizione contro un decreto ingiuntivo riguardante la provvigione mediatore immobiliare. La decisione stabilisce che il compenso è dovuto non appena si perfeziona il vincolo giuridico tra le parti tramite l'accettazione della proposta d'acquisto, indipendentemente dal successivo rogito, se non è presente una specifica condizione sospensiva legata al mutuo.
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Contratto scritto sanità: obbligo per pagamenti
Il Tribunale ha revocato un decreto ingiuntivo da oltre 500.000 euro emesso contro un ente pubblico per prestazioni psichiatriche. La decisione si fonda sulla mancanza di un contratto scritto sanità, requisito essenziale per la validità dei rapporti negoziali con la Pubblica Amministrazione.
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Equa riparazione Pinto: rimborsi per ritardi
La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto all'equa riparazione Pinto a un creditore coinvolto in una procedura fallimentare durata oltre nove anni. Il tribunale ha stabilito che il termine ragionevole per tali procedure è di sei anni e che il calcolo del ritardo decorre dalla data di deposito della domanda di ammissione al passivo.
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Revoca mandato professionale: la giusta causa
La Corte d'Appello ha annullato la condanna di un cliente al pagamento di oltre centomila euro, stabilendo che la revoca mandato professionale è legittima in presenza di gravi inadempimenti. Nel caso specifico, la società mandataria non aveva garantito la copertura assicurativa pattuita e non aveva sostituito il legale di riferimento dopo le sue dimissioni, compromettendo irrimediabilmente il rapporto fiduciario.
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Opposizione decreto ingiuntivo bollette: la guida
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di un'opposizione decreto ingiuntivo bollette relativa a forniture elettriche. Le fatture dettagliate sono state considerate prova idonea del credito, mentre la contestazione del cliente sul funzionamento del contatore è stata ritenuta troppo generica per giustificare una perizia tecnica.
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Responsabilità professionale ingegnere e verifica sito
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato la sentenza di primo grado che ha sancito la responsabilità professionale ingegnere per errori nella progettazione di un porto turistico. Il professionista è stato condannato per non aver rilevato la presenza di condotte sottomarine preesistenti, nonostante il lungo lasso di tempo tra il progetto generale e quello esecutivo. La Corte ha stabilito che la redazione di un progetto stralcio non esonera il tecnico dall'obbligo di effettuare verifiche concrete sul campo.
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Corrispettivo appalto: determinazione del prezzo
La Corte d'Appello di Napoli ha affrontato il caso della determinazione del corrispettivo appalto in assenza di un contratto scritto o di un accordo preventivo sul prezzo. A seguito di un rinvio dalla Cassazione, il giudice ha stabilito che, provata l'esecuzione delle opere, è possibile procedere a una valutazione prudenziale del credito applicando una riduzione forfettaria alla fattura dell'appaltatore, tenendo conto dei materiali forniti dal committente.
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Domanda nuova in appello: limiti e inammissibilità
La Corte d'Appello di Napoli ha confermato l'inammissibilità di una domanda nuova in appello relativa alla restituzione di somme per indebito oggettivo. Il caso riguardava l'opposizione a una cartella esattoriale derivante da una fideiussione bancaria. La Corte ha stabilito che introdurre nuovi fatti storici e titoli giuridici diversi dal primo grado altera l'oggetto del giudizio, violando il principio del doppio grado di giurisdizione e i limiti dell'art. 345 c.p.c.
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Responsabilità custode caso fortuito: slip su gradini
Un cittadino ha citato in giudizio il Comune e un Condominio dopo essere scivolato sui gradini di una storica galleria a causa di una sostanza scivolosa, impattando contro un'impalcatura. La Corte d'Appello ha confermato che la responsabilità custode caso fortuito opera come esimente per l'amministrazione quando l'alterazione del suolo è imprevedibile, estemporanea e causata da terzi in un orario che impedisce un controllo immediato.
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Usucapione box auto: quando è detenzione
La Corte d'Appello di Napoli ha rigettato la richiesta di usucapione box auto avanzata dagli eredi di un socio di una cooperativa edilizia fallita. La Corte ha stabilito che la consegna del bene avvenuta in forza di un contratto preliminare configura una detenzione qualificata e non un possesso utile per l'usucapione, mancando la prova di un atto formale di interversione del possesso.
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Risarcimento danno morale: la guida completa
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado riconoscendo il risarcimento danno morale a un giovane rimasto gravemente ferito in un incidente. Nonostante il Tribunale avesse inizialmente negato tale voce di danno, i giudici d'appello hanno stabilito che una grave invalidità permanente del 39% fa presumere una sofferenza interiore meritevole di ristoro autonomo rispetto al danno biologico.
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Revocazione sentenza: guida ai termini di decadenza
La Corte d'Appello di Napoli ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione sentenza poiché proposto oltre il termine di decadenza annuale previsto dall'art. 327 c.p.c. La decisione ribadisce che, per i giudizi instaurati prima della riforma del 2009, il termine per impugnare resta quello di un anno, la cui inosservanza preclude l'esame del merito del ricorso.
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Lavoro straordinario non provato: sanzione annullata
La Corte d'Appello ha annullato una sanzione amministrativa di oltre 2.000 euro inflitta a una società per presunte irregolarità nel Libro Unico del Lavoro e superamento dei limiti di orario. Il caso è stato risolto accertando che si trattava di lavoro straordinario non provato. Nonostante le contestazioni dell'ispettorato basate su testimonianze dei lavoratori, i giudici hanno rilevato che le dichiarazioni erano generiche e contrastanti, rendendo la pretesa sanzionatoria infondata.
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Ripetizione di indebito bancario: prova ed estratti
La Corte d'Appello ha esaminato un caso di ripetizione di indebito bancario riguardante interessi e costi illegittimi. Sebbene sia stata accertata la chiusura del conto, la domanda di rimborso è stata rigettata perché il correntista non ha prodotto la sequenza completa degli estratti conto fino alla data di estinzione del rapporto, rendendo incerto il saldo finale.
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Interessi moratori 231/2002: decorrenza e termine
La Corte d'Appello di Napoli chiarisce che gli interessi moratori 231/2002 sono dovuti fino alla data dell'effettivo accredito delle somme al creditore. Un pagamento disposto su un IBAN errato e successivamente stornato dall'ente debitore non ha valore liberatorio, obbligando quest'ultimo al pagamento degli interessi maturati per l'intero periodo di ritardo, fino al nuovo saldo avvenuto anni dopo.
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Nullità fideiussione antitrust: la prova dell’intesa
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto della domanda di nullità fideiussione antitrust per contratti stipulati tra il 2011 e il 2018. Il provvedimento della Banca d'Italia del 2005 non costituisce prova automatica per i contratti firmati anni dopo; spetta agli attori provare la persistenza di un'intesa illecita.
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Rendiconto di gestione: obblighi tra comproprietari
La Corte d'Appello di Napoli ha affrontato un complesso caso di rendiconto di gestione relativo a immobili gestiti da alcuni comproprietari senza il coinvolgimento degli altri. Il provvedimento chiarisce l'obbligo di rendicontazione dei frutti civili e l'applicazione dell'articolo 1102 c.c., stabilendo che chi amministra in via esclusiva è tenuto a versare agli altri le quote spettanti, previa compensazione di eventuali debiti e crediti reciproci.
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Risarcimento danni immobili e responsabilità edilizia
La Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado in merito a una controversia per risarcimento danni immobili derivanti da lesioni strutturali. La disputa riguardava interventi di ristrutturazione eseguiti su edifici confinanti che avevano compromesso la stabilità dei fabbricati. I giudici hanno confermato la necessità di eseguire opere di consolidamento fondale basandosi sulle risultanze della consulenza tecnica d'ufficio, rigettando le lamentele sulla natura dinamica dei danni e confermando la responsabilità dei soggetti coinvolti.
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