Responsabilità custode caso fortuito: il caso della caduta in galleria
Analizziamo una recente sentenza della Corte d’Appello riguardante la responsabilità custode caso fortuito in relazione a infortuni avvenuti su suolo pubblico. La questione centrale riguarda il limite del dovere di vigilanza degli enti pubblici quando il pericolo è creato da terzi in orari notturni.
I fatti: la caduta notturna sui gradini della galleria
Il caso trae origine da un incidente occorso a un pedone che, mentre percorreva i gradini di uscita di una nota galleria cittadina poco dopo la mezzanotte di un venerdì, scivolava a causa di una sostanza viscida presente sui gradini. Nella caduta, il soggetto urtava violentemente contro un’impalcatura metallica installata per lavori di ristrutturazione, riportando gravi fratture al braccio.
Il danneggiato citava in giudizio il Comune, il Condominio e l’impresa edile, sostenendo la loro responsabilità per omessa custodia e manutenzione della pavimentazione e per la pericolosità del cantiere. Il tribunale di primo grado rigettava la domanda, decisione poi impugnata dinanzi alla Corte d’Appello.
La decisione della Corte sulla responsabilità custode caso fortuito
La Corte d’Appello ha confermato integralmente il rigetto della domanda risarcitoria. Il punto cardine della decisione riguarda l’applicazione dell’art. 2051 c.c. Secondo i giudici, sebbene il custode (il Comune) risponda oggettivamente dei danni causati dalla cosa, tale responsabilità viene meno in presenza del caso fortuito.
In questo contesto, la sostanza scivolosa è stata considerata un’alterazione estemporanea e imprevedibile. Trattandosi di un luogo ad altissima frequentazione e di un evento accaduto in piena notte, non era ragionevolmente esigibile un controllo così costante da permettere la rimozione immediata di una macchia lasciata, presumibilmente, da un passante poco prima del sinistro.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura della ‘cosa inerte’. Per gradini o pavimentazioni che non presentano difetti strutturali, il danneggiato deve provare che la cosa avesse una pericolosità intrinseca. Nel caso specifico, la pavimentazione era integra ma ‘sporcata’ da un fattore esterno.
I giudici hanno chiarito che la responsabilità custode caso fortuito si configura quando il fattore di pericolo è:
- Estraneo alla struttura della cosa;
- Estemporaneo e creato da terzi;
- Non conoscibile né eliminabile con l’ordinaria diligenza del custode prima che accada l’incidente.
L’ora tarda (00:15) e il giorno della settimana (venerdì sera, momento di movida) rendono oggettivamente impossibile per l’amministrazione garantire la pulizia in tempo reale di ogni singola porzione di suolo pubblico.
Le conclusioni
Le conclusioni della Corte sottolineano inoltre che il danneggiato, risiedendo nelle vicinanze e conoscendo i luoghi, avrebbe dovuto adottare una condotta più prudente. La prevedibilità della natura scivolosa del marmo e l’alta frequentazione del luogo avrebbero dovuto suggerire maggiore cautela.
Infine, l’impalcatura è stata giudicata una ‘mera occasione’ del danno e non una causa, in quanto regolarmente installata e protetta da recinzioni che non presentavano profili di pericolosità autonoma. L’appello è stato quindi rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali a favore di tutte le controparti costituite.
Quando il Comune è esonerato dalla responsabilità per una caduta su una macchia d’olio?
Il Comune è esonerato se dimostra il caso fortuito, ovvero che la macchia è stata lasciata da terzi poco prima dell’incidente, rendendo impossibile un intervento di pulizia tempestivo data la vastità del territorio o l’orario notturno.
Cosa deve provare chi cade su un gradino pubblico per avere il risarcimento?
Deve provare l’esistenza del danno e il nesso di causalità tra la cosa in custodia e l’evento, ma la richiesta può essere respinta se il custode prova che il pericolo era imprevedibile o causato dalla disattenzione del pedone.
Un’impalcatura regolarmente installata può essere causa di responsabilità per una caduta?
No, se l’impalcatura non presenta sporgenze pericolose non segnalate ed è solo il punto contro cui il soggetto urta dopo essere scivolato per altre cause, essa è considerata una semplice occasione dell’evento e non la causa giuridica del danno.