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Legge n. 92 del 2012

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145 provvedimenti

Retribuzione ferie: calcolo e indennità variabili
Con l'ordinanza n. 5198/2024, la Corte di Cassazione ha confermato che nel calcolo della retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, ma erogate in modo continuativo e collegate alla mansione. Escluderle, infatti, creerebbe un disincentivo economico per il lavoratore a godere delle ferie, violando così il diritto europeo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti contro i suoi dipendenti, allineandosi alla consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea.
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Licenziamento collettivo: limiti geografici e scelta
Una società ha effettuato un licenziamento collettivo considerando solo i dipendenti di una sede specifica. I tribunali hanno dichiarato il licenziamento illegittimo, poiché l'azienda non ha giustificato la mancata inclusione di personale con professionalità simili di altre sedi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che nel licenziamento collettivo, la platea dei lavoratori non può essere limitata geograficamente senza valide e oggettive ragioni tecnico-produttive, confermando la reintegra del lavoratore.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità variabili, come quelle per attività di scorta e riserva. La decisione si fonda sull'interpretazione della direttiva europea 2003/88/CE, che mira a garantire al lavoratore una retribuzione durante le ferie paragonabile a quella ordinaria, per non disincentivare il godimento del riposo. La Corte ha stabilito che qualsiasi importo pecuniario collegato all'esecuzione delle mansioni e allo status del lavoratore rientra in questa nozione onnicomprensiva di retribuzione.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve comprendere anche le indennità variabili, come quelle per attività di scorta e riserva, se intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa. La decisione, basata sulla direttiva UE 2003/88/CE, mira a garantire che la paga durante le vacanze sia paragonabile a quella ordinaria, per non scoraggiare i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. Un'azienda di trasporti che escludeva tali voci è stata condannata a pagarle.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità pecuniarie intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, anche se di natura variabile. Nel caso esaminato, alcuni macchinisti di un'azienda di trasporti avevano richiesto l'inclusione di specifici incentivi nel calcolo della loro paga feriale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che un'interpretazione restrittiva, pur prevista da un contratto aziendale, è contraria al diritto dell'Unione Europea, poiché una diminuzione sensibile dello stipendio durante le ferie può dissuadere il lavoratore dal goderne. È stato inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Licenziamento per vantaggio personale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato il licenziamento di un casellante autostradale che aveva volontariamente interrotto il servizio per 55 minuti. La Corte ha stabilito che, per configurare un licenziamento per vantaggio personale, il "vantaggio" deve essere un fine ulteriore e distinto dalla semplice inosservanza delle regole, come la pausa dal lavoro. La mera inoperosità, essendo una conseguenza diretta della condotta, non integra la fattispecie prevista dal CCNL per la sanzione espulsiva, che richiede un dolo specifico.
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Indennità di preavviso: sì al cumulo con il risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3247/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di licenziamento illegittimo. Anche se al lavoratore spetta un'indennità risarcitoria definita "onnicomprensiva", questa non assorbe l'indennità di mancato preavviso. La Corte ha chiarito che le due tutele hanno funzioni diverse e tra loro compatibili: la prima sanziona l'illegittimità del recesso, mentre la seconda compensa il danno economico derivante dalla sua improvvisa risoluzione. Pertanto, in caso di licenziamento illegittimo intimato senza il dovuto preavviso, il lavoratore ha diritto a entrambe le indennità.
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Licenziamento collettivo: limiti geografici illegittimi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3258/2024, ha respinto il ricorso di un'azienda, confermando l'illegittimità di un licenziamento collettivo. La Corte ha ribadito che la platea dei lavoratori da considerare per la scelta non può essere limitata a una singola sede geografica senza valide ragioni tecnico-produttive, anche in presenza di altre sedi distanti. La violazione di tale principio costituisce un vizio sostanziale che comporta la reintegrazione del lavoratore.
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Indennità di mancato preavviso: cumulo con risarcimento
Una società datrice di lavoro ha impugnato una decisione che riconosceva a due ex dipendenti, licenziati illegittimamente, sia l'indennità risarcitoria che l'indennità di mancato preavviso. Secondo la società, la prima, essendo "onnicomprensiva", doveva assorbire la seconda. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che le due indennità hanno funzioni distinte e cumulabili. L'indennità risarcitoria compensa l'illegittimità del recesso, mentre l'indennità di mancato preavviso risarcisce il danno derivante dalla cessazione improvvisa del rapporto.
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Licenziamento per condotta extra-lavorativa: limiti
Un dipendente viene licenziato per giusta causa a seguito del suo arresto per detenzione di armi e stupefacenti, fatti avvenuti al di fuori del contesto lavorativo. I giudici di primo e secondo grado confermano la legittimità del recesso, ritenendo che la gravità della condotta avesse irrimediabilmente leso il vincolo fiduciario. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, dichiara inammissibile il ricorso del lavoratore, ribadendo che il licenziamento per condotta extra-lavorativa è valido quando i fatti, per la loro natura, sono tali da far venir meno la fiducia del datore di lavoro. Il ricorso è stato inoltre ritenuto un abuso del processo, con conseguente condanna a sanzioni pecuniarie.
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Nullità licenziamento: la procedura è inderogabile
La Corte di Cassazione ha stabilito la nullità di un licenziamento disciplinare per la violazione di una procedura speciale prevista per legge. Il caso riguardava un dipendente di una società di trasporti il cui licenziamento è stato annullato non per l'infondatezza dell'accusa, ma perché l'azienda non ha seguito l'iter procedurale garantista inderogabile. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del lavoratore, affermando che tale violazione procedurale comporta una "nullità di protezione", rendendo il licenziamento radicalmente invalido e assorbendo ogni altra questione sulla gravità della condotta contestata.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che le indennità variabili corrisposte ai macchinisti (condotta, riserva, assenza dalla residenza) devono essere incluse nel calcolo della retribuzione feriale. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, che mira a non disincentivare il godimento delle ferie. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto, data la ridotta stabilità post-riforma del 2012.
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Retribuzione feriale: indennità incluse? La Cassazione
Una società di trasporti ha contestato l'inclusione di alcune indennità (guida, riserva, assenza da residenza) nella retribuzione feriale dei suoi macchinisti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto dell'Unione Europea, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutte le componenti retributive intrinsecamente legate alla mansione, per evitare di scoraggiare il lavoratore dal fruire del riposo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto a causa della ridotta stabilità introdotta dalle recenti riforme.
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Retribuzione ferie: sì agli incentivi variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2458/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le componenti variabili e gli incentivi legati alla mansione. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che escludere tali voci può dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto alle ferie, violando la normativa europea. La decisione chiarisce che il calcolo deve basarsi sulla paga ordinaria e non solo sulla parte fissa, per garantire un effettivo riposo senza penalizzazioni economiche.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2431/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità variabili intrinsecamente connesse alla mansione, come quelle per la condotta o la riserva per i macchinisti. La decisione, fondata sul diritto europeo, mira a evitare che una paga ridotta durante le vacanze disincentivi i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando le sentenze dei gradi precedenti a favore dei dipendenti.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che nella retribuzione ferie devono essere inclusi anche i compensi variabili, come gli incentivi per attività specifiche, se intrinsecamente legati alle mansioni svolte. La decisione, basata sull'interpretazione del diritto europeo, mira a non dissuadere i lavoratori dal godere delle ferie. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla fine del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative del 2012.
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Licenziamento collettivo: limiti geografici illegittimi
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede geografica, senza dimostrare l'infungibilità delle mansioni con il personale di altre sedi. La violazione dei criteri di scelta comporta il diritto alla reintegrazione del lavoratore.
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Platea licenziamento collettivo: i criteri di scelta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1959/2024, ha stabilito che in un licenziamento collettivo per chiusura di una sede, l'azienda non può limitare la platea dei lavoratori da licenziare solo a quelli della filiale interessata. Se esistono professionalità fungibili in altre sedi, la comparazione deve avvenire a livello aziendale. La violazione di questo principio rende il licenziamento illegittimo e comporta la reintegrazione del lavoratore.
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Licenziamento collettivo: illegittima la scelta locale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1803/2024, ha confermato l'illegittimità di un licenziamento collettivo in cui l'azienda aveva limitato la platea dei lavoratori da licenziare a una sola sede. La Corte ha stabilito che la scelta deve riguardare l'intero complesso aziendale, a meno che non sussistano ragioni tecnico-produttive oggettive e specifiche, che l'azienda ha l'onere di provare. La violazione di questo principio costituisce un vizio sostanziale che comporta la reintegrazione del lavoratore.
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Licenziamento collettivo: pool di lavoratori limitato
Una società di consulenza tecnologica ha effettuato un licenziamento collettivo limitando la selezione dei dipendenti alla sola sede di una città, escludendo personale con professionalità comparabili di altre sedi. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1844/2024, ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando l'illegittimità del licenziamento. È stato ribadito il principio secondo cui, nel licenziamento collettivo, la platea dei lavoratori da considerare deve estendersi all'intero complesso aziendale, a meno che non sussistano comprovate e specifiche esigenze tecnico-produttive che giustifichino una limitazione, onere probatorio non assolto dall'azienda. Di conseguenza, è stata confermata la tutela reintegratoria per il lavoratore.
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