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Legge n. 134 del 2012 — Anno 2025

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199 provvedimenti

Altri anni per Legge n. 134 del 2012

Valutazione CTU: Inammissibile il ricorso in Cassazione
Un lavoratore, licenziato a seguito di lettere anonime, ha citato in giudizio un collega ritenendolo l'autore. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento per 'assenza di certezza', discostandosi dalla perizia tecnica (CTU). La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del lavoratore, stabilendo che la critica alla valutazione CTU fatta dal giudice di merito non costituisce un valido motivo di ricorso se non vi è un'omissione nell'esame di un fatto storico decisivo. La decisione rafforza la discrezionalità del giudice di merito nell'analisi delle prove.
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Notifica PEC cartella: quando è valida per la Cassazione?
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento, lamentando vizi nella notifica PEC delle cartelle presupposte. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica PEC è valida se l'atto raggiunge il destinatario, sanando eventuali vizi. Inoltre, ha chiarito che l'Agente della Riscossione non è tenuto a produrre gli originali delle cartelle se le relate di notifica sono in atti e che una motivazione generica non rende di per sé nulla la sentenza.
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Nullità fideiussione ABI: onere della prova in appello
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di nullità di fideiussione basata sullo schema ABI anti-concorrenziale. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'eccezione di nullità possa essere sollevata per la prima volta in appello, spetta alla parte che la solleva l'onere di fornire una prova specifica e tempestiva dei fatti costitutivi. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti, confermando la decisione d'appello che aveva respinto l'eccezione per genericità e assenza di prove, sottolineando che il provvedimento della Banca d'Italia è un atto amministrativo e non una legge che il giudice deve conoscere d'ufficio.
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Inammissibilità Ricorso: la Cassazione e i requisiti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza di azione revocatoria. La decisione si basa su motivi procedurali, come la commistione dei motivi di ricorso e l'applicazione del principio della 'doppia conforme', che impedisce il riesame dei fatti quando due sentenze di merito sono concordi. La Corte ha sanzionato la società ricorrente per lite temeraria, sottolineando l'importanza dei requisiti di ammissibilità del ricorso.
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Servitù di veduta: la prova per l’usucapione
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce i requisiti per l'acquisto di una servitù di veduta per usucapione. Il caso riguarda una disputa tra vicini a seguito della sopraelevazione di un muro comune e la creazione di una nuova finestra. La Corte ha rigettato il ricorso dei proprietari che sostenevano di aver usucapito il diritto, sottolineando che non avevano fornito prove sufficienti dell'esistenza pregressa di opere visibili e permanenti, come una terrazza con parapetto, destinate all'esercizio della veduta. La decisione ribadisce che l'onere della prova grava su chi intende far valere il diritto.
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Verifica negativa dipendente: la valutazione a 360°
Un ricercatore di un ente pubblico si è visto negare una progressione economica a causa di una verifica negativa dipendente. La valutazione contestava non solo ritardi nella produzione scientifica, ma anche una generale mancanza di collaborazione. L'interessato ha sostenuto che la valutazione dovesse limitarsi ai risultati scientifici documentati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la verifica dell'attività lavorativa deve essere 'a tutto tondo', includendo quindi la regolarità complessiva della prestazione, la collaborazione e l'adempimento dei doveri d'ufficio, non solo la qualità tecnica della ricerca.
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Costi intercompany: quando non sono deducibili?
La Corte di Cassazione ha confermato un avviso di accertamento che negava la deducibilità dei costi intercompany addebitati da una casa madre estera alla sua controllata italiana per servizi di logistica. La Corte ha stabilito che tali costi non erano deducibili perché ritenuti inerenti all'attività della controllante, proprietaria del magazzino e della merce, e non a quella della società italiana. L'onere di provare l'inerenza del costo ricade sul contribuente.
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Costi di sponsorizzazione: quando sono deducibili?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6261/2025, ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento che negava la deducibilità di significativi costi di sponsorizzazione. La Corte ha stabilito che, per i tributi non armonizzati, il contraddittorio endoprocedimentale non è sempre obbligatorio negli accertamenti a tavolino. Per i tributi armonizzati come l'IVA, il contribuente deve fornire la 'prova di resistenza', dimostrando che il contraddittorio avrebbe cambiato l'esito. Sul merito, i giudici hanno confermato che la società non ha provato l'inerenza di tali costi con l'attività d'impresa, sottolineando come l'antieconomicità possa essere un sintomo della mancanza di tale requisito.
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Ricorso inammissibile: no a rivalutazione dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un autista per il ricalcolo di straordinari e indennità. La Corte ha stabilito che il ricorso non sollevava questioni di legittimità, ma mirava a una rivalutazione dei fatti già accertati in appello, un'operazione non consentita in sede di Cassazione. Il lavoratore è stato condannato a pagare le spese legali.
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Indennità di fine rapporto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale di Roma che negava a un'agenzia marittima l'indennità di fine rapporto da una compagnia di navigazione. Il rapporto, durato dal 1966 al 2010 e regolato da due contratti successivi, era stato oggetto di una novazione nel 1991. La Cassazione ha ritenuto la motivazione del Tribunale 'apparente' e illogica, in quanto trattava il rapporto in modo contraddittorio. Inoltre, ha stabilito che il Tribunale ha errato nel non applicare gli Accordi Economici Collettivi di settore, che prevedono condizioni più favorevoli per l'agente rispetto al Codice Civile, riconoscendo l'indennità anche senza la prova di un aumento della clientela.
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Responsabilità del Comune: culpa in vigilando per danni
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del Comune, in solido con un privato venditore, per i danni strutturali a un immobile. La decisione si fonda sulla 'culpa in vigilando', ovvero sull'omesso controllo da parte dell'ente locale sia sui lavori di ristrutturazione privati, seppur autorizzati, sia sulle opere fognarie pubbliche che hanno concorso a causare le lesioni all'edificio. La sentenza chiarisce che l'autorizzazione edilizia non esime il Comune dal dovere di vigilanza per prevenire danni a terzi.
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Territorialità IVA: il ruolo dell’intermediario italiano
Un subagente contesta un avviso di accertamento IVA, sostenendo di lavorare per un'azienda estera. La Cassazione chiarisce che la presenza di un'azienda intermediaria italiana, che gestisce i rapporti in Italia, determina la territorialità IVA delle prestazioni, rendendole imponibili. Il ricorso del contribuente viene respinto.
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Ricorso per cassazione: i motivi di inammissibilità
Una società e i suoi soci impugnano un accertamento fiscale. Durante il procedimento, la società e un socio aderiscono a una definizione agevolata, estinguendo la loro parte di lite. Per il socio deceduto, la Corte di Cassazione dichiara il ricorso per cassazione inammissibile a causa della formulazione generica e confusa dei motivi, che mescolavano vizi di violazione di legge e di motivazione senza una chiara distinzione, impedendo alla Corte un esame nel merito.
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Preavviso di iscrizione ipotecaria: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo all'impugnazione di un preavviso di iscrizione ipotecaria. La Corte ha confermato che il ricorso del contribuente era inammissibile perché presentato oltre i termini di legge. Ha inoltre dichiarato la cessazione della materia del contendere per le cartelle di importo inferiore a 1.000 euro, in virtù dell'annullamento automatico previsto dalla legge. La decisione sottolinea l'importanza di agire tempestivamente contro gli atti della riscossione.
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Tassa rifiuti aree portuali: quando paga il gestore?
Una società che gestisce un'area in un porto turistico ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa rifiuti aree portuali è dovuta al Comune quando non è istituita una specifica Autorità Portuale. La detenzione dell'area, derivante da un contratto di affidamento per servizi di ormeggio, è sufficiente a far sorgere l'obbligo di pagamento del tributo da parte della società concessionaria.
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Obbligo amministratore condomini morosi: la guida
Un creditore ha agito in giudizio contro un amministratore di condominio per ottenere l'elenco dei condomini morosi, al fine di recuperare il proprio credito. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1002/2025, ha stabilito che l'obbligo amministratore condomini morosi, previsto dall'art. 63 disp. att. c.c., è un dovere legale che grava personalmente sull'amministratore e non sul condominio. Di conseguenza, l'azione per ottenere tali dati deve essere intentata direttamente contro l'amministratore in proprio, la cui omissione può integrare una responsabilità personale.
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Onere della prova: chi deve dimostrare la residenza?
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale basato su agevolazioni per un sisma. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova per dimostrare tutti i requisiti, inclusa la residenza nell'area colpita, spetta esclusivamente al contribuente. La sentenza chiarisce che l'amministrazione finanziaria può sollevare la questione della mancata prova anche in appello, e il giudice è tenuto a pronunciarsi su tale eccezione. La decisione del giudice di merito è stata annullata per non aver valutato questo aspetto cruciale.
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Intimazione di pagamento: quando è legittima? Analisi
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per oltre 1,6 milioni di euro, sollevando questioni sulla rappresentanza legale dell'Agenzia delle Entrate, sulla prescrizione, sulla validità della notifica PEC e sulla mancata allegazione degli atti presupposti. La Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso, confermando la piena legittimità dell'intimazione di pagamento e chiarendo importanti principi procedurali in materia di riscossione.
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Dichiarazione integrativa: sì alla correzione errori
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può presentare una dichiarazione integrativa per correggere errori e beneficiare di un'agevolazione fiscale (nello specifico, la 'Tremonti ambiente') non richiesta in origine a causa di incertezze interpretative. La Corte ha ribadito che la dichiarazione dei redditi è una dichiarazione di scienza, emendabile anche in sede contenziosa per far valere la corretta pretesa tributaria, e non una dichiarazione di volontà irrevocabile. Di conseguenza, è stato annullato l'atto dell'Agenzia delle Entrate che negava il beneficio.
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Domanda subordinata: la Cassazione chiarisce i limiti
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un'azienda agricola a causa di immissioni odorigene intollerabili. I cittadini avevano richiesto in via principale la cessazione delle immissioni e, solo in via subordinata, il pagamento di un'indennità per il deprezzamento dei loro immobili. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che, una volta accolta la domanda principale (la cessazione delle immissioni), il giudice non può pronunciarsi sulla domanda subordinata, in quanto la sua condizione di procedibilità non si è verificata. La sentenza sottolinea l'importanza di una corretta formulazione delle domande in giudizio.
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