LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legge 98/2011 — Anno 2026

Pagina 3 di 4

70 provvedimenti

Altri anni per Legge 98/2011

Gestione Separata Avvocati: Contributi Sì, Sanzioni Annullate
Un avvocato si oppone alla richiesta di pagamento di contributi e sanzioni da parte dell'Ente Previdenziale per l'anno 2010. La Cassazione chiarisce un punto fondamentale sull'iscrizione Gestione Separata avvocati: l'obbligo di versare i contributi sussiste per i professionisti iscritti a un albo, anche se non iscritti alla propria cassa, e la fascia di esenzione di 5.000 euro non si applica a loro. Tuttavia, la Corte ha annullato completamente le sanzioni. La decisione si basa su una successiva sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che imponeva tali sanzioni per il periodo precedente alla sua entrata in vigore. L'avvocato vince parzialmente: deve pagare i contributi, ma non le sanzioni.
Continua »
Sanzioni Civili Gestione Separata: Annullate per il Passato
Un professionista si oppone a un pignoramento per contributi e sanzioni dovuti alla Gestione Separata INPS per l'anno 2008. La Corte di Cassazione stabilisce due principi importanti. Primo, il termine di prescrizione dei contributi inizia a decorrere dalla scadenza di pagamento, comprese eventuali proroghe, respingendo la tesi del professionista. Secondo, la Corte annulla le sanzioni civili Gestione Separata applicate per il 2008. La decisione si basa su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime tali sanzioni per i periodi precedenti all'entrata in vigore di una legge del 2011. Di conseguenza, il professionista è tenuto a pagare i contributi ma non le relative sanzioni.
Continua »
Minori in sala scommesse: la responsabilità è della società
Una società di scommesse viene sanzionata per aver permesso a due minori di giocare nei suoi locali. La Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto cruciale: in materia di giochi e scommesse, la legge speciale inverte le regole generali. La responsabilità amministrativa della società è principale e diretta, mentre il legale rappresentante risponde solo in solido. Questa decisione conferma che il legislatore può attribuire la colpa direttamente all'ente, quando la violazione avviene nel suo interesse o tramite la sua struttura organizzativa. La sanzione di 8.000 euro viene quindi confermata, respingendo le obiezioni della società.
Continua »
Irretrattabilità Opzione Fiscale: Scelta Fatta, Niente Ripensamenti
Un'azienda sceglie di rateizzare in cinque anni la tassazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di un immobile. Successivamente, una nuova legge rende questa scelta svantaggiosa. L'azienda tenta quindi di revocarla con una dichiarazione integrativa, ma l'Agenzia delle Entrate si oppone. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave: l'irretrattabilità dell'opzione fiscale. Una volta che il contribuente esprime una scelta strategica nella dichiarazione dei redditi, questa diventa vincolante e non può essere modificata, neanche se un cambiamento normativo la rende meno conveniente. L'azienda perde quindi il ricorso.
Continua »
Conciliazione Fiscale e Contributi INPS: Accordo Salva Artigiano
Un artigiano si oppone a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi calcolati su un maggior reddito accertato dall'Agenzia delle Entrate. L'artigiano dimostra di aver chiuso la lite fiscale con una conciliazione giudiziale, che ha ridotto il reddito imponibile. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la conciliazione giudiziale sui contributi INPS ha un'efficacia 'novativa'. Questo significa che l'accordo con il Fisco sostituisce il vecchio accertamento e crea una nuova, più bassa, base imponibile. Di conseguenza, anche l'INPS deve ricalcolare i contributi su questo nuovo importo ridotto. La Corte dà quindi ragione all'artigiano, annullando la pretesa dell'Ente Previdenziale.
Continua »
Basso reddito non esclude l’iscrizione Gestione Separata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avvocato è obbligato all'iscrizione Gestione Separata INPS se esercita la professione in modo abituale, anche se il reddito è inferiore alla soglia minima. L'abitualità, e non il reddito, è il criterio decisivo. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso dell'avvocato su un punto cruciale: la mancata compilazione del quadro 'RR' nella dichiarazione dei redditi non equivale automaticamente a un occultamento doloso del debito. Di conseguenza, la prescrizione dei contributi non si interrompe in automatico. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione sulle sanzioni e sulla prescrizione, anche alla luce di una recente sentenza della Corte Costituzionale favorevole agli avvocati.
Continua »
Mobilità pubblico impiego: bonus fissi salvi nell’assegno ad personam
Un dipendente pubblico, trasferito da un ente a un Ministero, si è visto ridurre lo stipendio perché il nuovo datore di lavoro non ha incluso il premio di produzione e l'indennità di rischio nel suo assegno personale. Il Ministero sosteneva che queste voci fossero variabili. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, stabilendo un principio chiave per l'assegno ad personam nella mobilità del pubblico impiego: non conta la definizione formale di una voce retributiva, ma il fatto che sia stata pagata in modo fisso e continuativo. Di conseguenza, anche premi e indennità, se corrisposti con regolarità, devono essere mantenuti per non penalizzare economicamente il dipendente trasferito.
Continua »
Imposta scommesse: Fisco vince, no a tassazione sul margine
Una società di raccolta scommesse, non collegata al totalizzatore nazionale, ha contestato un avviso di accertamento sull'imposta unica sulle scommesse. L'azienda sosteneva di aver diritto al nuovo sistema di tassazione basato sul margine (differenza tra giocate e vincite), più favorevole. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, affermando che tale regime è riservato solo agli operatori legali e regolarizzati. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiaro: gli operatori che operano al di fuori del circuito legale, senza collegamento al sistema centrale, non possono beneficiare della tassazione sul margine e restano soggetti al più severo metodo di calcolo forfetario.
Continua »
Calcolo Imposta Scommesse: Fisco Erra, la Cassazione dà Ragione
Un bookmaker estero e il suo intermediario italiano hanno ricevuto un avviso di accertamento per l'imposta sulle scommesse relativa al 2015. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato un nuovo metodo di calcolo forfetario, più penalizzante. La Corte di Cassazione ha dato ragione alle società, stabilendo che il corretto calcolo imposta unica scommesse per l'anno 2015 doveva seguire il metodo precedente. Una legge successiva aveva infatti posticipato l'entrata in vigore del nuovo criterio al 1° gennaio 2016. Di conseguenza, la sentenza precedente è stata annullata e l'imposta dovrà essere ricalcolata dal giudice di merito.
Continua »
Decadenza elenchi agricoli: ricorso tardivo, niente disoccupazione
Un bracciante agricolo si è visto cancellare le sue giornate lavorative dagli elenchi INPS, perdendo il diritto alla disoccupazione. Ha fatto ricorso sostenendo di non aver ricevuto una notifica personale. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio fondamentale sulla **decadenza impugnazione elenchi agricoli**: il termine per contestare non parte da quando il lavoratore scopre il fatto, ma dall'ultimo giorno di pubblicazione della variazione sul sito internet dell'INPS. La semplice 'conoscibilità' dell'atto tramite pubblicazione online è sufficiente. Il lavoratore, avendo agito in ritardo, ha perso definitivamente la possibilità di opporsi.
Continua »
Indebito previdenziale: prescrizione vince, richiesta INPS annullata
Una lavoratrice agricola riceve una richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione percepita anni prima. La lavoratrice si oppone sostenendo la prescrizione dell'indebito previdenziale, cioè il fatto che l'Ente avesse agito troppo tardi. La Corte d'Appello le dà torto, applicando erroneamente il termine di decadenza, molto più breve, previsto per impugnare la cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che la lavoratrice non contestava la cancellazione, ma solo la tardività della richiesta di restituzione. Pertanto, si applica il termine di prescrizione. La Cassazione accoglie il ricorso della lavoratrice, annullando la sentenza precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
Continua »
Addizionale IRPEF settore finanziario: Fisco vince sui bonus
Un dirigente del settore finanziario ha chiesto il rimborso dell'Addizionale IRPEF del 10% pagata sui bonus, sostenendo che l'imposta si applicasse solo se la parte variabile superava di tre volte quella fissa. L'Agenzia delle Entrate si è opposta. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sull'Addizionale IRPEF settore finanziario: una modifica legislativa ha cambiato le regole. L'imposta scatta su tutta la parte di bonus che eccede lo stipendio fisso, senza più la necessità di superare la soglia del triplo. La richiesta di rimborso del dirigente è stata quindi respinta definitivamente.
Continua »
Pensione e Amianto: Arretrati Salvi dalla Prescrizione Decennale
Una pensionata, vedova di un lavoratore esposto ad amianto, si è vista negare parte degli arretrati derivanti dal ricalcolo della sua pensione di reversibilità. L'Ente Previdenziale sosteneva che il diritto a tali somme fosse scaduto. La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla prescrizione dei ratei pensione. Ha stabilito che il diritto al ricalcolo per i benefici amianto (prescrizione decennale) è distinto dal diritto ai singoli ratei arretrati. Per questi ultimi, la prescrizione è quinquennale e decorre dalla scadenza di ogni singola mensilità, non dalla data di inizio della pensione. La Corte ha quindi dato ragione alla pensionata, annullando la decisione precedente.
Continua »
Prescrizione Contributi INPS: Omissione del Quadro RR non basta
Un avvocato si oppone a una richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi del 2011, sostenendo l'avvenuta prescrizione. L'Ente riteneva che la mancata compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione al professionista, chiarendo che la semplice omissione non prova automaticamente il dolo. Di conseguenza, la **prescrizione contributi INPS** è stata ritenuta valida, rendendo la pretesa dell'Ente tardiva e illegittima. La sentenza precedente è stata annullata.
Continua »
Sanzioni Gestione Separata annullate: l’INPS perde in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un avvocato che si era opposto a una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi e sanzioni relativi al 2009. La Corte ha confermato che il debito per i contributi non era prescritto. Tuttavia, ha accolto la richiesta di annullamento delle sanzioni per omessa iscrizione alla Gestione Separata. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha ritenuto illegittimo applicare sanzioni per periodi in cui la normativa sull'obbligo di iscrizione per gli avvocati era incerta. Di conseguenza, il professionista non deve pagare le sanzioni, ottenendo una vittoria parziale.
Continua »
Imposta unica scommesse senza concessione: Bookmaker estero perde
Una società di scommesse estera, operante in Italia tramite centri affiliati, ha impugnato gli avvisi di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse. Sosteneva che gli atti, non tradotti, fossero illegittimi e che il tributo violasse le norme europee. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro: l'imposta unica scommesse senza concessione è sempre dovuta da chiunque raccolga gioco in Italia. La mancata traduzione dell'atto non lo invalida e, in assenza di contabilità attendibile, è legittimo il calcolo dell'imposta basato su dati medi provinciali. La società ha perso la causa e deve pagare quanto richiesto dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Continua »
Decadenza Triennale INPS: Diritto Perso per Domanda Tardiva
Un lavoratore esposto all'amianto ha richiesto la rivalutazione dei suoi contributi. L'Ente Previdenziale ha eccepito la decadenza triennale, sostenendo che l'azione legale era stata avviata troppo tardi. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Ente, stabilendo un principio fondamentale: il termine di tre anni per agire in giudizio decorre dalla data della prima domanda amministrativa presentata. Anche se un precedente giudizio era stato dichiarato improponibile, quel primo atto ha avviato il conto alla rovescia. Di conseguenza, la successiva azione legale, intrapresa oltre tre anni dopo, è stata respinta, facendo perdere al lavoratore il diritto al beneficio.
Continua »
Obbligo iscrizione Gestione Separata: INPS perde per errore
Una professionista si oppone alla richiesta di contributi dell'Ente Previdenziale, eccependo sia la prescrizione del credito sia l'insussistenza dell'obbligo iscrizione Gestione Separata per reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello le dà ragione per entrambi i motivi. L'Ente ricorre in Cassazione contestando solo la questione del merito, ma non quella della prescrizione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile: non avendo contestato tutte le ragioni della decisione, la sentenza precedente resta valida. L'Ente Previdenziale perde la causa per un errore strategico e viene condannato a pagare le spese legali.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione contributi Gestione Separata per l'anno 2009. Un professionista aveva contestato un avviso di addebito INPS, sostenendo che il termine quinquennale fosse decorso dal 16 giugno 2010. I giudici di merito avevano inizialmente accolto questa tesi, dichiarando il credito prescritto. L'INPS ha però fatto ricorso, evidenziando che un decreto governativo aveva prorogato il termine di versamento per quell'anno al 6 luglio 2010. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che lo slittamento del termine di pagamento sposta automaticamente in avanti anche l'inizio della prescrizione. Poiché la richiesta di pagamento è giunta il 30 giugno 2015, il credito non è prescritto.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione separata: stop agli automatismi
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS relativo a contributi per l'anno 2010, eccependo la prescrizione del credito. La Corte d'Appello aveva rigettato l'eccezione, ritenendo che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il termine prescrizionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del professionista, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata non può essere sospesa automaticamente per la sola mancanza del quadro RR. Secondo i giudici, il dolo richiede un comportamento attivo e intenzionale che renda impossibile, e non solo difficile, l'accertamento del credito da parte dell'ente previdenziale tramite i controlli ordinari.
Continua »