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Legge 354/1975 — Sezione Seconda Penale

4 provvedimenti

Altri anni per Legge 354/1975

Misure di prevenzione e affidamento in prova: compatibilità confermata
Un individuo sottoposto contemporaneamente a "sorveglianza speciale" (una misura di prevenzione) e ad "affidamento in prova ai servizi sociali" ha chiesto la sospensione della prima per poter lavorare e seguire un percorso terapeutico. Il Tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo le due misure compatibili. L'individuo ha presentato ricorso, lamentando l'incompatibilità e difficoltà pratiche, inclusa una recente convalida di arresto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato la compatibilità delle "misure di prevenzione e affidamento in prova", evidenziando che il giudice di merito aveva già autorizzato gli spostamenti necessari per lavoro e terapia. Il ricorrente ha perso e deve pagare le spese legali.
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Pene sostitutive reati ostativi: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento in cui la pena per rapina aggravata era stata sostituita con lavori di pubblica utilità. Secondo la Corte, tale sostituzione costituisce una pena illegale, poiché la Riforma Cartabia esclude espressamente i cosiddetti reati ostativi, come la rapina aggravata, dalla possibilità di beneficiare delle pene sostitutive. Di conseguenza, il procedimento deve tornare al giudice di primo grado.
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Rapina impropria: quando il furto diventa rapina
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34534/2024, ha confermato la condanna per rapina impropria a carico di due donne che, dopo aver rubato delle scarpe, hanno usato violenza contro il titolare del negozio per assicurarsi la fuga e il possesso della merce. La Corte ha stabilito che la violenza esercitata subito dopo la sottrazione del bene qualifica il reato come rapina e non come semplice furto, rigettando le richieste di derubricazione, dell'attenuante del danno di speciale tenuità e della concessione di sanzioni sostitutive.
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Rapina impropria: quando il furto diventa rapina?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per rapina impropria aggravata a carico di una coppia. Un furto in un negozio si è trasformato nel reato più grave a causa della violenza usata da uno dei due complici contro un commesso per garantire la fuga alla compagna. La sentenza chiarisce i requisiti della rapina impropria e dichiara inammissibile un ricorso basato su contestazioni di merito, ribadendo i limiti del giudizio di legittimità.
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